mercoledì, Ottobre 28, 2020

La lettera di 400 scienziati a Conte: “Affrontiamo il cambiamento climatico”

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Dieci proposte concrete per dieci settori chiave è quanto proposto dagli oltre 400 scienziati italiani che hanno sottoscritto l’appello. Una lettera inviata al Presidente del consiglio Giuseppe Conte per ridefinire un’economia del Paese in chiave circolare e per disegnare un nuovo modello di sviluppo rigenerativo. Ha commentato Agnese Marchini, docente di ecologia al Dipartimento di Scienza della terra e dell’ambiente all’Università di Pavia, tra i firmatari della proposta:

Non è un documento rivoluzionario. Suggerisce azioni di cui si parla da tempo, ma per la prima volta la comunità scientifica ha alzato la voce sulle scelte da affrontare, affinché l’uscita dalla crisi della pandemia diventi veramente l’occasione del cambiamento.

Coronavirus e non solo

La comunità scientifica continuamente si rivolge alle forze politiche e ai cittadini del Pianeta per allarmare sulle conseguenze devastanti che i nostri modelli di produzione e consumo stanno provocando. La Terra ha risorse finite e non si sta facendo abbastanza per limitarne lo sfruttamento. Ecco il perché di questa lettera. La pandemia da coronavirus è un segnale del nostro rapporto alterato con la natura, una delle conseguenze dello stravolgimento degli habitat naturali a causa dell’azione umana. E non solo. Gli ecosistemi acquatici sono in gravissimo collasso e ancora si sente parlare troppo poco di blue economy, ovvero lo sfruttamento sostenibile di tali ecosistemi. Dice Agnese Marchini:

Ci sono laghi prosciugati completamente per deviare l’acqua. Il lago d’Aral, il quarto lago più grande del mondo è quasi scomparso. La costruzione del Canale di Suez tra il Mar Rosso e il Mediterraneo per facilitare la navigazione e il trasporto di merci ci ha portato quasi cinquecento specie marine dall’Oceano Indiano che hanno devastato la pesca e la fauna nel Mediterraneo Orientale.

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La necessità di una transizione ecologica

La grande sfida per il futuro sarà riuscire a preservare il Pianeta. È una questione di sopravvivenza. Gli sfruttamenti massicci delle risorse, la perdita degli habitat e quindi della biodiversità, l’inquinamento dell’aria che respiriamo, i buchi nell’atmosfera, l’acidificazione degli oceani, la scomparsa dei ghiacciai e tutto il resto non renderanno più sostenibile la vita sulla Terra. Siamo nelle condizioni per avviare nuovi processi di riconversione dell’economia, sia a terra sia in mare. Ora bisogna solo volerlo per invertire la rotta quanto prima. Si legge nella lettera:

Dobbiamo mirare sempre più a una gestione responsabile e sostenibile del capitale naturale, patrimonio di tutti. È prioritario, quindi, per far ripartire l’economia in Italia, mettere in primo piano la transizione ecologica, ovvero nuove modalità di vivere, alimentarsi, consumare e produrre, che rappresenteranno il cuore di questa auspicata rinascita umana, culturale, sociale, economica ed ecologica.

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Il Green Deal europeo

La verità è che non ci sono scelte. Ci è stata indicata una sola strada ed è quella che i governi europei dovranno percorrere. L’obiettivo comune è il Green Deal, una strategia che prevede norme di diversa natura, comprese nuove leggi e investimenti, da realizzare nei prossimi trent’anni. Il Green Deal sarà finanziato con soldi pubblici e privati e nei primi dieci anni l’obiettivo sarà quello di mobilitare circa 1000 miliardi di euro per finanziarlo, più o meno 100 miliardi all’anno. Ma questa è solo una stima. La cifra reale sarà stabilita dal bilancio pluriennale dell’Unione Europea per il periodo compreso fra il 2021 e il 2027. Quello che gli scienziati consigliano all’Italia è di non farsi trovare impreparata. Scrivono:

Le nazioni che per prime assumeranno questo obiettivo nel riorganizzare la propria produzione renderanno la loro economia più competitiva e solida già nell’immediato futuro. Per uscire dalla crisi serviranno importanti investimenti pubblici, atti a sostenere le aziende pronte ad abbandonare i precedenti e superati modelli produttivi. Del resto, chi non sarà pronto alla sfida sarà presto messo in seria crisi dalla svolta epocale prevista dal New Green Deal in Europa.

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10 idee per 10 settori strategici

Diamo conto dei dieci punti chiave, che oltre 400 scienziati italiani hanno individuato, per contribuire a una ripartenza sostenibile del Paese.

  1. Agrifood e prodotti Bio
  2. Città verdi
  3. Energie rinnovabili
  4. Cambiamenti climatici
  5. Turismo sostenibile
  6. Lotta all’inquinamento e prevenzione dei rischi per la salute
  7. Biodiversità e restauro ambientale
  8. Risorse blu
  9. Ricerca e formazione
  10. Innovazione green per la sostenibilità e il benessere
Teads

Per conoscere i firmatari della lettera e leggerla integralmente cliccando qui. Leggi anche: Allarme clima: 1 persona su 3 soffrirà le temperature del Sahara di Elza Coculo

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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