giovedì, Dicembre 2, 2021

Cos’è il poliamore: avere più relazioni in contemporanea senza tradire

Avere più partner in contemporanea in maniera etica e consensuale è possibile: cos’è e cosa non è il poliamore, una forma di relazione sempre più diffusa.

Marianna Chiuchiolo
Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, un passato nella musica e nel teatro e un'avida curiosità per tutto ciò che riguarda scienza, arte e psicologia. Ha abbracciato da tempo la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita. Autrice di racconti, poesie e sceneggiature perché l'immaginazione lo pretende, giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

Nel film Vicky Cristina Barcelona, i personaggi di Juan Antonio e Maria Elena, una coppia di artisti decisamente disfunzionale, intrecciano una relazione a tre con la turista americana Cristina, trovando un equilibrio psicologico, sentimentale e creativo che in precedenza non erano riusciti a ottenere. C’è una parola per questo: poliamore.

Negli ultimi tempi, il concetto di poliamore è sempre più sotto i riflettori, e quello che veniva etichettato come un vezzo da artisti, se non addirittura una perversione, comincia a essere riconosciuto come una tendenza salutare e innata dell’essere umano, o almeno di alcuni esseri umani.

Ma cos’è esattamente il poliamore? In che forme lo si sperimenta e quali sono le sfide che pone a chi lo pratica? Analizziamolo insieme.

Definizione di poliamore: il concetto di non monogamia etica

Volendone dare una definizione esemplificativa, il poliamore è una forma di non monogamia etica e corrisponde alla pratica di intrattenere più relazioni intime in contemporanea con la consapevolezza e il consenso di tutti i partner coinvolti.

Il gruppo formatosi dall’intreccio delle diverse relazioni prende il nome di polecola, termine coniato ispirandosi alla parola molecola, l’entità chimica al cui interno sono presenti diversi atomi tenuti insieme da differenti tipi di legame.

L’idea di non esclusività che è alla base del poliamore conduce necessariamente a una diversa gestione della fiducia, della gelosia e della comunicazione all’interno della relazione. A differenza di altri tipi di non monogamia etica – come ad esempio lo scambismo – le relazioni poliamorose, o poli, sono generalmente contrassegnate dalla presenza di intimità romantica e sentimentale, oltre che dal desiderio di creare legami stabili e duraturi e non di ricercare numerosi partner sessuali.

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Altre forme di non monogamia che non sono poliamore

Esistono forme di non monogamia etica che esulano dal concetto di poliamore.

Tra queste possiamo annoverare, come menzionato poco prima, lo scambismo, cioè la pratica di intrattenere relazioni occasionali con altri partner che riguardano esclusivamente la dimensione sessuale e non prevedono coinvolgimento romantico o emotivo.

Altra forma di non monogamia etica è rappresentata da alcuni tipi di coppia aperta. In questo caso esiste una relazione centrale stabile e consolidata al di fuori della quale è possibile intrecciare altre relazioni, prevalentemente sessuali, che sono gerarchicamente secondarie rispetto alla principale.

Diversa, ancora, è la poligamia riconosciuta legalmente in alcuni stati esteri. In tal caso non si può parlare di poliamore poiché la scelta dei partner è esclusiva di un solo elemento della relazione, senza contare che in alcuni casi i matrimoni poligami sono assimilabili a contratti e predisposti perché si possa generare più prole, senza necessariamente il coinvolgimento emotivo dei coniugi.

Menzione a parte, infine, meritano le relazioni adulterine. Anche nel caso in cui siano derivate da tendenze poliamorose di uno o entrambi i membri, intrecciare relazioni amorose o sessuali in maniera clandestina di nascosto dal partner non è poliamore ma tradimento.

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Le basi di una relazione poliamorosa: poliamore non è sinonimo di promiscuità

Come forma di non monogamia etica, o non monogamia consensuale, una relazione poliamorosa si basa soprattutto sulla comunicazione: tutti i membri coinvolti nella relazione devono essere al corrente della presenza di altri partner e del tipo di connessioni esistenti all’interno della polecola.

Ogni partner deve poter esprimere la propria opinione e far presenti i suoi dubbi, gelosie incluse, in maniera costruttiva e serena, in modo da lavorare alla costruzione di un rapporto appagante per tutti.

Da questo punto di vista, le relazioni poliamorose prevedono necessariamente un livello di fiducia tale da poter gestire il pensiero della non esclusività tra partner, sia essa sessuale o romantica.

A tal proposito è importante tener presente il motivo per il quale si decide di intraprendere una relazione poliamorosa o aprire una relazione monogama già esistente. L’interesse nel donarsi a più persone dovrebbe essere dettato dalla voglia e dalla necessità di arricchirsi a livello mentale, relazionale e intimo, e non dal desiderio di salvare una relazione in crisi o, peggio ancora, di venirne fuori in maniera più semplice, senza dover affrontare la solitudine della separazione.

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Bandiera del poliamore, significato

bandiera poliamore significato

La bandiera dell’orgoglio poliamoroso è stata creata nel 1995 da Jim Evans, pittore e artista visivo americano. I colori presenti sulla bandiera rappresentano tre valori alla base del poliamore, nello specifico:

  • Il blu rappresenta il patto di onestà che è fondamento del rapporto poliamoroso.
  • Il rosso simboleggia la passione che arde nelle relazioni.
  • Il nero esprime solidarietà verso le persone costrette dallo stigma a vivere di nascosto le proprie relazioni poliamorose senza poterle ufficializzare.

Al centro della bandiera campeggia un Pi greco, iniziale della parola poliamore, di colore oro, che rappresenta il valore delle connessioni profonde che si creano nel rapporto poliamoroso in contrapposizione alle relazioni puramente sessuali, che sono invece superficiali. In alcuni casi il Pi greco è sostituito dal simbolo matematico dell’infinito, sempre di colore oro.

Quanto è diffuso il poliamore?

poliamore will smith

Al di là di celebrità che si sono dichiarate poliamorose o in favore delle relazioni aperte – tra i coming out più recenti, quello di Willow Smith e dei suoi genitori Will e Jada – la diffusione delle relazioni poliamorose è più alta di quanto si possa pensare.

Secondo Psychology Today, almeno un americano su quattro ha vissuto una relazione non monogamia consensuale nel corso della sua vita. Tuttavia non siamo ancora in possesso di dati più affidabili, considerato che il poliamore è generalmente stigmatizzato e molte relazioni poliamorose non sono ufficiali.

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Poliamore, quante forme può avere?

Esistono diverse tipologie di relazioni poliamorose, a seconda delle necessità e le inclinazioni di chi ne è coinvolto. In generale il poliamore non prevede distinzioni di genere e non va confuso con l’orientamento sessuale.

I diversi partner possono incontrarsi e frequentarsi tra loro, possono vivere insieme, oppure tenere le singole relazioni di coppia su binari separati.

Nel caso in cui il nostro partner abbia una relazione con qualcun altro senza il nostro coinvolgimento, il secondo partner prenderà per noi il nome di metamour, o meta.

Il livello di secretezza sui dettagli dei singoli ménage di coppia è anch’esso stabilito in base alla tipologia di relazione poliamorosa che si intraprende. Generalmente ogni singola connessione interna alla polecola conserva una sua intimità che è esclusiva dei due partner.

I tipi di relazioni poliamorose più comuni

  • Triade a V: in questo tipo di relazione, uno dei partner è emotivamente coinvolto con due persone che non hanno rapporti tra loro, trovandosi così al centro di un rapporto che potrebbe essere graficamente rappresentato da una lettera V.
  • Triade classica: in questo tipo di relazione, tre persone sono reciprocamente coinvolte in un rapporto alla pari che si presenta come un triangolo.
  • Tetrade: in questo tipo di relazione, quattro persone sono reciprocamene coinvolte tra loro. Può accadere, ad esempio, che da una coppia originaria ognuno dei due partner coinvolga un’altra persona nella relazione, costituendo così una polecola composta da quattro individui.
  • Poliamore gerarchico: in questo tipo di gruppo, una relazione assume un ruolo prioritario e gerarchicamente superiore alle altre relazioni presenti all’interno della polecola, che prenderanno il nome di relazioni satellite. In questa categoria rientrano i matrimoni aperti e alcune tipologie di coppia aperta.
  • Poliamore non gerarchico: in questo caso, contrariamente al precedente, tutte le relazioni sono alla pari e nessuna è seconda alle altre. Tuttavia, in casi di necessità come ad esempio una malattia, i partner sono disposti a mettersi temporaneamente da parte se il meta ha bisogno di maggiore supporto e attenzioni.
  • Poliamore solitario: in questo caso, una persona poliamorosa metterà i suoi bisogni al centro, intrattenendo soprattutto relazioni superficiali, senza obblighi nei confronti degli altri partner quando c’è da prendere decisioni. È una scelta relativamente comune in presenza di situazioni difficili che esulano dalla relazione, come ad esempio la necessità di crescere dei figli da soli.
  • Poliamore da tavola: in questo tipo di relazione, i membri della polecola vivono sotto lo stesso tetto oppure si conoscono e sono attivamente coinvolti gli uni con gli altri indipendentemente dalle dinamiche emotive e relazionali interne.
  • Poliamore parallelo: in questo caso, al contrario, le singole relazioni presenti all’interno del gruppo restano distinte e separate, sebbene tutti siano al corrente della loro esistenza, come accade con due binari paralleli.
  • Mono-poli: in questo tipo di relazione, uno o più membri sono poliamorosi mentre altri sono monogami e scelgono individualmente di legarsi soltanto a una persona. La triade a V può essere, in alcuni casi, un esempio di relazione mono-poli.

Poliamore e società: riflessioni sul concetto di monogamia

Da un punto di vista psicologico, non tutti gli esseri umani sono monogami, così come non tutti gli animali sono monogami. Se così fosse, il tradimento non esisterebbe, poiché l’incontro con il partner di una vita annullerebbe qualsiasi desiderio nei confronti di altri individui.

La monogamia può effettivamente essere l’inclinazione naturale di alcune persone, ma in quanto istituzione è nata come costrutto sociale per garantire una paternità agli eredi.

Nel corso dei secoli, la famiglia tradizionale si è imposta come standard riconosciuto, da alcuni considerato il fondamento stesso della società occidentale attuale, sebbene le sue dinamiche non siano congeniali a tutti. Eppure, che la monogamia sia la naturale condizione umana è una convinzione così radicata che, anche in letteratura, il famigerato triangolo amoroso è considerato un conflitto da risolvere necessariamente con una scelta.

Paradossalmente, questa dimensione relazionale obbligata può portare a condotte adulterine, che possono ferire profondamente il partner, da parte di individui che non sono per natura monogami e che probabilmente sarebbero più a proprio agio in una relazione con altre basi.

Per questo motivo, molte persone si fanno portavoce di una società ideale nella quale ci sia spazio anche per relazioni non ortodosse.

Ma la medaglia, come sempre, ha due facce di cui tener conto. Se, da una parte, il poliamore può essere l’inclinazione naturale per alcune persone, non bisogna pensare che l’apertura di una relazione a più partner sia una condizione in cui è possibile assecondare le proprie pulsioni senza controllarsi o preoccuparsi delle conseguenze.

Il poliamore non va confuso con la promiscuità: è una tipologia relazionale che, come ogni tipo di relazione, prevede delle sfide di cui bisogna tener conto.

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Sfide e difficoltà del poliamore

Come ogni tipo di relazione amorosa, anche il poliamore prevede sfide che possono richiedere impegno e risultare, in alcuni casi, sfibranti.

La prima, e la più evidente, è la gestione della gelosia: bisogna essere in grado di accettare che il partner sia coinvolto in maniera profonda con qualcun altro senza sentirsi per questo messi da parte. Vale in particolare nel caso in cui il partner sia temporaneamente più assorbito da un’altra relazione, magari perché il meta sta attraversando un periodo difficile e ha bisogno della sua presenza. In generale, l’approccio utilizzato nelle relazioni poliamorose è di tipo comunicativo: si cerca di parlarne, analizzare le cause della gelosia e lavorare insieme per superarla, anziché lasciarsene consumare.

Altra problematica è la stanchezza derivante dal dedicarsi in maniera intima a più relazioni in contemporanea: a livello emotivo può essere estenuante e non necessariamente alla portata di tutti. In virtù di questo necessario impegno emozionale, la maggior parte delle persone poliamorose raramente intrattiene più di due relazioni in contemporanea.

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Poliamore e stigma: le conseguenze della pressione sociale

Secondo l’associazione no-profit Loving More, almeno una persona poliamorosa su quattro ha vissuto episodi discriminatori. Per questo motivo, la maggior parte delle relazioni poliamorose sono vissute in maniera segreta e tenute nascoste a parenti e conoscenti.

Lo stigma imposto sulle relazioni eterodosse è più feroce nei confronti delle donne, che sono più facilmente etichettate come poco di buono. Un vero peccato se si considera che, invece, il poliamore è particolarmente emancipante per questa categoria.

Molte donne coinvolte in relazioni non monogame consensuali hanno infatti dichiarato di aver sperimentato in questo modo più potere relazionale, libertà di scelta e consapevolezza del proprio contributo all’interno delle relazioni.

Anche nel poliamore esiste il tradimento

Il concetto di tradimento all’interno di una relazione poli è, per forza di cose, differente da come lo si intende in quelle ortodosse. Tuttavia, anche in una polecola si può tradire ed essere traditi: il principio cardine in tal senso è che nel poliamore non c’è obbligo di esclusività ma di lealtà.

L’esclusività sessuale, caratteristica delle relazioni monogame, viene sostituita da un obbligo di comunicazione e onestà nei confronti dei membri della polecola. Venir meno a questo patto di sincerità e fiducia costituisce a tutti gli effetti un tradimento. E sì, può anche trattarsi di infedeltà sessuale nel momento in cui questa viene nascosta a uno o più partner.

Gestione dei figli nel poliamore

Il coinvolgimento emotivo, intimo e sessuale di una persona in una relazione poliamorosa non la solleva dai suoi obblighi nei confronti dei figli: un genitore deve adoperarsi per garantire loro la vita più serena nei limiti delle proprie possibilità. Una volta appurato questo, la gestione dei figli all’interno di una polecola può variare.

Si può scegliere di crescerli tutti insieme con pari responsabilità, come in una grande famiglia allargata, oppure di assegnare ai soli genitori biologici il compito di prendersene cura. In quest’ultimo caso, i meta possono non essere coinvolti con i ragazzi in alcun modo oppure assumere un ruolo simile a quello di zii o genitori adottivi, ma la responsabilità principale del benessere e dell’educazione dei figli resta esclusiva dei genitori.

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Il poliamore nella cultura popolare

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In passato vissuto come una trasgressione o un’esperienza da fare una volta nella vita, il poliamore è stato in diverse occasioni rappresentato al cinema, in maniera più o meno corretta.

Tra le pellicole più note ricordiamo il già citato Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen, Savages di Oliver Stone, Professor Marston and the Wonder Women di Angela Robinson, e Metti una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi, una delle poche pellicole antecedenti agli anni 2000 a toccare l’argomento.

Celebrità dichiaratamente poliamorose

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L’attore Will Smith, insieme alla moglie Jada e la figlia Willow è attualmente sotto i riflettori per le sue recenti dichiarazioni filo-poliamorose. Similmente, anche Megan Fox e Brian Austen Green hanno dichiarato di essersi aperti come coppia, nello specifico come mono-poli con Megan al centro.

Ancora: Ashton Kutcher e Demi Moore, così come Brad Pitt e Angelina Jolie, avevano relazioni aperte, sebbene all’epoca non l’avessero mai dichiarato pubblicamente. Al contrario, Chris Martin e Gwynet Paltrow non facevano mistero del loro matrimonio aperto, durato oltre dieci anni.

Tra le grandi celebrità del passato, infine, ricordiamo i grandi nomi letterari di Percy Bysshe Shelley, William Blake, Italo Calvino e Gabriele D’Annunzio.

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Marianna Chiuchiolo
Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, un passato nella musica e nel teatro e un'avida curiosità per tutto ciò che riguarda scienza, arte e psicologia. Ha abbracciato da tempo la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita. Autrice di racconti, poesie e sceneggiature perché l'immaginazione lo pretende, giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

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