lunedì, Settembre 27, 2021

Giornata mondiale del disturbo bipolare: 5 pregiudizi da sfatare

Il 30 marzo è la Giornata Mondiale del Disturbo Bipolare: analizziamo cinque falsi miti su questa condizione, scoprendo insieme perché sono sbagliati e in che modo dovremmo avvicinarci alla malattia.

Marianna Chiuchiolo
Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, un passato nella musica e nel teatro e un'avida curiosità per tutto ciò che riguarda scienza, arte e psicologia. Ha abbracciato da tempo la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita. Autrice di racconti, poesie e sceneggiature perché l'immaginazione lo pretende, giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

Manic depression is a frustrating mess.

Così cantava Jimi Hendrix in uno dei suoi brani più famosi.

In un mondo dove si pone sempre più attenzione alla salute mentale e alla necessità di curare il benessere psichico tanto quanto quello fisico, alcune patologie mentali sono ancora oggetto di stigma e spesso viste con diffidenza o timore, portando chi ne soffre a nascondersi anziché chiedere aiuto. Una di queste è sicuramente il disturbo bipolare.  

La Giornata Mondiale del Disturbo Bipolare è stata istituita nel 2014 in occasione della 16esima Conferenza della “International Society for Bipolar Disorders”, tenutasi quell’anno a Seoul. La data ufficiale selezionata per la ricorrenza è il 30 marzo, compleanno del pittore Vincent Van Gogh, i cui problemi di salute mentale, che culminarono nella morte dell’artista, si ritiene fossero dovuti proprio a questa malattia. Lo scopo della Giornata è sensibilizzare i media e l’opinione pubblica su questa condizione e abbattere lo stigma ad essa legato.

Cos’è il disturbo bipolare

In un articolo precedente abbiamo approfondito questo argomento, analizzando nel dettaglio cos’è il disturbo bipolare e come si manifesta. Si tratta di un disturbo del tono dell’umore diffuso all’incirca nell’1-2% della popolazione, con un quadro clinico complesso e multiforme, che richiede l’osservazione da parte di uno specialista per poter essere identificato, diagnosticato e trattato.

Chi soffre di questa malattia sperimenta notevoli alterazioni dell’umore, che possono manifestarsi in fasi depressive e fasi maniacali o ipomaniacali.

Le prime sono caratterizzate dai sintomi della depressione, come ad esempio astenia, perdita di interesse, calo della libido e della motivazione, senso di vuoto e, nei casi più gravi, pensieri di suicidio.

Le seconde sono invece caratterizzate da uno stato di esaltazione, irritabilità, grande energia e acquisizione di comportamenti rischiosi, e nei casi più gravi stati deliranti e illusioni di grandezza. I sintomi depressivi e maniacali/ipomaniacali possono presentarsi separatamente o insieme.

Tuttavia, sintetizzare in un semplice paragrafo ciò che questa malattia comporta per chi la vive, sarebbe riduttivo. In occasione della Giornata del Disturbo Bipolare faremo qualcosa di diverso: in questo articolo vogliamo sfatare cinque pregiudizi diffusi sul disturbo bipolare.

Leggi anche: Disturbo bipolare, cos’è esattamente?

Disturbo bipolare vuol dire essere come il Dottor Jekyll e Mr Hyde: FALSO

Una delle convinzioni errate più diffuse è quella che le persone che soffrono di disturbo bipolare abbiano una seconda personalità. Probabilmente poiché tratti in inganno dal nome della patologia stessa – che in realtà fa riferimento ai due poli dell’attività timica: depressione ed esaltazione – alcuni confondono il disturbo bipolare con il disturbo dissociativo di identità, una condizione clinica molto diversa, che poco ha da spartire con essa.

Ecco il primo pregiudizio da sfatare: il disturbo bipolare non comporta sdoppiamento della personalità.

Leggi anche: Malattie mentali come mostri, le illustrazioni di Sillvi per comprendere i disturbi più comuni

Disturbo bipolare vuol dire cambiare spesso idea e umore: FALSO

disturbo bipolare
Alterazioni timiche nei diversi tipi di disturbo bipolare.

Sebbene la sintomatologia del disturbo bipolare preveda notevoli oscillazioni del tono dell’umore, il termine “bipolare” non deve essere utilizzato come aggettivo per definire una persona volubile o incostante.

Tanto per cominciare, le oscillazioni timiche del disturbo bipolare sono molto al di fuori della norma e durano per lunghi periodi di tempo: essere depressi è molto più che sentirsi tristi, così come essere in uno stato maniacale è molto più che sentirsi eccitati.

Inoltre, le fluttuazioni timiche di questa malattia coinvolgono molti aspetti differenti della vita di una persona: ci sono notevoli alterazioni dei livelli di energia, della capacità di concentrazione, della libido, delle facoltà di pensiero e della percezione del reale.

Sfatiamo, quindi, un altro mito e cominciamo a chiamare le cose con il loro nome: essere lunatici, volubili, incostanti o incoerenti non vuol dire essere bipolari.

Le persone che soffrono di disturbo bipolare sono violente e pericolose: FALSO

Spesso a causa delle rappresentazioni poco accurate di questa patologia nella fiction, nella cultura di massa si tende ad associare all’idea di bipolarità quella di individui pericolosi, instabili e violenti. Poco d’aiuto sono spesso i media, che tendono a porre l’accento su questa caratteristica quando si verificano atti violenti ad opera di individui cui è stata diagnosticata questa condizione. La realtà è invece diversa: sono le persone con questo disturbo a soffrire più di tutti.

Si tratta di una condizione clinica che può avere un impatto notevole sulla vita personale e lavorativa di chi ne è affetto, che molte volte spende enormi quantità di energia soltanto per combatterne i sintomi, con il risultato di venire prosciugato dalle proprie battaglie mentali.

Ecco quindi il terzo pregiudizio da sfatare: le persone che soffrono di disturbo bipolare possono essere membri produttivi della società. Nel prossimo punto spiegheremo come.

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Le persone che soffrono di disturbo bipolare saranno instabili per tutta la vita: FALSO

Il disturbo bipolare è una patologia clinica diagnosticabile e trattabile. Questo vuol dire che, con l’auto di uno specialista, è possibile per chi ne soffre vivere una vita serena.

L’instabilità timica ed emotiva che può associarsi a questa malattia è spesso conseguenza dello stigma: molte persone sono instabili perché non riescono a chiedere aiuto, precludendosi la possibilità di seguire un piano terapeutico su misura.

Il trattamento della malattia può prevedere l’utilizzo di farmaci, ad esempio di stabilizzatori dell’umore, e un percorso di psicoterapia. In ogni caso, il piano terapeutico è stilato, ed eventualmente modificato, da uno specialista.

Seguendo la cura con costanza e interfacciandosi regolarmente con lo specialista che le segue, come del resto si farebbe con qualunque altra malattia, le persone che soffrono di disturbo bipolare possono vivere una vita piena e appagante.   

Il suicidio non è un problema: FALSO

Non è semplice esprimersi in merito a un argomento delicato come quello del suicidio. Così tante sono le variabili che concorrono a un evento del genere, e così difficile è parlarne in maniera oggettiva e in modo da non sminuire le battaglie di chi arriva a un atto così estremo.

Purtroppo, però, quando si tratta di disturbo bipolare, è questa una variabile di cui tener conto e da non sottovalutare, essendo essa, in un certo senso, il sintomo ultimo della malattia.

Si tratta, ricordiamo, di una condizione clinica che prevede l’attraversamento di fasi depressive. In alcuni casi sintomi depressivi come le ideazioni suicidarie possono accompagnarsi a sintomi maniacali come l’impulsività. Secondo una ricerca pubblicata dal National Center for Biotechnology Information, circa il 20% delle persone con una diagnosi di disturbo bipolare muore per suicidio, e il 20-60% di esse tenta il suicidio almeno una volta nella vita.

Sono dati preoccupanti, che ci ricordano e sottolineano l’importanza di promuovere una cultura di accettazione che riconosca alle malattie mentali il loro status di patologie: condizioni cliniche diagnosticabili e trattabili. Un primo passo necessario per una cultura di salute e benessere come quella che ci auguriamo di ottenere in questo XXI secolo.

Leggi anche: Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio: salvare una vita è possibile

Marianna Chiuchiolo
Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, un passato nella musica e nel teatro e un'avida curiosità per tutto ciò che riguarda scienza, arte e psicologia. Ha abbracciato da tempo la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita. Autrice di racconti, poesie e sceneggiature perché l'immaginazione lo pretende, giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

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