Home Green Comunità energetica, la risposta green al caro bollette

Comunità energetica, la risposta green al caro bollette

Entrare a far parte di una comunità energetica comporta un risparmio fino al 25% delle spese sulla bolletta della luce: ecco come.

A seguito dell’adozione del Clean Energy Package e della Direttiva 2001/2018/UE, l’Europa ha delineato il quadro della comunità energetica, distinguendo due macro categorie: le comunità di energia rinnovabile e le comunità energetiche cittadine.

Tra le linee guida verso l’obiettivo zero emissioni, c’è la raccomandazione da parte del governo sovranazionale agli stati membri di stimolare, sostenere e sviluppare la nozione di comunità energetica sui propri territori.

L’obiettivo principale è fondamentalmente quello di promuovere pratiche collettive di risparmio a supporto della flessibilità del sistema energetico.

La mobilitazione degli enti locali per la transizione energetica

Se da un lato la transizione ecologica in vista del 2050 viaggia sulle ruote della mobilità elettrica e sull’implementazione di produzione di energia rinnovabile che soppianti il ricorso ai combustibili fossili, dall’altra il contributo degli enti locali, delle comunità e dei singoli è nodale al raggiungimento dell’obiettivo di decarbonizzazione.

Collettivi, gruppi di consumo, imprese locali e cittadini, unendosi in comunità energetica, hanno infatti oggi a disposizione uno strumento nuovo, socialmente accettabile, energeticamente vantaggioso ed ecologico a cui ricorrere per contrastare le emissioni di carbonio, le fluttuazioni del mercato energetico in forte crisi e l’esaurimento delle fonti non rinnovabili.

Gli attori locali giocano in questo quadro un ruolo di spicco, quali operatori della transizione ecologica sui propri territori con poteri in materia di produzione, fornitura e servizi energetici.

Comunità energetiche: cosa sono e come funzionano

Le cooperative di produzione

I progetti cittadini sul territorio metropolitano si configurano solitamente come cooperative di produzione di comunità, che generano energia elettrica esclusivamente da fonti rinnovabili, come il solare, l’eolico, il geotermico o l’idroelettrico.

Il vantaggio di queste cooperative è la partecipazione attiva da parte degli abitanti dell’area interessata nella strategia, progettazione, sviluppo, sensibilizzazione e risparmio che tali realtà portano con sé.

Il circolo virtuoso che si instaura tra produzione dell’energia, abbassamento delle bollette, creazione di posti di lavoro, utilizzo dei servizi energetici, mobilità sostenibile, stimola la comunità al cambiamento e all’adozione di stili di vita più sani e partecipativi.

I vantaggi della comunità energetica

La condivisione dell’energia e dei mezzi per produrla da fonti rinnovabili costituisce di certo una strategia vincente per tutti quei gruppi, che godono di una prossimità fisica, quali comuni, complessi industriali, condomini, centri commerciali, uffici pubblici o zone residenziali.

I principali vantaggi sono di natura:

  • Ambientale: una comunità energetica avvicina le emissioni di CO2 nell’atmosfera al net zero di tutti gli utenti che coinvolge, ricorrendo a risorse rinnovabili e pulite in condivisione.
  • Economica: il taglio ai costi di importazione e trasporto dei combustibili dall’estero fa risparmiare in bolletta tutti i singoli aderenti alla comunità energetica. Il processo di affrancamento dalla dipendenza dalle importazioni, non solo rilancia l’autosufficienza energetica del nostro paese, ma mette al riparo anche dalla crisi e dalle fluttuazioni del mercato, dovute alla mancanza di materie prime e ai delicati equilibri geopolitici attuali.
  • Sociale: la comunità energetica diventa quindi una comunità anche di intenti e di obiettivi. la distribuzione dell’energia autoprodotta rende meno onerosi i costi dei servizi e delle strutture che servono la comunità stessa.
  • Risparmio: la comunità energetica agisce su due fronti nell’ottica del risparmio. Da un lato elimina alla radice il problema degli sprechi e della gestione dell’energia a livello locale, dall’altra l’autoproduzione e l’autoconsumo portano a grandi vantaggi sulle bollette, compresi sgravi e detrazioni fiscali, che arrivano fino al 25% in meno di spesa per le utenze domestiche e condominiali.
  • Promozione della produzione di energia delocalizzata: il concetto di comunità energetica modifica e trasforma la rete nazionale dei servizi, cambiando gli attori in gioco e rendendo i singoli cittadini dei prosumer – produttori consumatori -.
  • Contrasto alla povertà energetica

A Scandiano la prima Comunità di Autoconsumo Collettivo taglia le spese del 60%

Come si aderisce a una comunità energetica?

Ma come si entra a far parte di una comunità energetica? Quali sono i parametri da rispettare?

Il primo requisito fondamentale per la costituzione di una comunità energetica è disporre di un impianto di generazione di energia elettrica da fonte rinnovabile con accumulo. Sia i detentori dell’impianto che i consumatori dell’energia qui prodotta possono aggregarsi e costituire la comunità attraverso l’accesso a una delle piattaforme online che gestiscono questo tipo di realtà.

La governance della comunità è stabilita dai partecipanti in quello che viene definito un network non gerarchico. Questa ha il compito di interfacciarsi con i gestori di rete e coordinare tutti gli aspetti della CER.

La partecipazione alle CER è aperta a tutti, a patto che venga stipulato un contratto di diritto privato tra semplici consumer, produttori e prosumer.

Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.