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Di Caprio contro i cambiamenti climatici: due documentari per sensibilizzare il mondo

Fare qualcosa per il Pianeta è possibile. Le nuove produzioni di Leonardo Di Caprio presentate a Cannes 2019, Ice on Fire e And We Go Green, sono un grande messaggio di speranza

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Leonardo Di Caprio non è soltanto uno degli attori di Hollywood più famosi e ricercati, ma da anni è anche attivista impegnato in cause ambientaliste con particolare attenzione al surriscaldamento globale. La velocità con cui l’Antartide si scioglie sta creando un’emergenza climatica mai conosciuta. Da qui l’urgenza di tornare a far sentire la propria voce e sensibilizzare ancora il mondo sulla crisi.

Il suo messaggio si allinea alle iniziative di tante altre star che, grazie al loro grande seguito, riescono ad avere un ottimo riscontro dal grande pubblico. In prima linea anche l’ex Beatles Paul Mc Cartney, la stilista Vivienne Weswood, il regista James Cameron e ancora Neil Young. Penelope Cruz, Gorge Clooney. Ma non sono solo i big ad avere impatto sul sociale. Da qualche mese il fenomeno Greta Thunberg, con l’iniziativa Friday for Future, spinge in piazza migliaia di studenti per chiedere ai governi maggiore attenzione al tema del cambiamento climatico.

Tante voci che tutte insieme sono entrate nei Parlamenti. È previsto per il 2021 lo stop alla plastica monouso e alla micro-plastica che contaminano le acque di mari e oceani nei Paesi dell’Unione Europea. Si allinea a questa politica anche il Canada. In ritardo nella lotta alla plastica è l’America, anche se grandi e piccole città come Seattle, Miami Beach e Berkeley hanno preso il proprio impegno.

La consapevolezza dei danni provocati dai nostri stili di vita sta crescendo e con esso l’impegno per arginare il fenomeno. C’è molto da fare, ma la conoscenza delle tante possibilità alternative invoglia a credere e ricercare sempre nuove soluzioni. In questo scenario si inscrivono i due nuovi documentari di Leonardo Di Caprio: proposte nuove, alternative, all’avanguardia che ci invogliano ad aprire gli occhi sulle possibilità di agire.

Leonardo Di Caprio ambasciatore Onu contro il cambiamento climatico

Sono ormai vent’anni che l’attore ha dato vita alla Leonardo Di Caprio Foundation, “dedicata alla protezione e al benessere di tutti gli abitanti della terra”. Dalle battaglie per la salvaguardia delle tigri in via d’estinzione al fianco del WWF alla protezione dei diritti dei nativi americani. Dalle raccolte fondi per la ricostruzione di Paesi danneggiati da calamità naturali ai finanziamenti per la ricerca scientifica, il suo attivismo gli ha procurato il riconoscimento di ambasciatore ONU contro il cambiamento climatico nel 2014 ed è stato nominato messaggero di pace dalle Nazioni Unite.

L’idea che ispira le sue attività è molto chiara. Siamo ormai arrivati ad un punto di svolta. Informare e adoperarsi per il pianeta non è più solo una scelta, ma un dovere. I rischi del cambiamento climatico sono innegabili e ognuno di noi è coinvolto. Il messaggio è univoco: per nessuno può sottrarsi dal fare la propria parte per salvare la Terra.

 “Non ci sono problemi più importanti di questo: è in gioco il futuro del pianeta. Non abbiamo un pianeta B. L’energia che metteremo nella soluzione del problema e la pressione che eserciteremo sui leader globali perché si interessino, contribuiranno a creare un ambiente sostenibile a lungo termine”.

Ice on Fire, tutto quello che possiamo fare

Non è mai facile affrontare il tema del cambiamento climatico in atto nel pianeta. Scegliere uno stile di vita sostenibile richiede impegno costante e probabilmente una rivoluzione delle nostre abitudini quotidiane. Non a caso il fenomeno desta preoccupazione e ansia per il futuro. Ma il grande impegno di scienziati, ricercatori e attivisti e una sempre maggiore sensibilizzazione al problema tiene viva la speranza. E si trasforma in soluzioni concrete. Esistono alternative e stili di vita green che possono limitare i danni causati ed è importante diffonderli. Molte sono le tecnologie che potremmo usare per contrastare la rapidità del cambiamento. Perché non farlo?

I cambiamenti climatici annunciati dal mondo scientifico si sarebbero dovuti verificare nel giro di centinaia di anni, lentamente, ma si stanno invece accadendo adesso. Perciò è necessario agire in fretta. La tecnologia può aiutarci e usandola possiamo migliorare la situazione. Siamo arrivati al bivio. O smettiamo di nascondere la testa nella sabbia o decidiamo di prendere la situazione in mano. Alcuni hanno già iniziato.

Ice on Fire è un viaggio intorno al mondo che racconta le storie di persone in prima linea nella crisi climatica. Scienziati, ricercatori e agricoltori che hanno trovato modi per contrastare o invertire il cambiamento climatico.

  • Nord California: la Usal Redwood Forest Foundation porta avanti un progetto di riforestazione sfruttando la capacità delle foreste degli alberi rossi, in grado di assorbire più carbone di ogni altra foresta, per lo stoccaggio del carbonio.
  • Svizzera: dal lavoro di due studenti di Zurigo nasce la Climeworks, azienda che progetta la prima macchina che ripulisce l’aria.

“Abbiamo scoperto come spingere il carbone fuori dall’atmosfera. Estraiamo Co2 dall’aria e lo rimuoviamo permanentemente facendolo diventare roccia”.

  • Connecticut: Bren Smith, proprietario della Thimble Island Ocean Farm coltiva molluschi e alghe che assorbono più carbonio delle piante, alghe che possono essere utilizzate come mangimi e fertilizzanti.

“Possiamo trasformare il nostro mare in un orto in grado di sfamare il mondo”

Questi sono solo alcuni degli esempi che Di Caprio raccoglie nel suo documentario. Per fortuna la lista potrebbe allungarsi ancora. Allora “è tutto finito o tutto sta per iniziare?” è la domanda che Ice on Fire ci rivolge. Abbiamo l’opportunità di guidare il mondo in una delle questioni più importanti di tutti i tempi. Questa è sicuramente la nostra più grande scommessa.

And We Go Green, il documentario che racconta l’innovazione della Formula E

Il secondo lavoro presentato a Cannes 2019 da Di Caprio è And We Go Green, per la regia di Fisher Stevens. I due avevano già collaborato in un altro documentario a tema ambientalista, Before the Flood del 2016, insieme anche a Martin Scorsese. Compare tra i produttori esecutivi del film, oltre a Leonardo Di Caprio, anche Alejandro Agag, fondatore della Formula E.

“Non sono un ambientalista, sono un uomo delle corse ma ovviamente m’importa dell’ambiente. Quindi ho pensato di unire le due cose”.

Il focus del documentario è far conoscere un’ancora giovane realtà sportiva, quale quella della Formula E, ed esaltare la sostenibilità dell’energia elettrica, infinitamente più pulita di quella che muove il mondo dei motori, dalle corse alle nostre più comuni automobili. L’estrazione del petrolio, la lavorazione della benzina, il surriscaldamento provocato dalle emissioni dei motori, lo smog delle città, l’inquinamento acustico, sono solo alcune delle nocive conseguenze che derivano dalla nostra pigrizia nel cambiare le nostre abitudini e nelle oggettive difficoltà di una tecnologia che non ha ancora raggiunto il suo pieno potenziale.

La Formula E è un virtuoso esempio di come si possano mantenere le comodità a cui siamo abituati rendendole solo più sostenibili. Le strade delle più grandi città del mondo, dove milioni di automobili ogni giorno si mettono in moto, sono diventate il circuito delle gare di Formula E. Parigi, Roma, Zurigo Hong Kong, Santiago, New York city hanno ospitato questa manifestazione con lo scopo di promuovere la diffusione e lo sviluppo delle energie alternative e innovative.

In lungo e in largo nel pianeta qualcosa sta cambiando. Alternative valide sono alla nostra portata ed è questo un grande esempio di come anche la volontà dei singoli può fare la differenza per il cambiamento. Ice on Fire e And We Go Green sono un monito per pensare in modo positivo, fare la cosa giusta. Siamo ancora in tempo per impedire che le grandi crisi climatiche diventino l’unica realtà possibile. Il messaggio nella sua semplicità è inequivocabile: tutti insieme possiamo riuscire.

 

di Elza Coculo

 

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