martedì, Dicembre 1, 2020

Signore e signori, giù il cappello. Grazie di tutto Gigi Proietti

Andarsene nel giorno del proprio compleanno. L'ultima mandrakata dell'immenso Gigi Proietti. Il mondo della cultura è in lutto per la perdita dell'attore romano.

L’attore romano, drammaturgo e leggenda del teatro italiano è scomparso oggi nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Una lunghissima carriera, i successi in teatro, al cinema e in tv.

Gigi Proietti, l’ultima mandrakata

Oggi, 2 novembre, Gigi Proietti avrebbe compiuto 80 anni. Il noto attore romano è morto all’alba a Roma nella clinica Villa Margherita intorno alle 5.30 in seguito a uno scompenso cardiaco. Gigi Proietti era ricoverato da diversi giorni per gravi problemi cardiaci. Ieri le sue condizioni sono peggiorate e nella tarda serata è stato ricoverato in terapia intensiva. Fino a tardi sono rimasti accanto all’attore la moglie e le due figlie, ma intorno alla mezzanotte hanno lasciato la clinica.

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Gigi Proietti, la carriera

Un uomo che, nella sua autobiografia, intitolata “Tutto sommato-Qualcosa mi ricordo“, presentava così la sua vita:

l’allegria di allora, impastandola a quella di oggi. Ma senza nostalgia. No, semmai con la gioia per un passato che la mente riscrive come vuole, come un sogno ricorrente che, negli anni, abbiamo imparato a controllare.

Gigi Proietti, il tetro fatto persona

L’attore romano scopre il teatro sperimentale all’Università e da lì in poi diventa leggenda:

I miei ci tenevano alla laurea. Io studiavo, si fa per dire, Giurisprudenza ma la sera mi esibivo. Poi il mio amico Lello, che suonava nella nostra band, una sera viene a vedermi e mi dice: ‘Devi fare questo’. Ho capito che recitare mi piaceva tantissimo, è diventata la mia vita. Ma per papà non era la scelta giusta, era preoccupato e mi ripeteva: “PRendi un pezzo di carta, se piove o tira vento è una sicurezza”.

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Chi era Gigi Proietti

Proietti aveva esordito, a soli 14 anni come comparsa nel film di Vittorio Duse del ’55 ‘Il nostro campione’. Nel 1966 debutta sul grande e sul piccolo schermo nel ruolo di un maresciallo dei carabinieri. Il primo ruolo da protagonista al cinema glielo darà Tinto Brass nel 1968 nel suo film L’urlò. La grande occasione arriva, però, nel 1970 quando sostituisce Domenico Modugno, accanto a Renato Rascel, nel musical “Alleluja brava gente” di Garinei e Giovannini. Gli anni ’70 sono fondamentali per la carriera di Proietti sul grande schermo: recita da protagonista in pellicole come ‘Gli ordini sono ordini’ , ‘Meo Patacca’, ‘Conviene far bene l’amore’, ‘Languidi baci, perfide carezze’ e ‘Casotto’, film del 1977 di Sergio Citti dove recita accanto a Ugo Tognazzi e una giovane Jodie Foster. In quegli anni è diretto anche da registi internazionali come Sidney Lumet, Robert Altman, Ted Kotcheff e Bertrand Tavernier. Poi, arriva il ruolo di Bruno Fioretti detto Mandrake in ‘Febbre da cavallo’ di Stefano Vanzina.

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Gigi Proietti, non solo teatro

Cinema, teatro ma anche radio dove Proietti ottiene un grande successo partecipando per due stagioni (1973-74 e 1975-76) alla trasmissione ‘Gran Varietà‘. In tv è anche conduttore televisivo in Fantastico 4 del 1983 diretto da Enzo Trapani, ma anche regista televisivo nel 1990 della celebre sitcom ‘Villa Arzilla’, dove appare anche in brevi cameo nei panni del giardiniere. Gigi Proietti è anche doppiatore. Tra gli altri di Marlon Brando, Robert De Niro, Dustin Hoffman ma anche del primo Rocky e del genio di Aladdin fino a Enzo, il saggio Golden Retriever protagonista di Attraverso i miei occhi.

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Gigi Proietti, vita privata

Gigi Proietti e la moglie Sagitta Alter.

Nel 1967 Proietti sposa un’ex guida turistica svedese, Sagitta Alter, dalla quale ha due figlie: Susanna e Carlotta, anche loro attrici. Nel 1996 è protagonista della serie  Il maresciallo Rocca nel ruolo di un carabiniere padre di quattro figli, fiction arrivata a conquistare anche 16 milioni di telespettatori. Nel 2002 torna al cinema nel ruolo di Mandrake in un sequel di ‘Febbre da cavallo’ dal titolo ‘Febbre da cavallo – La mandrakata’, diretto da Carlo Vanzina. Nel 2003, Gigi Proietti diventa direttore artistico del teatro Silvano Toti Globe Theatre, nato a Villa Borghese a Roma da una sua idea. Incoraggia i giovani attori come faceva nella sua celebre scuola al Brancaccio, di cui fu direttore dal 1978, insieme a Sandro Merli, per dare vita a talenti come Flavio Insinna, Chiara Noschese, Giorgio Tirabassi, Enrico Brignano, Massimo Wertmüller, Paola Tiziana Cruciani, Rodolfo Laganà, Francesca Reggiani, Gabriele Cirilli e Sveva Altieri.

Gigi Proietti in uno dei suoi monologhi più celebri.

In circa 50 anni di attività ha così collezionato 33 fiction, 42 film, 51 spettacoli teatrali di cui 37 da regista, oltre ad aver registrato 10 album come solista e diretto 8 opere liriche.

Tra le sue ultime apparizioni televisive e cinematografiche c’è quella del 19 gennaio 2019 quando conduce in diretta su Rai1 l’evento inaugurale di Matera capitale europea della cultura 2019 alla presenza del presidente del consiglio Giuseppe Conte e del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Il 12 marzo dello stesso anno compare nella prima puntata di ‘Meraviglie – La penisola dei tesori’ condotto da Alberto Angela e a dicembre è al cinema con ‘Pinocchio’, il film di Matteo Garrone in cui interpreta Mangiafuoco.

Addio Gigi Proietti, l’Italia aveva ancora bisogno di te

Raccontare la propria vita non è cosa da tutti. Certo, chiunque può ricordare gli episodi, cercare di storicizzare, fare riflessioni su come passa il tempo e come cambiano le cose. Ma l’odore della povertà misto a quello del sugo della domenica, i richiami delle mamme ai figli discoli che non tornano per cena, l’allegria irrecuperabile del mercato, le chiacchiere sui marciapiedi come li spieghi a chi non c’era? I ‘faccio un goccio d’acqua sui muri ancora freschi di calce, la partita a tressette, la vita in strada, le donne ai davanzali, le chiacchiere dei disoccupati. Tutto questo, come puoi farlo rivivere in chi legge? Forse non è stato neppure come lo ricordi tu, perché nel ricordo hai enfatizzato qualcosa, e qualcos’altro hai rimosso. Scriveva nella sua autobiografia. Gigi Proietti non era solito aspettare i compleanni per fare i bilanci di vita e affermava:

Sono abituato a farli tutti i giorni, quando arrivano gli appuntamenti importanti li ho esauriti. Sa cosa rispondeva Anna Proclemer a chi le chiedeva: ‘Cosa serve per fare l’attore?’. “La salute’. È fondamentale, e deve funzionare la testa”.

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La romanità di Gigi Proietti

Gigi Proietti e Roma. Una lunghissima storia d’amore. E Roma oggi piange uno dei suoi artisti più amati. In tutti gli anni della sua carriera, infatti, Gigi Proietti non ha mai smesso di celebrare la Capitale e diceva:

Io sono nato a Roma, in uno dei posti più belli, a via Giulia, quartiere Monti. Campo de’ fiori, via di Monserrato, piazza Farnese: il fatto è che a Roma ‘ndo coglio coglio, c’è l’imbarazzo della scelta. Auguro a Roma tutto il bene possibile, dobbiamo mettercela tutta. Vorrei che fosse più amata, soprattutto dai romani.

Addio Gigi Proietti, il cordoglio di tutti

Renzo Arbore, amico di una vita, ricorda così Gigi Proietti:

Che tristezza infinita. Gigi ha fatto l’attore, il regista, l’umorista, il direttore di teatri, il cinema, il maresciallo, ha fatto le fiction, l’umorista raffinato, il cantante e il fantasista e quindi ti sei sfogato come hai voluto. Sei stato sempre grande. Grazie!

Enrico Vanzina, che col fratello Carlo lo ha diretto in film come Febbre da cavallo – La mandrakata o La vita è una cosa meravigliosa, lo ricorda così:

Non ho parole. Con Gigi se ne va un gigante dello spettacolo italiano. Gli volevo davvero molto bene, era un amico vero. E adesso vglio dire di Gigi una cosa che non gli ho mai detto. Ho lavorato con tantissimi attori, e i due più bravi che ho mai incontrato sono stati Gianmaria Volontè e Gigi Proietti. Lui era e resterà uno di famiglia.

Enrico Brignano lo ringrazia così:

Al mio maestro, grazie dal profondo del cuore per quello che è stato e ha dato a me e tutti quelli che hanno avuto la fortuna di stare al suo fianco. Per quello che hai insegnato a tutti noi ex allievi. Per la carriera che hai avuto, per il talento che hai dedicato al pubblico. Grazie Gigi!

Giorgio Tirabassi, anche lui allievo di Proietti come Brignano:

Sono sconvolto. Ho passato con lui le serate più belle della mia vita. Gli ho voluto tanto bene, non ci vedevamo spesso ma ero legatissimo a lui. Mi ha fatto conoscere il jazz e le emozioni dei teatri stracolmi di gente adorante. Se a vent’anni entravi nella sua compagnia, giocavi in serie A.

Anche Peppino di Capri manda il suo saluto a Gigi Proietti:

Durante le prove mi faceva lezione di pronuncia, correggendomi tutte le vocali aperte. Dopo quel Sanremo ho continuato a cantare le nostre canzoni da solo, ma rifare la sua parte è impossibile: Gigi ha sempre fatto tutto con il cuore e questo ha fatto grande la sua arte. Ciao Gigi!

Matteo Renzi è il primo politico a ricordare l’attore:

Andarsene nel giorno dei suoi 80 anni è l’ultimo colpo di teatro di un artista straordinario 

Senza parole… Questa volta l’inchino a Gigi Proietti lo facciamo tutti noi” scrive Fabio Fazio. Mentre Giovanni Veronesi su twitter:

Come Shakespeare, anche tu caro Gigi sei morto il giorno del tuo compleanno. E’ una pratica che viene lasciata agli uomini saggi. Il mio modesto ricordo è quello di una cena a casa di Arbore dove dicesti che ti stava simpatico l’orco delle fiabe. Addio e grazie di tutto. 

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