mercoledì, Dicembre 8, 2021

C’era una volta il west: la sfida Trump-Biden

Trump-Biden un confronto acceso, in palio la Presidenza americana: chi sarà il vincitore?

La Casa Bianca aspetta il suo nuovo Presidente per il giorno tre Novembre 2020: a sfidarsi nei dibattici pubblici televisivi nell’immenso continente americano, quasi in pieno stile film western, il repubblicano Donald Trump attuale presidente in carica e il democratico Joe Biden.

Gli americani dovranno “accontentarsi” di Donald per altri quattro anni o si abitueranno ad un altro stile nella conduzione dell'”impero” americano? Questo binomio Trump-Biden attirerà il dibattito dell’opinone pubblica sul futuro dell’America? Le elezioni presidenziali di inizio Novembre decreteranno il vincitore.

Il leader forte ma sempre più solo

I cittadini americani si trovano davanti rappresentazioni dei candidati mediate: scegliere Donald Trump, descritto dai democratici come il comandante in capo che tutto fa in nome del suo popolo (ricordiamo uno dei suoi primi famosi slogan elettorali alle precedenti elezioni presidenziali: American First! Prima gli Americani!) caratterizzato da uno spiccato “nazionalismo”, ma forse quasi pericoloso per la democrazia?

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Un mediatore in apparenza debole ma maggiormente inclusivo

Oppure fidarsi del democratico Biden che a sentire i repubblicani, sotto mentite spoglie progressiste è il vero nemico del “sogno americano”, di quello che l’immaginario collettivo tutto riunisce nell’inclusivo termine “Paese”. Le minoranze afro-americane di sicuro sono schierate con lui piuttosto che con Donald.

Un abile comunicatore politico a caccia di consensi

Nonostante le esagerazioni teatrali e plateali in pubblico, le quasi comiche “sparate” su Twitter cui Donald ha abituato gli americani, non si può dire che la sua comunicazione politica non sia efficace: abile nel parlare al cuore della gente e ad esaltare lo stuolo dei suoi fedeli conferma la sua base elettorale di partenza.

Adesso tenta di calamitare le attenzioni dei sobborghi delle città, dove si è innestata, anche a causa del pandemico Corona virus, una borghesia ricca o perlomeno benestante che fugge dalle grandi metropoli. Il problema è che questa fetta potenziale di consensi è tendenzialmente di colore progressista.

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Toni sopra le righe

Trump-Biden dibattito

Di recente l’agenzia di stampa adkronos riporta le impressioni della CNN sugli ultimi dibattiti degli sfidanti, Trump-Biden, trasmessi sul grande schermo. Nell’Ohio, a Cleveland un primo dibattito dai toni pesanti e due candidati ingestibili:

Offese, interruzioni e una raffica di insulti personali tra i due candidati, moderati per 96 minuti dal giornalista della Fox News Chris Wallace.

Dalle considerazioni circa la scarsa intelligenza di Biden fatte da Trump fino all’atto di accusa sui numeri vertiginosi dei morti per Covid-19 del democratico al repubblicano:

trump-biden

Sapeva ma non ha fatto nulla. Continua a insistere che vuole aprire malgrado la crescita dei contagi. Perchè non si prende cura del popolo americano?

Intanto i sondaggi dell’emittente statunitense continuano a dare in netto vantaggio Joe Biden nella corsa alle presidenziali.

Il dibattito a Nashville: spicca la mediatrice Kristine Walker

Non c’è stata invece l’ennesima “rissa da bar” nel confronto moderato dalla seconda giornalista nera nella storia a reggere il talk-show tra i due contendenti presidenziali; la Walker ha mantenuto animi e toni controllati. Asso nella manica della giornalista la comunicazione tra genitori neri e figli e il tema razziale. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica a tel proposito Biden ha affermato:

Non ho mai dovuto dire a mia figlia: ‘Se ti ferma la polizia stai ferma, non ti muovere, metti le mani sul volante’.

Dal canto suo Trump ha ammesso che:

Ho fatto più io per i neri che tutti i presidenti americani della storia, eccetto Abram lincol.

Calmierati i tentativi di interruzione di Donald e Joe la moderatrice ha tenuto testa alla sfida dei duellanti sempre in procinto di accavallarsi nella conversazione e di prevaricarsi a vicenda. Forse il tentativo di risvegliare e portare al voto la popolazione americana dove la paura del contagio da Covid-19 non invoglia certo l’elettore americano a cercare la folla nei seggi elettorali.

Come si voterà durante l’emergenza da Coronavirus in America?

Un nodo da districare non facile quello delle modalità di votazione per migliaia di americani. L’autorità federale per la salute suggerisce di regolamentare a flussi l’ingresso ai seggi, consentire alle persone di votare nei giorni antecedenti le elezioni oppure tramite posta.

Chi vincerà la Presidenza Americana?

A livello nazionale le probabilità espresse dai sondaggi di Clear politics riportano Biden al 50%, in leggero vantaggio sul 42% di Trump. Ma così come non abbiamo mai delle previsoni del tempo perfette ed esatte, allo stesso modo sappiamo che il sistema probabilistico può contenere delle falle. Gli imprevisti sono dietro l’angolo, e la situazione potrebbe ribaltarsi da un momento all’altro. La scommessa sulla vittoria è ancora aperta.

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