sabato, 6 Marzo 2021

Il lori lento, il piccolo primate poco conosciuto che si sa difendere

Il lori lento, divenuto famoso come protagonista del cartone Madagascar, se si trova in pericolo sa difendersi con un morso velenoso. Oggi è in via d'estinzione.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

Il lori lento è un primate, proprio come l’uomo o la scimmia, e appartiene alla famiglia dei lorisidi. Comprende tre specie e il più comune è il loris lento della Sonda. 

Come ci suggerisce il nome si tratta di un animale che esegue i suoi movimenti con molta lentezza. È di piccole dimensioni ma con due enormi occhi. 

Ha un aspetto un pò buffo però la sua caratteristica principale è che produce un veleno di cui si serve in caso di pericolo o se viene attaccato. Non sarebbe il semplice morso di quest’animale ma la presenza insieme a questo del veleno ad impedire alle eventuali ferite inferte di rimarginarsi, portando il malcapitato verso situazioni di necrosi e setticemia. 

Che tipo di animale è il lori lento?

lori lento_animale

Il lori lento abita i territori del sud-est asiatico, come  Malaysia e Thailandia, e in particolare le isole della Sonda. Si tratta di un primate dalle piccole dimensioni, con un pelo corto e folto, lungo una trentina di centimetri e del peso di circa 2 kg.

Questo animale si ciba perlopiù di insetti e ama la vita notturna e solitaria. Ad occhio assomiglia ad un panda in miniatura per l’alternarsi di una fascia nera o più scura sul dorso e attorno agli occhi e di una fascia bianca dalla fronte fino al muso. 

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Come si difende il lori lento?

Se in pericolo o attaccato il primate si serve del veleno che produce all’interno delle ghiandole poste sotto i gomiti. Da qui, servendosi della bocca, prende la tossina con la quale infliggerà poi il morso velenoso. 

Le femmine madri possono ricoprire i loro piccoli di saliva mista a veleno per proteggerli dagli aggressori. 

I lori lenti, attrazione per i turisti come i quokka 

lori lento_turisti

Proprio come il quokka anche questi animali hanno attirato l’attenzione dei turisti per il loro aspetto caratteristico. Anche in questo caso i  turisti cercano di fare dei selfie con loro, magari come foto ricordo di una vacanza. Il problema però si crea perchè come abbiamo detto il lori lento può diventare pericoloso.

Pur di guadagnare chi detiene questo business locale per evitare che questi animali con i loro morsi possano far del male alle persone che gli si avvicinano decide di strappare loro i denti

A volte però tutto ciò non si svolge senza conseguenze negative. Prima di tutto questa operazione spesso viene svolta senza anestesia, in condizioni sanitarie precarie. In secondo luogo privare dei denti l’animale significa impedirgli di poter masticare il cibo. 

Molto spesso infatti i lori lento vengono abbandonati a loro stessi. 

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I lori lenti sono in via d’estinzione?

lori lento_torture

Sicuramente queste pratiche su questi animali vanno ad influire sulla loro sopravvivenza.

Un’associazione che ha sollevato il problema è stata la Wildlife Friends Foundation Thailand portando all’attenzione mediatica la storia di Boris. Si tratta du un piccolo lori trovato sulla spiaggia di Koh Samui in Thailandia da alcuni passanti. L’animaletto era, oltre che senza denti, pieno di pulci, con la zampa fratturata e in fin di vita.

La popolazione di questi animali è diminuita del 30 per cento negli ultimi decenni. Il motivo è da ricollegarsi non solo alle tristi pratiche dei businnes man locali ma anche al fatto che sia richiesto come animale “domestico” per cui le persone sono disposte a pagare 1500-2000 euro per acquistarlo. 

La tratta illegale

Si è alimentato un vero e proprio giro d’affari illegale attorno a questo animale. Il lori lento, come afferma la International Animal Rescue, verrebbe catturato nel sud estasiatico per poi essere rivenduto nei mercati. Molti vengono spediti all’estero e non sempre arrivano vivi a destinazione, essendo un commercio illegale e non alla luce del sole. 

Non si tratta di un animale domestico e renderlo tale significa torturarlo e farlo soffrire. Molto spesso è difficile anche procurgli il cibo adatto e per questo nei video o nelle immagini che circolano li vediamo sovrappeso. Poi sono animali notturni e mal si adattano ai nostri ritmi quotidiani. 

I lori lenti nell’immaginario collettivo

Attorno ai lori lenti sono nate anche delle credenze. In alcune zone sarebbero di buon auspicio mentre in altre segno di cattivi presagi. In particolare a Giava, dove questi animali vengono chiamati muka, che significa la faccia, indicherebbero morte o disgrazie.

La loro espressione facciale sarebbe triste e questo a motivo del loro vedere al di là di questo mondo, verso lo spazio abitato dai defunti e dagli spiriti inquieti. 

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Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

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