Piano energia e clima: “Giudizi positivi dall’UE, ma c’è da lavorare”

L'Europa approva con riserva il Pniec italiano: bene i piani per le rinnovabili, ma bisogna migliorare sul piano dei trasporti e dell'accessibilità all'energia pulita.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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La Commissione Europea ha pubblicato lo scorso 15 dicembre gli esiti della valutazione preliminare del Piano Energia e Clima (PNIEC – Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica aveva sottoposto il 4 luglio 2023 e che raccoglie gli obiettivi nazionali e i progetti da mettere in atto entro il 2030 nei settori di efficienza energetica, fonti rinnovabili e riduzione delle emissioni.

L’Italia è stata sia promossa che rimandata a settembre, segno che la strada verso la decarbonizzazione è ancora lunga e in salita.

Piano energia e clima, l’impegno per la decarbonizzazione

La transizione energetica in Italia prevede tre obiettivi salienti da raggiungere entro la fine di questa decade, che mirano a portare il Belpaese tra le nazioni più virtuose nelle politiche di sostenibilità ambientale.

In particolare, il piano energia e clima prevede la riduzione delle emissioni di gas serra del 55% in meno rispetto ai livelli registrati nel 1990, l’aumento delle fonti rinnovabili e la produzione del 70% dell’energia necessaria da risorse pulite e l’incremento del 39,2% di efficienza energetica.

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L’Italia promossa in materia di rinnovabili

silhouette di pale eoliche che si stagliano contro il tramonto

L’Unione Europea ha approvato i programmi PNIEC italiani sul fronte delle rinnovabili, riconoscendo al nostro paese una buona stima di produzione di energia pulita e l’impegno da parte delle istituzioni di promuovere il miglioramento dell’efficienza energetica in alcuni settori strategici.

Voti positivi anche sul fronte della diversificazione del mix energetico e la progressiva diminuzione della dipendenza italiana dal gas russo, grazie all’ampliamento dei partner e dei fornitori.

La recriminazione principale è quella di non investire a sufficienza sullo sviluppo di tecnologie legate a questo ambito, in cui l’Italia potrebbe eccellere.

Leggi anche: Gli italiani si schierano dalla parte delle rinnovabili: il sondaggio GreenPeace

Piano energia e mobilità: l’Italia deve ancora migliorare

Come riporta il testo pubblicato sul sito dell’Unione Europea, il problema delle emissioni nel settore nel settore dei trasporti impone l’adozione di ulteriori azioni mirate.

Secondo il rapporto, infatti, sono ancora pochi i piani avanzati da nazioni europee, tra cui Estonia, Svezia e Paesi Bassi, con un chiaro e ben articolato obiettivo per diminuire la produzione di gas serra nell’ambito dei veicoli.

L’Italia, insieme a stati membri come la Francia e la Germania, pur includendo un’ampia gamma di misure, come l’elettrificazione dei trasporti e la sostituzione delle infrastrutture con nuove a emissioni zero per strade, ferrovie, porti e aeroporti, ha previsto ancora regimi di sostentamento per veicoli che utilizzano combustibili fossili.

Tuttavia, riducendo le emissioni provenienti dai gas di scarico, l’Europa invita a lavorare meglio sulla diffusione della mobilità elettrica e ibrida, i cui benefici sono direttamente misurabili attraverso il miglioramento della qualità dell’aria.

Il punto su povertà energetica ed efficientamento edifici

Donna intenta ad accendere candele sul bancone della cucina per non accendere la luce

Le note dolenti, invece, arrivano sui fronti del contrasto alla povertà energetica e sull’efficientamento degli edifici.

Secondo la Commissione, infatti, il piano energia e clima italiano non è sufficientemente dettagliato per quanto riguarda le misure che dovrebbero consentire l’accesso all’energia pulita per tutte le famiglie, né sulle reali condizioni di chi non riesce a pagare le bollette.

Male anche i piani per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici che non riescono a stare al passo con quelli delle maggiori nazioni europee: il patrimonio immobiliare italiano è ancora troppo vecchio e datato, con enormi problemi di ammodernamento dettati dalle architetture, ma anche dai vincoli di tutela. Il governo, a tal proposito, vorrebbe avviare il PNACC, piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, in via di approvazione definitiva.

Leggi anche: Evitare la crisi: ecco come l’Europa può far fronte alla penuria di gas naturale nel 2023

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Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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