martedì, Dicembre 1, 2020

QAnon, la nuova culla americana di complotti e bugie che elegge Donald Trump salvatore del mondo

È una nuova setta complottista che crede in uno “Stato oscuro” che controlla tutto e ci vuole assoggettare. Non è un caso isolato, ma un “esercito” che l’FBI considera alla stregua di una minaccia terroristica.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Avete già sentito parlare di QAnon prima d’ora? In America il fenomeno ha preso piede con una rapidità vertiginosa e utilizza i social per raggiungere e affiliare sempre nuovi seguaci pronti a difendere la dottrina. Quale dottrina? Quella del complotto. QAnon è una vera e propria setta che crede in uno “Stato oscuro” che controlla tutto e ci vuole assoggettare. Non parliamo di strambe idee di un piccolo gruppo di americani annoiati, ma di un vero “esercito” che l’FBI ha considerato alla stregua di una minaccia terroristica, che persuade le persone a scendere in piazza per protestare sotto il motto di “uno per tutti, tutti per uno”. Chi è quell’uno da sostenere? Per i seguaci di QAnon sarebbe Donald Trump, l’unico presidente d’America che può salvare il mondo da incombenti minacce. Tra le ultime trovate della setta, la convinzione che presto gli USA saranno colpiti da una grave carestia, motivo per il quale in moltissimi stanno già accumulando razioni per la sopravvivenza futura.

QAnon: chi, cosa, dove e perché

QAnon
Seguace QAnon contro il Papa.

Il 3 novembre gli States voteranno per eleggere il nuovo presidente americano. Un momento decisamente delicato, che tutto il mondo segue con particolare interesse. Gli osservatori più attenti della politica americana, proprio negli ultimi mesi di campagne elettorali, avranno avuto modo di osservare, durante i comizi del presidente Donald Trump, numerosi cartelli tra la folla che riportano impressi la lettera “Q”. Chi sono? Sono persone vincolate da un giuramento fatto a QAnon, una cospirazione che sposa le peggiori teorie complottiste e che vede proprio Trump come salvatore del mondo.

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Cosa sostengono i seguaci di QAnon

QAnon
In America il fenomeno QAnon ha preso piede con rapidità sorprendente. Tra marzo e giugno 2020 il loro gruppo su Facebook è salito del 700%.

Per i seguaci di QAnon Bill Gates è il vero responsabile della pandemia globale da coronavirus. Credono che si tratti di una guerra biologica mascherata da emergenza sanitaria, al solo fine di persuadere i cittadini di tutto il mondo a fare un vaccino che contiene un microchip che ci traccerà tutti. I seguaci di QAnon sostengono i no-Mask, non rispettano il distanziamento sociale e parlano di una grande bugia. Credono che Michelle Obama in realtà sia un uomo, che Jennifer Lopez e altre donne dello spettacolo siano delle pedofile sataniste e che l’America presto abbandonerà il dollaro cartaceo per passare alla moneta digitale. Sono ispirati dalle letture evangeliche e professano un “credo” al quale convertire amici e parenti. È un movimento che rivendica i diritti dei cittadini e che osanna un solo leader, Donald Trump che, retwittando alcuni post del movimento, ha guadagnato il loro favore. Alcune dichiarazioni del Presidente alludono al fatto che lui non si è mai dichiarato il salvatore di nessuno, ma se loro pensano questo lui non può certo dargli torto.

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QAnon, la community del terrore che cresce di giorno in giorno

QAnon
Getty Images. Seguaci della setta QAnon durante una delle tappe della campagna elettorale di Donald Trump.

Avevano detto che Hillary Clinton sarebbe stata mandata a Guantanamo, che Biden avrebbe scelto Michelle Obama come running mate, che ci sarebbero stati arresti e suicidi di massa in California, che Trump avrebbe denunciato la lobby dei vaccini e la loro inutilità, che Mark Zuckerberg e John McCain avrebbero dato le dimissioni. E tante altre ancora sono le fake news fatte circolare sul web dal movimento cospirazionista QAnon. Una comunità che cresce di giorno in giorno, che si confronta e cerca nuovi adepti sul web e che pian piano sta sconfinando anche in Europa. Durante la pandemia tra marzo e giugno 2020 il loro gruppo su Facebook è salito del 700%. Il maggior numero di iscritti proviene dall’America, ma c’è anche una buona parte che proviene dall’Inghilterra, dalla Germania e dal Brasile.

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I social network contro QAnon

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I social network sono lo strumento di reclutamento preferito dai cospirazionisti QAnon.

I social network sono lo strumento di reclutamento preferito dai cospirazionisti QAnon. Grazie a internet possono raggiungere parti del mondo anche molto remote, ma soprattutto possono condizionare il giudizio delle persone. Il problema è che il movimento si fonda su basi estremamente violente e mette in circolazioni notizie e informazioni inverosimili che istigano le persone all’odio. Proprio per questi motivi, l’FBI considera i QAnon alla stregua di un movimento terroristico. Facebook e YouTube hanno fatto sapere che stanno intervenendo per contrastare il fenomeno, ma probabilmente non potranno fare molto. Chiunque inizi a fare ricerche su QAnon, digitando da computer, smartphone o tablet il loro nome, nel giro di pochi giorni inizierà a ricevere dai social contenuti della setta, richieste di iscrizione ai gruppi riguardanti il movimento e simili. Si parla, infatti, del fenomeno Rabbit Hole, la tana del coniglio, quando si incappa, a causa di qualche ricerca su web, in una continua proposta di pagine dedicate ai complotti.

Come ne usciremo? Già nel 2016 i social hanno giocato un ruolo “negativo” determinante nel condizionamento delle elezioni presidenziali americane. Sembrerebbe che anche questa volta qualcosa sia sfuggito al controllo delle piattaforme social e correre ai ripari non sarà cosa semplice.

Leggi anche: Instagram compie 10 anni, il social che ha cambiato il nostro modo di comunicare

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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