giovedì, Dicembre 1, 2022

15 canzoni che parlano di depressione che ti faranno sentire capito

Non sempre i testi delle hit sono quello che sembrano. Abbiamo scelto 15 canzoni, da diversi generi musicali, che parlano di depressione, raccontando i diversi aspetti della malattia.

Marianna Chiuchiolo
Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, un passato da teatrante e una generale tendenza a perdersi nei vicoli di una fin troppo vivida immaginazione. Ama in egual misura la scienza e la poesia, qualunque forma quest'ultima assuma, e si spende da tempo per la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita.

Come raccontare i luoghi più oscuri dell’animo umano, le lande disperate della depressione, in modo da farsi comprendere anche da chi non ha mai avuto esperienza con la malattia? Utilizzando un linguaggio in grado di toccarne le corde più intime. In questo articolo andremo alla scoperta di quindici canzoni che parlano di depressione.

La depressione: un male raccontato da artisti e poeti in tutto il mondo

Come spesso accade, l’arte è in grado di parlare un linguaggio pressoché universale, e persino le sensazioni più peculiari possono trasformarsi in un’esperienza condivisa se filtrate attraverso la sua luce. Quando poi si tratta di musica, in verità, non è affatto semplice stilare un elenco di pezzi dedicati a un singolo argomento limitandosi a un numero così ristretto. Le canzoni che parlano di depressione sono centinaia, ognuna con il suo irripetibile punto di vista, ognuna focalizzata su uno o più aspetti della malattia.

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15 canzoni che parlano di depressione per comprenderla meglio

Per questo elenco attingeremo a più generi musicali cercando di abbracciare più punti di vista possibile, scoprendo pezzi noti e meno noti che riescono nell’impresa di descrivere una delle condizioni più debilitanti dei nostri tempi.

1. Breath Me – Sia

La poliedrica popstar australiana ha dichiarato in un’intervista di avere, in passato, sofferto di depressione, oltre che aver avuto problemi con l’abuso di sostanze. Uno dei pezzi che la portarono alla ribalta, nel 2004, parla proprio del senso di alienazione derivante dalla depressione.

Ouch I have lost myself again/ Lost myself and I am nowhere to be found/ Yeah I think that I might break/ Lost myself again and I feel unsafe.

Mi sono persa di nuovo/ Mi sono persa e nessuno riesce a trovarmi/ Penso che potrei spezzarmi/ Mi sono persa di nuovo e non mi sento al sicuro.

2. Zero – Imagine Dragons

Questo frizzante pezzo, inserito nella colonna sonora del film Ralph spacca internet, nasconde un testo molto profondo, che si focalizza in particolare sulla solitudine derivata dalla cultura digitale. Nella prima strofa è presente un velato riferimento alle ideazioni suicidiarie tipiche della depressione: “I remember walking in the cold of November/ Hoping that I make it to the end of December”. Ma è nel ritornello che il picco della sofferenza e della solitudine si fa più sentire:

Let me tell you what it’s like to be a zero, zero/ Let me show you what it’s like to always feel, feel/ Like I’m empty and there’s nothing really real, real/ I’m looking for a way out.

Lascia che ti racconti cosa vuol dire essere niente/ Lascia che ti mostri cosa significa sentirsi sempre/ Come se fossi vuoto e nulla fosse reale/ Sto cercando una via d’uscita.

3. Kurt Cobain – Brunori Sas

Il cantautore che, nei suoi quasi vent’anni di carriera, si è guadagnato uno dei posti più di rilievo nella scena indie italiana, ci ha regalato questa poesia dalle atmosfere intense. Da una parte, il pezzo racconta la lotta per restare vivi nonostante tutto quando la motivazione svanisce. Dall’altra, mette in evidenza la natura subdola della depressione, che colpisce anche chi vive una vita all’apparenza perfetta e la priva di ogni emozione.

Ma chiedilo a Kurt Cobain/ Come ci si sente a stare sopra a un piedistallo/ E a non cadere/ Chiedilo a Marilyn/ Quanto l’apparenza inganna/ E quanto ci si può sentire soli/ E non provare più niente/ Non provare più niente/ E non avere più niente/ Da dire.

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4. Runaway Train – Soul Asylum

Dall’inizio alla fine, questo pezzo racconta la solitudine della depressione, focalizzandosi sulla difficoltà del vivere le normali emozioni umane, sulla perdita e sul vuoto interiore di chi sente di aver perso ogni possibilità di sorridere, come quando si perde un treno che non tornerà.

It seems no one can help me now/ I’m in too deep/ There’s no way out/ This time I have really lead myself astray.

A quanto pare nessuno può più aiutarmi/ Ci sono dentro fino al collo/ Non c’è modo di venirne fuori/ Stavolta mi sono smarrito sul serio.

5. Lithium – Evanescence

Il testo di questo pezzo esplora un ulteriore aspetto della depressione: l’essere talmente assuefatti al dolore da sentirsi a disagio con la felicità, che appare come una sensazione poco conosciuta e in breve destinata ad affievolirsi. Anche il titolo della canzone è emblematico: il litio è generalmente utilizzato per il trattamento di alcuni disturbi del tono dell’umore come il disturbo bipolare.

Don’t want to let it lay me down this time/ Drown my will to fly/ Here in the darkness I know myself/ Can’t break free until I let it go/ Let me go.

Stavolta non voglio permettergli di addormentarmi/ Di prosciugare la mia voglia di volare/ In questo buio mi riconosco/ Non sarò mai libera se prima non lo lascerò andare/ Lasciami andare.

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6. Fade to Black – Metallica

La band che ha fatto la storia del metal ci ha regalato questa ballata che racconta la depressione nel modo più esplicito e diretto visto fino a ora. Niente giochi di parole o metafore articolate, il linguaggio è crudo e non lascia spazio a differenti interpretazioni.

I have lost the will to live/ Simply nothing more to give/ There is nothing more for me/ Need the end to set me free.

Ho perso la voglia di vivere/ Semplicemente non ho più nulla da dare/ Qui non c’è più niente per me/ Ho bisogno della fine per poter essere libero.

7. Paint it black – Rolling Stones

Il nero è un colore onnipresente nei racconti di chi ha vissuto le profondità della depressione. Legato al buio, alla solitudine, allo smarrimento, è una tinta che sa di oblio e di fine. In questo pezzo storico, i Rolling Stones raccontano l’esperienza di vivere nel buio quando tutto il mondo intorno appare felice e inebriato di colori.

Maybe then, I’ll fade away/ And not have to face the facts/ It’s not easy facing up/ When your whole world is black.

Forse allora svanirò/ E non dovrò più affrontare il fatto/ Che non è facile farsene una ragione/ Quando tutto il tuo mondo è nero.

8. Comfortably Numb – Pink Floyd

Restiamo nel mondo del rock con questo pezzo iconico presente nella rock opera The Wall, storia di una rockstar depressa che decide di isolarsi dal mondo. In questo caso viene esplorata un’ulteriore faccia della depressione: non la sofferenza e l’agonia, ma la totale perdita di interesse verso qualsiasi evento o attività, al punto da sentirsi anestetizzati al mondo esterno.

There is no pain you are receding/ A distant ship smoke on the horizon/ You are only coming through in waves/ Your lips move but I can’t hear what you’re saying.

Non c’è alcun dolore, ti stai come allontanando/ Come il pennacchio di fumo di una nave all’orizzonte/ Mi raggiungi a ondate/ Le tue labbra si muovono, ma non sento cosa dici.

9. Hurt – Johnny Cash

In questo brano, cover di un originale dei Nine Inch Nails, la vita con la depressione viene descritta come un impero di polvere dove l’unica sensazione è il dolore e la perdita delle persone care, con l’avanzare degli anni, è vista come unica conclusione possibile di ogni rapporto.

I hurt myself today/ To see if I still feel/ I focus on the pain/ The only thing that’s real.

Oggi mi sono ferito/ Per vedere se ancora provo qualcosa/ Mi concentro sul dolore/ L’unica cosa reale.

10. Sittin’ on the Dock of the Bay – Otis Redding

A volte lasciarsi alle spalle il passato e ricostruire una vita da zero non basta: la depressione è un demone che segue ovunque e non lascia scampo.

Sittin’ here restin’ my bones/ And this loneliness won’t leave me alone, listen/ Two thousand miles, I roam/ Just to make this dock my home.

Me ne sto seduto qui a riposare le ossa/ E questa solitudine non mi lascia in pace/ Ho vagato per duemila miglia/ Solo per fare di questo molo la mia casa.

11. Mad World – Gary Jules

Cover di un pezzo originale dei Tears For Fears con testo di Michael Andrews, il brano si concentra sull’esperienza della depressione vissuta in adolescenza, forse una delle esperienze più alienanti.

Hide my head, I wanna drown my sorrow/ No tomorrow, no tomorrow/ And I find it kind of funny/ I find it kind of sad/ The dreams in which I’m dying/ Are the best I’ve ever had.

Nascondo il viso, vorrei annegare il mio dolore/ Nessun domani, nessun domani/ E mi sembra divertente in un certo senso/ Triste in un certo senso/ Che i sogni nei quali muoio/ Sono i migliori che abbia mai avuto.

12. How to Disappear Completely – Radiohead

Con le loro atmosfere claustrofobiche, i Radiohead riescono spesso nell’intento di raccontare storie di alienazione ed emarginazione. In questo pezzo in particolare, l’esperienza di isolamento sociale ed emotivo è veicolata da frasi brevi, concise e taglienti, proprio come i pensieri che spingono a chiudersi al mondo.

In a little while/ I’ll be gone/ The moment’s already passed/ Yeah it’s gone/ And I’m not here/ This isn’t happening/ I’m not here/ I’m not here.

Ancora un po’ di tempo/ E sarò sparito/ Quel momento è già passato/ Sì, è passato/ E io non sono qui/ Tutto questo non sta accadendo davvero/ Non sono qui/ Non sono qui.

13. Stan – Eminem/Dido

Il pezzo che fruttò al rapper fama e successo mondiale è una controversa storia raccontata sotto forma di scambio di messaggi tra un cantante famoso, Slim, e un fan ossessionato mentalmente instabile di nome Stan. Non solo depressione a voler dire il vero: i problemi che emergono nel testo sono molto complessi e sfaccettati, derivanti da una vita difficile e una serie di delusioni che rendono Stan sempre più distaccato dalla realtà, al punto che lo stesso Slim gli suggerisce di cercare aiuto presso un professionista.

Tuttavia, è la traccia campionata e utilizzata per il ritornello, la prima strofa della canzone Thank You di Dido, a raccontare, sebbene leggermente fuori contesto rispetto al senso globale del pezzo della cantante, l’esperienza della depressione.

My tea’s gone cold I’m wondering why I/ Got out of bed at all/ The morning rain clouds up my window/ And I can’t see at all/ And even if I could it’ll all be gray/ Put your picture on my wall/ It reminds me, that it’s not so bad.

Il mio tè si è raffreddato, mi chiedo perché/ Mi sia alzata dal letto/ La pioggia ha appannato il vetro della mia finestra/ Non vedo nulla/ E tanto, anche se potessi, sarebbe tutto grigio/ Ho appeso una tua foto sulla parete/ Mi ricorda che non è tutto così brutto.

14. Lemon Tree – Fool’s Garden

Negli anni ‘90, questo pezzo era una delle hit più passate in radio grazie all’arrangiamento allegro e orecchiabile, oltre che al mistero su cosa volesse rappresentare quell’albero di limoni che ricorreva in ogni ritornello.

In verità il frontman, Peter Freudenthaler, scrisse il pezzo per elaborare il lutto dopo la tragica morte della sua fidanzata in un incidente d’auto. L’albero di limoni davanti alla finestra che gli impedisce di vedere il cielo azzurro sarebbe, quindi, una metafora dell’amarezza di quell’evento. Ma, se il ritornello si permette qualche gioco di metafore, le strofe lasciano poco spazio all’interpretazione: nonostante le atmosfere catchy e gli arrangiamenti leggeri, la presenza della depressione è evidente ed è la protagonista della storia.

I’m sitting here, I miss the power/ I’d like to go out, taking a shower/ But there’s a heavy cloud inside my head/ I feel so tired, put myself into bed/ Well, nothing ever happens/ And I wonder.

Me ne sto seduto qui, non ho forze/ Vorrei uscire, fare una doccia/ Ma c’è una nube pesante nella mia testa/ Sono così stanco, decido di mettermi a letto/ E nulla accade/ E mi faccio domande.

15. Her Morning Elegance – Oren Lavie

Il pezzo, dalle atmosfere sognanti e raffinate, racconta la giornata di una donna che, elegantemente vestita, si accinge ad affrontare gli impegni quotidiani perdendosi di tanto in tanto nei suoi sogni.

Ma, a una lettura più attenta, una serie di indizi lasciano intendere che la protagonista stia di nascosto combattendo con un episodio depressivo: il sole che da giorni non sembra sorgere, il disordine in camera, un violoncello abbandonato sul pavimento – segno di perdita di interesse nelle proprie passioni – e soprattutto, nel ritornello, un pensiero che mette a rischio la sua vita: un’ideazione suicidaria? Il video sembra sottilmente incoraggiare questa spiegazione, mostrandoci la donna che resta a letto per quella che sembra un’intera giornata, limitandosi a sognare una vita normale.

And she fights for her life as she puts on her coat/ And she fights for her life on the train/ She looks at the rain as it pours/ And she fights for her life as she goes in a store/ With a thought she has caught by a thread/ She pays for the bread and she goes/ Nobody knows.

Quando indossa il cappotto lotta per la sua vita/ Quando è sul treno lotta per la sua vita/ Osserva la pioggia cadere/ Quando entra in un negozio lotta per la sua vita/ Con un pensierò che le è rimasto impigliato/ Paga il pane e se ne va/ Nessuno sa nulla.

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Un ultimo punto di vista: To Ramona – Bob Dylan

La depressione vissuta dall’altra parte della barricata: un pensiero di amore e supporto per una persona invischiata nei meandri della malattia che non vede via d’uscita.

You’ve been fooled into thinking/ That the finishin’ end is at hand/ Yet there’s no one to beat you/ No one t’ defeat you/ ‘Cept the thoughts of yourself feeling bad.

Ti hanno ingannata e convinta che/ La fine è a portata di mano/ Ma qui non c’è nessuno da battere/ Nessuno da sconfiggere/ Se non i pensieri che ti fanno star male.

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Marianna Chiuchiolo
Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, un passato da teatrante e una generale tendenza a perdersi nei vicoli di una fin troppo vivida immaginazione. Ama in egual misura la scienza e la poesia, qualunque forma quest'ultima assuma, e si spende da tempo per la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita.

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