lunedì, Aprile 19, 2021

Gli italiani amano la birra: crescono i consumi anche con le chiusure. Un record da due miliardi

Nonostante il lockdown, e le restrizioni che vi hanno fatto seguito con la conseguenza di bar e ristoranti chiusi, la vendita al dettaglio di birra nel 2020 ha raggiunto cifre record.

Tommaso Panza
Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Aumenta la vendita di birra in Italia. Nonostante le chiusure, c’è stata un’impennata da record: il 2020 è stato un anno da “guinness”. Pare infatti che per la prima volta le vendite nella distribuzione abbiano superato la soglia di due miliardi di euro.

Nel 2019 le vendite dettaglio erano aumentate del 3%, mentre tra gennaio e dicembre 2020 la curva delle vendite di birra in Italia è triplicata raggiungendo un risultato a due cifre (+10,7%), come rivela l’Iri (Istituto per la Ricostruzione Industriale).

Ovviamente questo si deve principalmente alla chiusura di bar e ristoranti, risultato delle varie restrizioni alla circolazione, che ha inevitabilmente indirizzato i consumi principalmente verso le mura domestiche e ha rivitalizzato gli acquisti, cresciuti in modo importante anche nei volumi (+9%), arrivati a oltre 11 milioni di ettolitri. Dunque, anche in un anno anomalo e difficile com’è stato il 2020, la birra ha accresciuto la sua centralità ed è stata al centro tra i consumi maggiori da parte della clientela.

Aumenta la vendita di birra in Italia: ok nella vendita al dettaglio, perdite per i grossisti

Aumenta vendita di birra in Italia

Se la grande distribuzione da parte delle aziende produttrici naturalmente avanza, l’aumento delle vendite al dettaglio però non ha favorito tutti, come emerge dal servizio di misurazione Iri Grossisti Bevande. Il risultato più negativo è stato quello dei grossisti, che nel 2020 hanno perso quasi il 36% del giro d’affari realizzato con le birre e dei volumi venduti.

L’aumento vendita di birra più significativo, in termini di guadagno commerciale, lo hanno avuto supermercati, ipermercati e discount (questi ultimi veri motori della crescita di birra in Italia, con un aumento del 15,7% delle quantità vendute nel 2020).

Marzio Fontanella, account director business insights di Iri, spiega:

I problemi logistici durante i periodi di lockdown hanno portato alla razionalizzazione dell’offerta, al calo della pressione promozionale e al sostanziale azzeramento dell’innovazione di prodotto.

Ma in questi primi mesi del 2021 gli assortimenti medi a scaffale sono tornati a crescere e questo dovrebbe spingere gli italiani ad aumentare gli acquisti.

Aumenta la vendita di birra in Italia, quale tipo hanno preferito i consumatori?

birra in italia

Oltre il 42% delle quantità messe nel carrello rientra nella categoria standard, che ha generato 759 milioni di euro di sell-out (cioè di vendita al dettaglio) , il 9,5% più che nel 2019.

Poi troviamo una percentuale, quella del 16% che ci offre invece una lettura riguardante un nuovo fenomeno commerciale legato alla vendite, cioè quello delle  special beer. Ci si riferisce a tipologie come le ale (Scotch Ale, American Pale Ale e India Pale Ale, Imperial Stout, Barley wine, Golden Ale, blonde Ale) o magari le lager (Pilsner, Helles, Dortmunder, Bock). A ogni modo la vendita di special beer è il vero fenomeno del momento.

Nel 2020 questa tipologia di birre in Italia ha generato il 19% di vendite in più rispetto ai 12 mesi precedenti, arrivando a 568 milioni di euro e consolidandosi come secondo segmento dell’universo birra (27,7% di quota a valore).

Anche le quantità del consumo di birra in Italia sono aumentate allo stesso ritmo e, oggi, le speciali rappresentano il 16,4% di tutte le birre vendute nella GDO (grande distribuzione organizzata).

Il 2020 ha visto crescere anche gli altri settori, in particolare le cosidette saving (+7,1%) e le sophistication (+5,9%), che hanno un prezzo al litro leggermente superiore. Nota positiva anche per le beer mix (+3,9%) e le birre analcoliche e light (+4,9%).

Aumenta la vendita di birra in Italia anche sulle piattaforme online

Aumenta vendita di birra in Italia

I bevitori di birra tendono inoltre a navigare sui siti online specializzati. Anche se non sono così diffusi come i siti online specializzati in vini e liquori, queste realtà sono influenti per i produttori di birra. 


È importante essere presenti in questi canali e anche i rivenditori specializzati online sono uno strumento prezioso per la raccolta di dati.

Sia Heineken (Beer Wulf) che AB InBev (Beer Hawk) hanno investito in siti online specializzati, sia per la raccolta di informazioni che per promuovere i loro marchi presso gli influencer che utilizzano i siti.

L’allestimento di un negozio online è la parte più facile ma è la capacità di guidare il traffico verso il sito a determinare quanto introito sarà in grado di generare l’investimento.

Gli annunci pubblicitari e i social media vengono usati per garantire che i consumatori vengano indirizzati facilmente verso il negozio. I database di e-mail devono essere creati e utilizzati per interagire e informare il proprio pubblico.

La transazione deve essere semplice per incoraggiare i consumatori ad acquistare e, naturalmente, a tornare.

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Tommaso Panza
Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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