sabato, Gennaio 23, 2021

Runa, la magia e il mistero dietro il segno grafico

Qual è il significato della runa e le sue origini? Quali sono gli usi che vengono fatti e a cosa è più spesso associato.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

La parola Runa evoca un qualcosa di antico, lontano e misterioso. Lascia presagire un non so che di magico e fantastico. Le rune rappresentavano l’alfabeto dei popoli germanici, popolazioni del nord Europa comunemente chiamate con il termine di vichinghi. Oggi sono conosciuti soprattutto per l’uso fatto come strumento divinatorio, in quanto avendo una forte componente simbolica si prestano bene a quest’attività. Ogni runa ha il suo corrispettivo segno grafico e la sua specifica simbologia. La leggenda fa risalire la loro origine alla rivelazione avuta dalla principale divinità germanica, Odino, dopo essersi sottoposto ad una una brutale penitenza. Le rune in totale sono 24. Erano comunemente utilizzate per scrivere su fogli di carta, ma venivano anche incise su materiali come legno, metallo, osso, corno e pietra. Le rune vengono scelte anche come tatuaggio, sia singolo come segno simbolico che in una frase dal significato nascosto ai più.

Runa significato

La parola runa deriva dal nordico antico e significa scrittura segreta. La runa è un segno grafico, alfabetico e simbolico, del mondo antico germanico. Questi caratteri, inizialmente 24 poi ridotti a 16, raggiungono la massima diffusione nei paesi scandinavi in età medievale, tra il 400 e il 1100 d.C. L’origine dell’alfabeto runico è incerta ma diversi studiosi ritengono che le rune derivano dall’antico alfabeto etrusco usato a Cuma, in Italia. Stando a questa tesi questi simboli potrebbero essere più vicini a noi di quanto pensiamo. Questo tipo di scrittura è documentata in testi religiosi e magici ma con il diffondersi del latino nell’alto medioevo viene limitata. Sopravvive solo in alcune zone isolate della Svezia fino al diciannovesimo secolo. La runa oltre ad essere un segno alfabetico e a rappresentare la tradizione germanico-vichinga è stata usata dal popolo celtico come strumento divinatorio e magico. Ogni runa racchiude in sé un’infinità di significati e di associazioni.

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Runa celtica: l’alfabeto runico usato dai Vichinghi o popolazioni germaniche

alfabeto runico
Alfabeto runico.

Secondo le tribù celtiche le rune vengono concepite come strumenti di divinazione che aiutano a scoprire qualcosa in più rispetto alla propria energia e all’armonia cosmica. Ancora oggi vengono interrogate, come si fa con i tarocchi, per confrontarsi su aspetti della propria esistenza. L’alfabeto celtico era formato da 24 segni, chiamate rune, la cui mitologia nordica attribuisce la scoperta ad Odino, principale divinità germanica. Il Dio si sarebbe volutamente impiccato ad un albero e trafitto con una lancia,  come riporta l’antico poema nordico Edda. Attraverso questo rito di iniziazione di tipo simil-sciamanico Odino acquisisce i segreti della divinazione, della saggezza segreta e delle rune. Il sistema runico chiamato Futhark, che divide le 24 rune in tre gruppi da otto rune ciascuno, prende il nome dalle iniziali delle prime sei rune del primo gruppo, chiamato Fehu. 

Quali sono le rune celtiche  

Abbiamo visto che le 24 rune possono essere divise in tre gruppi. Il primo gruppo, chiamato Fehu, prende il nome della prima runa e significa bestiame. La simbologia è legata al microcosmo, ad una stabiltà individuale. Al primo gruppo appartengono: Fehu, Uruz, Thurisaz, Ansuz, Raido, Kenaz, Gebo e Vunjo. Il secondo gruppo chiamato Hagalaz racchiude i simboli legati alla capacità di superare le difficoltà e di mettersi in discussione. Nel gruppo troviamo: Hagalaz, Nauthiz, Isa, Jera, Eihwaz, Perthro, Algiz e Sowulo. Il terzo e ultimo gruppo è chiamato Tywaz e prevede simboli connessi sia ad aspetti positivi che negativi e della speranza di una forte crescita spirituale. A questo ultimo gruppo appartengono: Teiwaz, Berkana, Ehwaz, Mannaz, Laguz, Inguz, Othilaz e Dagaz. 

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Le rune come strumento di divinazione

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Rune per la divinazione.

Le rune sono utilizzate nel mondo esoterico come strumenti di divinazione. Si leggono partendo dal centro, che rappresenta il presente, verso l’esterno che indica il futuro. Man mano che ci si allontana verso l’esterno il futuro diventa sempre più lontano. Le rune si attivano dapprima chiamando gli dei o le guide e facendo loro delle offerte. Si dispongono poi le rune in ordine alfabetico per poi prenderne una e si pronuncia il suo nome. Si medita sul significato della runa e ciò che può avere risonanza nella propria vita, per poi visualizzare il segno grafico. Ci sono anche le rune delle streghe che utilizzano un metodo di lettura particolare che parte con l’estrazione della runa dell’Occhio che rappresenta la visione, la quale diventa il punto di riferimento dell’intera divinazione. Il metodo più semplice utilizzato di divinazione runica consiste nel riporre le rune in un sacchetto, concentrarsi su una domanda e prendere una runa a caso. Quest’unica runa darà la risposta d’insieme al problema o alla questione posta, che può essere immediata o aver bisogno di maggior interpretazione. 

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Le rune nella serie Tv Shadowhunters

rune_Shadowhunters
Rune degli Shadowhunters.

Gli appassionati di cinema e serie associano la parola alla serie tv Shadowhunters che si rifà alla saga omonima di romanzi urban fantasy, scritta da Cassandra Clare. Qui le rune rappresentano dei simboli che garantiscono varie abilità soprannaturali, di derivazione angelica o demoniaca. Per gli Shadowhunters le rune rappresentano un complesso linguaggio dato loro dall’angelo Raziel, che garantisce poteri al di sopra degli esseri umani comuni, chiamati mondani. Le rune una volta disegnate, bruciano sulla pelle degli Shadowhunters, i quali per combattere i demoni si servono anche di specifiche armi. Le rune sono presenti anche in appositi oggetti e conferiscono loro una serie di effetti e abilità. Nella serie Tv compaiono anche i termini di runa angelica e runa parabatai, che andiamo a vedere nello specifico il loro significato. È possibile vedere la serie su Netflix.

Cosa intendiamo per runa angelica

Quando parliamo di runa angelica inevitabilmente facciamo riferimento alla saga di Shadowhunters. L’accostamento della runa ad un angelo è presente solo in questi romanzi e nella corrispettiva serie Tv. Una coincidenza interessante riguarda il ritrovamento nella grotta di S. Michele Arcangelo, in Puglia, delle uniche iscrizioni in alfabeto runico in Italia. Ovviamente non sono scritte per mano angelica ma si tratta di messaggi da parte di pellegrini di origini longobarde e per lo più nomi di antroponimi. Nella saga le rune hanno un’importanza fondamentale: sono queste che distinguono i Nephilim (gli Shadowhunters) perché rispetto agli umani medi riescono a portare i segni dell’Angelo, ovvero le rune. La capacità di portare una runa di derivazione angelica è data dal fatto che sono loro stessi in parte angeli. Sugli umani, chiamati mondani, una ruma potrebbe avere conseguenze devastanti e portare alla follia, oltre che alla bruciatura della pelle. 

La runa parabatai

rune parabatai
Tatuaggio rune parabatai.

Nella serie Shadowhunters il termine parabatai sta a significare il legame di una coppia di Nephilim che li vede uniti nel combattere come partner per tutta la vita. Il legame è sancito con un solenne giuramento alla presenza del Concilio, rappresentanti degli Shadowhunters adulti. Non si tratta di un legame amoroso ma di un’amicizia e di una sintonia profonda, al punto da sentire sulla propria pelle i dolori del proprio compagno o compagna. D’altra parte la runa parabatai rende anche più forti in combattimento perché si sfrutta la forza del proprio compagno. Il legame che si istaura porta alla volontà di voler dare la vita per l’altro. Uno Shadowhunters trova solo un parabatai nel corso della sua vita ma non è una prerogativa averne uno. Se superati i 20 anni non trova nessun parabatai perde la possibilità di averne uno. Altra cosa importante è che i parabatai non possono innamorarsi tra di loro perché infrangerebbero un divieto e verrebbero puniti per questo. 

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

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