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Un Colosseo rosso vermiglio, Roma si batte contro Aids

In occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids, il Ministero della Sanità illumina di rosso il monumento simbolo della capitale e promuove profilattici in materiale ecosostenibile.

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Desidero confermare che sono sieropositivo: ho l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento allo scopo di proteggere la privacy di quanti mi stanno intorno. Tuttavia, è arrivato il momento che i miei amici e i miei fans di tutto il mondo conoscano la verità. Spero che tutti si uniranno a me, ai miei dottori e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia.

Con queste parole nel novembre 1991 la leggenda del rock Freddie Mercury ─ come l’artista Keith Haring prima di lui ─ decise di portare la questione AIDS all’attenzione pubblica. Sin dai primi anni ’80, la malattia si diffondeva in maniera preoccupante su scala mondiale: era necessario studiare in maniera più approfondita la natura della sindrome da immunodeficienza acquisita e le strategie possibili per prevenirne la diffusione.

A quasi 30 anni dalla confessione della rockstar, la scienza ha fatto passi da gigante nello studio e nel contenimento della malattia, ma la battaglia non è ancora vinta. È per questo motivo che ogni anno il 1° dicembre il mondo intero si dedica ad accrescere la coscienza dell’epidemia mondiale di Aids e della diffusione del virus HIV.

Contagi in calo del 33% negli ultimi 8 anni

Gli sforzi della comunità scientifica e degli attivisti che si sono battuti per la causa hanno certamente dato frutti: i contagi nel 2018 si sono assestati su 1,7 milioni di persone, il 33% in meno rispetto al 2010. Oltre ai questo, è incoraggiante sottolineare che quasi 38 milioni di persone convivono con il virus, e di queste circa 23 milioni seguono terapie che azzerano la carica virale. Per questo motivo, uno dei leitmotiv della campagna di sensibilizzazione per il 2019 pone l’accento sui risultati dei trattamenti:

U=U, Undetectable = Untrasmittable

Giocando sull’impatto visivo della sigla, che ricorda tanto un’emoticon molto utilizzata prima della diffusione degli smartphone, lo slogan recita “non rilevabile = non trasmissibile”. È questo uno dei traguardi più importanti raggiunti dalla medicina attuale: nei pazienti sottoposti con successo a terapia antiretrovirale, la quantità di virus è talmente ridotta da eliminare il rischio di trasmissione per via sessuale. L’Aids, finalmente, fa meno paura.

Ma non bisogna adagiarsi sugli allori: restano circa 770mila i decessi dovuti all’Aids, di cui 100.000 bambini, nel 2018. Tra le principali cause, diagnosi che arrivano troppo tardi o impossibilità di accedere alle cure. Fare sensibilizzazione è un’azione necessaria.

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Il Colosseo si tinge di rosso per ricordare l’importanza della prevenzione

Il logo dell’iniziativa proiettato sulla parete del Colosseo.

Tra le centinaia di iniziative in Italia e nel mondo, quella di Roma è senza dubbio una delle più suggestive: dalle 17.30 alla mezzanotte di ieri sera il Colosseo si è tinto di un rosso intenso. È questa l’idea che il Ministero della Salute ha deciso di mettere in atto per spingere le persone a informarsi. Una visione d’impatto, come impattante è l’effetto del virus sulla vita di chi ne viene colpito, uno scenario che – nel bene e nel male – non può lasciare indifferenti.

L’evento ha visto la partecipazione del Ministro della Salute Roberto Speranza, che ha acceso personalmente le luci, e delle più importanti associazioni di volontariato del settore, il tutto coordinato dalla macchina organizzativa di Spencer & Lewis.

Le parole del Ministro:

La lotta contro l’AIDS è una grande battaglia globale che ci vede tutti coinvolti. Stiamo facendo passi in avanti, ma non dobbiamo abbassare la guardia.

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Profilattici in materiale ecosostenibile e iniziative di sensibilizzazione

Una giornata di sensibilizzazione, com’è naturale, non si limita a simbolismi e iniziative d’impatto. Nei pressi del Colosseo ritinteggiato per l’occasione era presente un infopoint dove reperire materiale informativo, mentre chi non si trovava nei pressi del monumento ha potuto usufruire di un numero verde attivo tutto il giorno da contattare per saperne di più. Un fitto calendario di eventi social e mediatici si è affiancato all’iniziativa per tutta la settimana precedente. Una vera manovra informativa su scala nazionale per un problema che ha definito una generazione.

Ma c’è di più: la lotta all’Aids diventa ecosostenibile. Se l’utilizzo del profilattico è ad oggi il mezzo più efficace per prevenire il contagio per via sessuale, è altrettanto vero che il lattice o i materiali classici di cui i condom sono composti sono tutt’altro che eco-friendly. Per scardinare anche questa controindicazione, il Ministero ha distribuito gratuitamente profilattici in materiale biodegradabile ed ecosostenibile.

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Distribuire i profilattici nelle scuole, la proposta del viceministro

La lotta continua. E il Ministero la incoraggia ponendo l’accento su consapevolezza e prevenzione:

Non abbassare la guardia significa parlare ai ragazzi di prevenzione, investire per la ricerca e promuovere l’inclusione delle persone con HIV.

Per questo motivo il Viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha proposto la distribuzione gratuita di profilattici agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e delle università, una manovra che porterebbe benefici non solo in ambito Aids, ma anche per quanto riguarda le altre malattie sessualmente trasmissibili. Secondo i dati in possesso del Ministero, il 15% dei ragazzi comincia ad avere rapporti sessuali già intorno ai 14 anni, e il 40% dei giovani non utilizza il profilattico. Una delle cause potrebbe essere proprio il costo elevato delle confezioni.

La campagna di sensibilizzazione continua anche in previsione di uno stanziamento di 2 milioni di euro nel prossimo triennio.

 

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di Marianna Chiuchiolo

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