lunedì, 8 Agosto 2022

Lego diventa green: arrivano i mattoncini in bioplastica da canapa

Marianna Chiuchiolo
Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, un passato nella musica e nel teatro e un'avida curiosità per tutto ciò che riguarda scienza, arte e psicologia. Ha abbracciato da tempo la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita. Autrice di racconti, poesie e sceneggiature perché l'immaginazione lo pretende, giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

Niente più plastica nei nostri oceani: è la tematica del momento. A impegnarsi nella lotto contro l’inquinamento da plastica non solo attivisti ed ecologisti, ma anche organismi internazionali, come l’UE che ha appena messo fuori legge la plastica monouso, e le grandi aziende sempre più volte alla ricerca di soluzioni alternative. L’ultima arrivata nella grande famiglia delle aziende che hanno deciso di votarsi all’ecosostenibilità è la Lego, celebre produttrice danese di mattoncini per bambini. Chi non ha mai giocato con i suoi prodotti? Già da tempo la regina indiscussa dei giochi d’infanzia era alla ricerca di un’alternativa alle tradizionali plastiche a base di petrolio, impegnandosi ufficialmente a trovare una soluzione entro il 2030. Dopo aver scelto di utilizzare una plastica derivata da canna da zucchero per la produzione di alcuni componenti come alberi e cespugli, adesso la candidata alla realizzazione dei mattoncini è la bioplastica da cannabis. Da tempo le potenzialità dell’industria canapiera nel settore ecologico sono note ai grandi produttori, al punto che già negli anni ’40 Henry Ford aveva realizzato un’auto la cui scocca era composta di un materiale a base di fibre di canapa. Dopo anni di oblio, questa pianta è tornata alla ribalta per le sue numerose proprietà in svariati settori. Le bioplastiche sono il futuro. Vedremo quante altre aziende si incammineranno su questa strada. Leggi anche: Alex Bellini: “Io in guerra contro la plastica”   di Marianna Chiuchiolo

Marianna Chiuchiolo
Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, un passato nella musica e nel teatro e un'avida curiosità per tutto ciò che riguarda scienza, arte e psicologia. Ha abbracciato da tempo la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita. Autrice di racconti, poesie e sceneggiature perché l'immaginazione lo pretende, giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

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