venerdì, Dicembre 2, 2022

Rebel’s Brewery, la rivoluzione della birra artigianale viaggia su due ruote

La nostra intervista ai fondatori di Rebel’s Brewery, il birrificio artigianale romano che vuole riscrivere il concetto di birra partendo da un’idea di creatività, inclusività ed ecosostenibilità.

Marianna Chiuchiolo
Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, un passato da teatrante e una generale tendenza a perdersi nei vicoli di una fin troppo vivida immaginazione. Ama in egual misura la scienza e la poesia, qualunque forma quest'ultima assuma, e si spende da tempo per la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita.

Cosa vuol dire definirsi dei Rebel’s in un mondo dove un sempre più inclusivo concetto di normalità si apre a mille sfaccettature, lasciando che tabu e pregiudizi crollino, ormai appannaggio di schemi di pensiero obsoleti e stantii? Vuol dire incarnare lo spirito di una società che vive e prospera nella sperimentazione e nel cambiamento. E sì, vale in qualsiasi campo, anche in quello della birra!

Nel 2021 il concetto di birra artigianale viene rielaborato e riscritto per adattarsi alla mutevolezza dei tempi straordinari che stiamo vivendo, diventando più poliedrico, più creativo, più fluido… è davvero il caso di dirlo. Ed è proprio nella sempiterna Roma, capitale nazionale anche della birra artigianale, che avviene la sperimentazione sul campo targata Rebel’s Brewery.

Rebel’s Brewery, quando la birra incontra atmosfere e sapori da tutto il mondo

Che i ragazzi di Rebel’s Brewery abbiano scelto di dare un’impronta dissacrante e creativa al proprio lavoro è evidente già aprendo il loro sito web, sulla cui home page una parata di lattine di birra danzano sinuosamente in un tripudio psichedelico di colori e immagini esplosive. Così osserviamo la dolcezza un po’ speziata della Sunshine Blanche, che sembra riportarci a quando eravamo bambini, le irriverenti Parrot Invasion e Tropical Bomb, il vedo-non-vedo ammiccante della Secret View e la Belvedere che, invece, non si fa problemi ad essere esplicita e diretta, if you know what I mean.

E questo non è che l’inizio, visto che il punto di forza della produzione è dato dalle cosiddette one-shot, ricette uniche prodotte una volta soltanto, in pieno mood ogni lasciata è persa.

Già la scorsa primavera, i quattro fondatori di Rebel’s Brewery – Andrea Casini, Riccardo Di Profio, Raffaele Lucadamo e Andrea Martorano – ci avevano aperto le porte del loro birrificio a due passi dal Raccordo Anulare per raccontarci l’idea dietro a una concezione più innovativa della birra artigianale. Stavolta siamo tornati sul campo ancora più assetati e curiosi per esplorare le novità che hanno caratterizzato il loro 2021.

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La rivoluzione green di Rebel’s Brewery

Non solo sperimentazione in ambito produttivo: la grande svolta degli anni ‘20 viaggia sull’onda dell’environmentally friendly e guarda al futuro con gli occhi di chi ha deciso di fare la sua parte per lasciare il mondo un po’ meglio di come l’ha trovato. Ma forse stiamo spoilerando un po’ troppo. Lasciamo, allora, che siano proprio i protagonisti a parlare: ecco cosa ci siamo raccontati.

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Rebel’s Brewery, la nostra intervista

Rebel’s di nome e di fatto! La rivoluzione della birra artigianale è già presente nella vostra mission: “Non la birra, ma le birre”. Vogliamo spiegare al nostro pubblico cosa vuol dire nel concreto?

Siamo convinti che in Italia ci sia ancora un’idea di birra troppo standard: rigorosamente chiara, deve essere gelata e da bere principalmente d’estate. Da anni vogliamo dimostrare esattamente l’opposto, cioè che non esiste la birra ma le birre: con pochi ingredienti riusciamo a realizzare birre veramente opposte tra loro per sapore, colore e aroma!

Si può passare da una birra con aggiunta di frutta da bere all’aperitivo, come la Volcano Shake, a una scura da 10° da bere invece in giornate fredde, magari dopo cena come dessert, come ad esempio la Stardust Cookie, una imperial stout realizzata con aggiunta di cacao e vaniglia.

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A proposito di sperimentazione: vi abbiamo visti realizzare birre con frutta esotica, spezie asiatiche, persino biscotti. Come nasce l’idea dietro una one-shot diversa da tutte le altre? Cos’è che vi porta a dire “Ma sì, proviamoci”?

La serie delle one-shot, cioè le birre che produciamo solo una volta, è la parte più divertente del nostro lavoro: con queste ricette possiamo veramente osare e sperimentare senza aver paura di sbagliare. Spesso le idee nascono da ispirazioni gastronomiche, altre volte, invece, mettiamo in discussione tecniche di produzione che adottiamo di solito solo per vederne i risultati e magari scoprire nuove angolazioni per le nostre birre!

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C’è mai stata una birra che ha stupito voi prima ancora degli altri? Un sapore che è risultato ancora più sorprendente di quanto vi sareste aspettati?

Tra le ultime produzioni che ci hanno veramente sorpreso c’è la King Neon, una Asian IPA. Abbiamo voluto sperimentare con l’utilizzo di spezie e agrumi poco conosciuti in Europa ma che invece sono la base di molte cucine del Sud-Est asiatico, soprattutto della Thailandia.

In particolare abbiamo sperimentato con il lime kaffir – una varietà tipica di quell’area e molto usata nella realizzazione dei curry, grazie alle sue note citriche ma anche dolci – il galangal, che è invece un parente dello zenzero, e il basilico thailandese, che ha delle note aromatiche che ricordano l’anice. È nata così una birra dal carattere dal e profilo unico, che è impossibile affiancare ad altre e dire “Ah sì, mi ricorda quella birra lì”.

Anzi, spesso ci divertiamo a vedere le reazioni delle persone che la provano per la prima volta e ci guardano dicendo: “Ma davvero una birra può sapere anche di questo?”.

Torniamo a parlare di rivoluzioni: anche voi avete abbracciato la green economy sotto molti punti di vista. Com’è nata la partnership con Corriere in Bici? E i vantaggi che ne avete ottenuto?

Il tema della green economy deve ormai essere centrale in ogni decisione aziendale che prendiamo. Soprattutto dobbiamo stare molto attenti all’impronta che lasciamo su questo pianeta.

Era da tempo che volevamo aprire un ramo green ma non riuscivamo a trovare un partner affidabile, fino a quando non abbiamo conosciuto il team di Corriere in Bici, che ormai da anni copre con il sorriso e professionalità le principali aree di Roma tramite un servizio di bike delivery.

Così, se abiti al Pigneto, a San Giovanni o a Garbatella, puoi scegliere di ricevere le tue birre fredde e consegnate senza emissioni di CO2 e senza nessun costo aggiuntivo rispetto a una consegna a motore. I vantaggi si vedranno sicuramente sul lungo termine, al momento siamo contenti di mandare un messaggio e, nel nostro piccolo, diminuire sempre più il nostro impatto ambientale.

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Del resto il 2021 è stato un anno di ripartenze e di riscritture. Dopo il successo delle consegne a domicilio nel 2020, cosa per voi ha caratterizzato questa ‘nuova normalità’?

Sicuramente sono stati anni strani e complicati, ma abbiamo sempre reagito positivamente al cambiamento e continueremo a farlo. Questa nuova normalità ha sicuramente portato con sé alcuni aspetti tipici del periodo di chiusure e lockdown, come il mantenere sempre un po’ le distanze. Al tempo stesso, però, riscontriamo sempre più una grande voglia di socialità e condivisione.

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La scorsa estate vi abbiamo visti impegnati con il Summer Beer Garden, adesso è il momento del Can Shop. Si può dire che ormai digitale e reale viaggiano di pari passo? Come vivete queste due dimensioni nel vostro rapporto con il pubblico?

Sì, assolutamente. Ormai l’esperienza online e quella offline si incrociano sotto tanti punti di vista. Per noi è assolutamente positivo, anzi non potremmo vivere senza una delle due. Notiamo che ormai il percorso è sempre più un mix di queste due realtà: si parte, magari, con la richiesta di curiosità o domande specifiche tramite Whatsapp o Direct, per poi continuare il rapporto nei nostri touch-point come il Can Shop o il Summer Beer Garden. Sono sempre più i clienti che acquistano online e ritirano in sede, così da approfittarne per provare qualcosa di nuovo o semplicemente scambiare due parole con i ragazzi del nostro staff.

Chiudiamo con un segreto che terremo per noi… forse! Cosa c’è nel prossimo futuro di Rebel’s Brewery? Un’anteprima che volete condividere?

Ehm, diciamo che nel 2022 avremo molte novità!

Da un lato stiamo lavorando per riuscire a raggiungere sempre più appassionati in Italia, grazie a un aumento della nostra produzione, e dall’altro stiamo lavorando per essere noi sempre più accoglienti e “aperti” verso i nostri seguaci.

Infatti nei primi mesi del 2022 apriremo la nostra Tap Room direttamente in birrificio, che sarà aperta tutto l’anno e dove sarà possibile provare le ultime produzioni alla spina, acquistare lattine o merchandising, e in generale entrare a far parte del mondo Rebel’s!

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Marianna Chiuchiolo
Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, un passato da teatrante e una generale tendenza a perdersi nei vicoli di una fin troppo vivida immaginazione. Ama in egual misura la scienza e la poesia, qualunque forma quest'ultima assuma, e si spende da tempo per la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita.

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