lunedì, Settembre 27, 2021

Cisgender, transgender, gender-fluid: cos’è l’identità di genere e cosa rappresenta

L’identità di genere è un importante aspetto della personalità di un individuo ed è legata al suo senso di appartenenza o meno a uno specifico sesso. Dalle identità binarie a quelle non binarie e fluide, esploriamo cosa vuol dire identità di genere nella società attuale.

Marianna Chiuchiolo
Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, un passato nella musica e nel teatro e un'avida curiosità per tutto ciò che riguarda scienza, arte e psicologia. Ha abbracciato da tempo la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita. Autrice di racconti, poesie e sceneggiature perché l'immaginazione lo pretende, giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

L’identità di genere è una delle tante dimensioni che compongono l’identità di una persona. Nello specifico, per identità di genere si intende il senso di appartenenza di una persona a un sesso e un genere. In parole povere, l’identità di genere è legata alla percezione del sé e nello specifico al sesso o genere nel quale ci si identifica, e può essere binaria o non binaria.

In un precedente articolo abbiamo approfondito la dimensione dell’orientamento sessuale e analizzato gli orientamenti sessuali più comuni. In questo, invece, ci concentreremo sull’identità di genere e su ciò che rappresenta per l’individuo.

Differenza tra identità di genere e identità sessuale

Sebbene possano sembrare all’apparenza sinonimi, questi due termini non indicano la stessa cosa. L’identità sessuale di un individuo è un quadro plurisfaccettato al cui interno è compresa anche l’identità di genere insieme ad altre caratteristiche legate alla percezione di se stesso come essere sessuato.

Tra gli aspetti che la compongono troviamo il sesso biologico di appartenenza, l’identità di genere, l’orientamento sessuale e il ruolo di genere percepiti dall’individuo.

Come si stabilisce il sesso di una persona?

Il sesso di una persona viene solitamente assegnato alla nascita sulla base di determinati fattori biologici. Fino al secolo scorso, il sesso era assegnato a seguito dell’osservazione degli organi genitali della persona, che veniva così identificata come maschio o femmina. In seguito alla scoperta del DNA, la definizione biologica di maschio e femmina è stata associata alla presenza di una coppia cromosomica di tipo XY per i primi e XX per le seconde.

Pur se basata sull’analisi del genoma, la definizione binaria di maschio e femmina non può comunque essere applicata nel 100% dei casi: anche in natura, infatti, esistono condizioni di intersessualità, riconosciute da istituzioni come l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.

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Miti da sfatare: l’intersessualità in natura è meno rara di quanto si pensi

La distinzione tra uomo e donna non è sempre definibile in maniera assoluta. Prendendo in esame soltanto la razza umana, esistono casi in cui una persona potrebbe non rientrare nelle comuni definizioni binarie.

È il caso di individui nati con caratteri sessuali appartenenti a nessuno o a più di un sesso specifico, magari perché i loro genitali, il loro DNA o la loro produzione ormonale presentano caratteristiche tipiche di generi differenti. Per questo motivo, la maggior parte delle forme di intersessualità non sono osservabili prima della pubertà, quando, ad esempio, un individuo con i genitali femminili potrebbe sviluppare caratteri sessuali secondari tipici dell’altro sesso.

L’incidenza delle condizioni di intersessualità è meno rara di quanto si possa pensare: circa l’1,7% delle persone avrebbe caratteristiche di intersessualità, stando agli studi della biologa Anne Fausto-Sterling.

Alcune culture, come i nativi americani e alcune società polinesiane, riconoscono da sempre l’esistenza di un terzo sesso e accettano queste persone nelle proprie tribù o agglomerati sociali senza discriminarle.

Identità di genere, un aspetto fondamentale della percezione di se stessi

Da un punto di vista psicologico, l’identità di genere è legata al modo in cui un individuo si rapporta al sesso che gli è stato assegnato alla nascita, ma non solo.

La definizione di genere comprende, oltre a quella biologica, anche una serie di variabili di stampo psicologico e culturale, legate agli atteggiamenti, al ruolo percepito all’interno della società di appartenenza o del contesto societario in cui si è cresciuti. Per questo motivo, poiché molti di questi fattori mutano nel corso del tempo, anche l’identità di genere è un concetto che evolve insieme alla società.

Ogni individuo può quindi identificarsi nel genere femminile, in quello maschile o in una condizione diversa che rientri in entrambe o in nessuna delle due precedenti. Analizziamo lo spettro dell’identità di genere, esaminando i termini più comuni.

Cisgender: quando l’identità di genere corrisponde con il sesso biologico

Sebbene il termine cisgender sia mutuato dall’Inglese, il prefisso “cis” è di derivazione latina e vuol dire “al di qua”. Si definiscono cisgender le persone che si identificano nel sesso loro assegnato alla nascita: donne che si riconoscono come donne e uomini che si riconoscono come uomini. La cisessualità è, quindi, binaria.

Transgender: quando una persona non si identifica nel sesso biologico di appartenenza

Con il termine transgender si definiscono le persone la cui identità di genere non corrisponde al sesso assegnato alla nascita. Si tratta di un termine ombrello che comprende molte sottocategorie e che si esprime in gran parte da un punto di vista psicologico e culturale.

Le persone transgender possono esprimere caratteristiche e atteggiamenti proprie di entrambi i sessi, quindi senza una definizione binaria, oppure identificarsi completamente nel sesso opposto a quello di appartenenza, nel qual caso si parlerà di transessuali.

Una persona transessuale può scegliere o meno di effettuare la transizione, un percorso che la porterà a identificarsi completamente nell’altro sesso anche da un punto di vista somatico e fisiologico.

identità di genere

Identità di genere transgender, alcuni esempi

  • Persone non-binary, che non si riconoscono come esclusivamente maschi o femmine, e che esprimono la propria identità senza sottostare agli stereotipi di genere.
  • Persone cross-dresser, che conservano il proprio sesso biologico ma esprimono la propria identità di genere attraverso il vestiario socialmente associato al ruolo di genere opposto. Il cross-dressing può essere effettuato in pubblico o in privato, ma in ogni caso è legato all’espressione di sé e non ha alcuno scopo provocatorio.
  • Persone transessuali che hanno completato la transizione.
  • Persone transessuali che stanno ancora seguendo il percorso di transizione o che lo hanno effettuato in maniera parziale.

Cos’è la transizione: M to F e F to M

Quando una persona si riconosce come transessuale, e quindi si identifica del tutto nel genere opposto a quello di nascita, può decidere di intraprendere un percorso che la porterà ad acquisire le caratteristiche fisiologiche proprie di quel sesso.

Una persona nata uomo che intraprende la transizione per diventare donna è definita M to F, dall’inglese male to female, al contrario una persona nata donna che intraprende la transizione per diventare uomo è detta F to M, cioè female to male.

La transizione coinvolge molti aspetti della vita di un individuo e prevede in particolare:

  • Un percorso di supporto psicologico che aiuti la persona ad accettare i notevoli cambiamenti che interesseranno il suo vissuto.
  • Interventi di tipo medico, come cure ormonali che favoriscano lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, e/o interventi chirurgici come la rimozione del pene o dei seni, la vaginoplastica o la falloplastica.
  • L’iter burocratico perché il cambio del nome e del sesso sia legalmente riconosciuto, che prevede il coinvolgimento di un tribunale.

Disforia di genere: essere transessuali non è una malattia

Da un punto di vista diagnostico, quando una persona non si identifica nel suo sesso biologico, si parla di disforia di genere.

Le persone la cui identità di genere è non binaria possono sperimentare una condizione di alienazione derivante dall’incongruenza tra il proprio sesso biologico e quello percepito. In ambienti culturali discriminatori o fortemente repressivi, le persone con disforia di genere possono arrivare a provare sentimenti di profonda angoscia e malessere.

Secondo il DSM-5, tra le caratteristiche della disforia di genere ci sono l’identificazione con il sesso opposto a quello di nascita, un forte desiderio di appartenere al genere opposto a quello di nascita per motivi prettamente biologici e non legati a eventuali vantaggi sociali, il desiderio di essere trattati come individui del genere opposto a quello di nascita e la convinzione di avere reazioni e atteggiamenti tipici dell’altro genere.

È importante sottolineare, però, che la disforia di genere non è più classificata come disturbo: essere non-binary non è una patologia.

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Identità di genere e orientamento sessuale

Sebbene, come specificato in precedenza, identità di genere e orientamento sessuale siano due aspetti dell’identità sessuale di un individuo, le due cose sono indipendenti e non correlate. Una persona transgender, esattamente come una persona cisgender, può appartenere a qualsiasi orientamento sessuale.

Leggi anche: Quanti tipi di orientamento sessuale esistono? Ecco i 7 più comuni

Altre identità sessuali non binarie

All’interno dello spettro delle identità non binarie, esistono anche altri tipi di identità sessuale, come ad esempio:

  • Agender: ossia nessun genere. Sono agender le persone che non si attribuiscono un’identità di genere e non percepiscono se stesse come appartenenti ad alcun sesso.
  • Androgini, detti anche bi-gender. Le persone androgine si presentano esteticamente come una combinazione dei due generi nella quale nessuno dei due prevale sull’altro, dalle loro caratteristiche non è possibile identificarle né come uomini né come donne.
  • Gender-fluid: in questa categoria troviamo persone che non si riconoscono in un’identità di genere fissa. La loro identità ed espressione di genere è, per l’appunto, fluida e cambia nel corso del tempo.
  • Pangender: sono le persone che si esprimono attraverso caratteristiche proprie di tutti i generi.

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Marianna Chiuchiolo
Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, un passato nella musica e nel teatro e un'avida curiosità per tutto ciò che riguarda scienza, arte e psicologia. Ha abbracciato da tempo la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita. Autrice di racconti, poesie e sceneggiature perché l'immaginazione lo pretende, giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

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