giovedì, 4 Marzo 2021

Quanto il cetriolo di mare è importante per l’ecosistema marino e cosa si può fare per salvaguardarlo?

Il cetriolo di mare è importante per l'ecosistema perché è considerato un animale spazzino. Tuttavia a causa di una pesca eccessiva oggi è in via d'estinzione.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

Gli oloturoidei o le oloturie sono coloro che nel gergo comune chiamiamo cetrioli di mare. Anche qui il nome non è casuale. Sono chiamati così perché assomigliano realmente al noto ortaggio.  

Si trovano nei fondali marini di tutto il mondo e rappresentano un cibo pregiato in alcune zone dell’Asia.

Come le cozze purificano l’ambiente marino assorbendo virus, tossine e metalli pesanti. Per questo possono rappresentare un pericolo per la salute di chi se ne ciba. 

Che animale è l’oloturia o cetriolo di mare?

cetriolo di mare_oloturia

Il cetriolo di mare appartiene alla classe degli echinodermi, invertebrati caratterizzati dalla pelle spinosa, come le stelle e i ricci di mare. 

Ha un corpo cilindrico e una lunghezza che varia dai due centimetri al metro e mezzo. La bocca e l’ano sono posizionate alle estremità opposte.  

Può essere di vari colori e se minacciato ha un particolare sistema di difesa che consiste nell’espellere gli organi interni in modo da confondere i predatori. Riesce tuttavia a recuperare, rigenerandosi in breve tempo.

Le oloturie abitano i fondali marini e per questo sono chiamati animale bentonici. Si trovano in tutto il mondo ma prediligono le aree temperate e tropicali. Sono presenti anche nel Mediterraneo e vicino alle nostre coste.  

Leggi anche: 10 animali molto lenti in natura

Le oloturie e la loro importanza per l’ecosistema

Il loro è un importante ruolo per l’ecosistema marino e proprio come i lombrichi sono considerati animali spazzini. Il cetriolo di mare infatti ricicla le sostanze nutritive distruggendo e scomponendo la materia organica, che diventa poi alimento per le alghe e i coralli

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Geophysical Research nel 2011, i rifiuti delle oloturie avendo un ph leggermente basico proteggono l’acqua che li circonda dal processo di acidificazione che sta interessando gli oceani. 

Inoltre il cetriolo di mare con l’espulsione di carbonato di calcio, elemento essenziale per la formazione dei coralli, ne favorisce la crescita.

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Gli usi del cetriolo di mare in Cina

Delle specie esistenti sono commestibili perlopiù quelle che abitano nell’Oceano Indiano e Pacifico. Rappresentano infatti un piatto tipico della cucina orientale. 

In Cina le oloturie non rappresentano solo un cibo prelibato ma hanno anche altre funzioni. Possono essere ad esempio utilizzate per curare alcuni malanni

Altro aspetto interessante è che viene consumato per ricevere un effetto simile al viagra

Come si mangiano i cetrioli di mare?

cetriolo di mare_cibo

Chi compra le oloturie ha la possibilità di mangiarle sia crude come il sushi, che cotte. Possono essere fritte oppure gustate all’interno di zuppe. Un altro metodo interessante per consumare i cetrioli di mare è quello di essiccarli. 

Per pulirli si toglie prima l’intestino. Vengono poi bolliti e lasciati raffreddare. La bollitura serve per uccidere tutti i batteri e per accelerare il processo di essicazione. Questo metodo permette di conservare per anni i cetrioli di mare e necessita di un tempo di tre settimane. 

Si servono tagliati a fette ed hanno un sapore gelatinoso e un gusto delicato . 

Quali sono i piatti tipici?

I piatti che hanno come ingrediente principale l’oloturia sono:

  • Trepang nelle zuppe malesi, in Cina.
  • Namako nel sushi, in Giappone.
  • Tripang, Gamat e Balatan in Indonesia. 
  • Espardeña in Spagna. 

La tradizione cinese li preferisce sia brasati in un brodo di funghi che cotti in modo più semplice, con una spruzzatina finale di limone, oppure stufati insieme al cavolo. 

Perché il cetriolo di mare rischia l’estinzione?

Il cetriolo di mare sta rischiando la sopravvivenza. Delle 377 specie esistenti sedici rientrano nella Lista rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, dove vengono catalogate tutte le specie animali considerate a rischio d’estinzione. Ciò è dovuto ad una pesca incontrollata a cui è seguita un’intensa commercializzazione

Abbiamo visto come alcuni paesi li considerino delle vere e proprie prelibatezza. Il loro costo infatti è abbastanza alto. In Cina ad esempio il loro prezzo si aggira tra i 10 e i 600 dollari al chilo. Le specie più pregiate raggiungono anche i 3000 dollari al chilo. 

Inoltre mangiare le oloturie può rappresentare un pericolo per la salute. Come già accennato si tratta di animali che filtrano le acque del mare e queste purtroppo molto spesso sono inquinate. 

Leggi anche: Quokka, il marsupiale più felice del mondo, divenuto virale, è in via d’estinzione

Cosa si può fare per salvaguardare il cetriolo di mare?

Non ci sono molti discorsi da fare al riguardo. È necessario che ci siano delle leggi a tutela del cetriolo di mare, che ne vietino la pesca e il consumo

In Europa un passo avanti c’è stato grazie al regolamento numero 407/2009 della Commissione Europea che ha inserito le oloturie tra le specie protette. Ciò nonostante non sempre la normativa viene rispettata e stiamo assistendo anche in Italia ad un aumento della pesca d’importazione dei cetrioli di mare verso i mercati asiatici. 

La Cina raggiunge il primato come maggiore consumatrice di oloturie al mondo, con 20.000 tonnellate di prodotto essiccato all’anno. Di conseguenza dovrebbe essere la prima a porre delle strategie per eliminare o limitare il consumo. 

Leggi anche: Uganda SOS, a rischio la foresta Bugoma e i suoi scimpanzé

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

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