L’era della tecnologia biodegradabile è sempre più vicina

Dalle componenti elettroniche alle plastiche compostabili, la tecnologia cambierà il mondo attorno a noi in ottica eco-friendly.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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Lo sviluppo di tecnologia biodegradabile negli ultimi anni si è fatto sempre più indispensabile, all’aumentare costante della richiesta e della fabbricazione di nuovi prodotti che invadono il mercato.

I materiali innovativi messi a punto da ingegneri ed esperti hanno il potenziale di rivoluzionare diversi settori industriali, offrendo un’alternativa durevole, efficace ed eco-friendly alle componenti che di solito vengono buttate e non possono essere riciclate opportunamente.

I vantaggi della tecnologia biodegradabile

Ridurre l’impatto ambientale, la produzione di rifiuti e creare un futuro sostenibile: questi sono gli assi di sviluppo della tecnologia biodegradabile.

Potendo smaltire i prodotti in modo naturale e azzerando il rilascio delle sostanze tossiche, la tecnologia biodegradabile contribuisce a migliorare la qualità dell’aria, dell’acqua e del cibo.

In secondo luogo, grazie a procedure di compostaggio o di biodegradazione, questi prodotti non devono essere necessariamente portati in discarica, alleggerendo così la filiera dello smaltimento rifiuti.

Infine, sostituendo i materiali tradizionali, che impattano sull’ambiente in modo significativo, i prodotti della tecnologia biodegradabile ridisegnano un futuro possibile e verde, in cui l’uomo e la natura ritrovano il giusto equilibrio tra comfort e rispetto.

I semi conduttori biodegradabili

Tecnologia biodegradabile

Partiamo dall’elettronica, per fare un esempio, in cui le componenti contengono spesso materiali non rinnovabili come il piombo o il mercurio.

Con la tecnologia biodegradabile oggi è possibile costruire semi-conduttori in grado di dissolversi nell’ambiente dopo un determinato lasso di tempo, senza lasciare traccia.

Indispensabili per creare dispositivi di tutti i tipi, dagli smartphone ai tablet, dai device portatili agli apparecchi medicali impiantabili, i semiconduttori biocompatibili sono costituiti di materiali naturali, innocui per l’umano e l’ambiente, come la cellulosa e il legno.

Grazie alla loro capacità organica di ripararsi e ricrescere, l’impiego di queste componenti è particolarmente indicato per l’uso sanitario e in generale per sensori di ogni tipo, potendosi adattare a qualsiasi ambiente e biodegradare in parti non tossiche.

Ma non finisce qui, anche nel settore delle rinnovabili l’uso di componenti organiche sta rivoluzionando il mondo dell’energia, nell’ottica di renderla sempre più green.

Leggi anche: Cleantech: di che parliamo e perché è così importante?

La bioplastica compostabile come base del cambiamento

Un terzo di tutta la plastica prodotta nel mondo finisce, non correttamente smaltita, nella natura.

Mentre il riuso e la riduzione di consumo di plastica è doveroso nella vita di tutti i giorni di ciascuno, non sono tuttavia sufficienti per arginare il problema se la produzione non viene sostituita da alternative più ecologiche.

Lo sviluppo di bioplastiche, derivanti da biomasse organiche, è una delle soluzioni più evidenti degli ultimi anni, ma attenzione, non tutte sono anche biodegradabili.

Infatti, solo la bioplastica compostabile è in grado di decomporsi in tempi contenuti, senza rilasciare nell’ambiente residui tossici.

Quella derivante da masi e canna da zucchero è la più diffusa, e viene impiegata soprattutto per imballaggi, contenitori alimentari, buste della spesa, ma anche per involucri e persino vestiti.

Leggi anche: Lego diventa green: arrivano i mattoncini in bioplastica da canapa

Tessuti biodegradabili per una moda più green

L’industria tessile è una di quelle più impattanti sull’ambiente, dal punto di vista della produzione dei materiali, dello spreco idrico e della produzione di scarti e rifiuti.

Abbandonati i tessuti sintetici, che hanno origine da fonti fossili, la tecnologia biodegradabile è arrivata anche in questo ambiente, per salvare l’ambiente e la moda.

In particolare le fibre utilizzate per produrre capi di abbigliamento naturali sono sottoposte a processi di lavorazione che non inquinano, e che portano a scomporre i materialo in sostanze di base entro sei mesi dal cessato utilizzo.

Anche qui la cellulosa è una delle sostanze più utilizzate, assieme ai filati già comuni quali lino, canapa, lana, seta, caucciù, iuta e cotone.

Leggi anche: Slow fashion, quando la moda rallenta e diventa green

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Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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