domenica, 29 Gennaio 2023

Evitare la crisi: ecco come l’Europa può far fronte alla penuria di gas naturale nel 2023

5 punti chiave individuati dall'IEA per contrastare la crisi energetica: ecco quali sono.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

Un deficit da 30 miliardi di metri cubi di gas naturale: queste le previsioni per l’Europa dell’IEA nel 2023, ma evitare la crisi è possibile colmando il divario attraverso sforzi volti al miglioramento dell’efficienza energetica, imperniati sullo sviluppo, sulla diffusione capillare delle energie rinnovabili e sull’educazione al risparmio energetico.

Il report dell’Agenzia Internazionale per l’Energia

Pubblicato a fine dicembre 2023, il report How to avoid gas shortages in the European Union in 2023 costituisce un importante vademecum sulle soluzioni e iniziative da intraprendere per gli stati membri dell’UE che dovranno ancora per molto tempo far fronte alla penuria di gas derivante dalla congiuntura geopolitica e ambientale.

I progressi e gli sforzi compiuti nel 2022 dall’Europa per stoccare quanto più gas possibile ed evitare la crisi dettata dal mercato energetico, sottraendosi dalla dipendenza delle forniture russe, devono essere ora rilanciati e ottimizzati, in vista di altri possibili blocchi o riduzioni di approvvigionamenti da oriente.

Come aveva anticipato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, insieme a Fatih Birol, direttore esecutivo dell’IEA:

Siamo riusciti a resistere al ricatto energetico della Russia: con ilpiano REPowerEU abbiamo ridotto di due terzi la domanda di gas russo nel 2022, con una mobilitazione pari a quasi 300 miliardi di euro di investimenti.

Il risultato di tutto questo è che siamo al sicuro per questo inverno.

Leggi anche: 3 falsi miti sulla crisi energetica da sfatare

Lo scenario energetico 2023

evitare la crisi gas

Nonostante le misure già adottate dai governi europei in merito all’efficienza energetica, al ricorso delle energie rinnovabili e alla diffusione delle pompe di calore possano ridurre il gap che intercorre tra domanda e offerta di gas, secondo il report bisognerà quest’anno premere l’acceleratore sull’energia nucleare ed idroelettrica, ai loro minimi storici nel 2022 rispetto al decennio precedente.

Anche se l’inverno, tutto sommato mite, ha di molto allentato la morsa del fabbisogno nella prima parte del periodo rigido, il livello di allerta rimane alto considerando l’impossibilità di previsioni accurate sul lungo termine.

Il rischio è quello di trovarsi con un ammanco pari a 27 miliardi di metri cubi di gas, qualora la Russia dovesse chiudere definitivamente i rubinetti e le importazioni di gas naturale liquido da parte della Cina dovessero tornare a contendere le forniture con l’Europa.

Le 5 azioni da mettere in pratica per evitare la crisi

Per un mercato del gas più sicuro ed equilibrato nel 2023, l’IEA ha individuato 5 strategie che i governi potrebbero attuare nell’ambito di un dialogo internazionale di cooperazione e di scambio comunitario, riducendo al minimo il pericolo di ricorrere al price cap, alla limitazione della produzione industriale o all’aumento dell’uso di combustibili fossili.

Il costo di tali operazioni ammonterebbe a 100 miliardi di euro, poco meno di un terzo rispetto ai fondi stanziati dagli stati membri per i pacchetti a tutela dei cittadini. Di questi, il 40% è destinato allo sviluppo delle rinnovabili, quasi il 50% all’efficientamento e il rimanente 10% .

Ecco dunque su cosa puntare per evitare la crisi:

  1. Efficientamento: aumentare le politiche per le ristrutturazioni domestiche soprattutto per i cittadini più vulnerabili, la vendita di elettrodomestici con classe energetica massima e i device per l’ottimizzazione dei consumi (smart home appliance), insistere sul risparmio energetico nei luoghi pubblici – sia edifici che luoghi comuni – supportare programmi di efficientamento industriale, realizzare sportelli unici per tutti i permessi e le autorizzazioni
  2. Rinnovabili: insistere sui programmi di promozione delle rinnovabili; ridurre i tempi di autorizzazione delle nuove installazioni a energia pulita; supportare gli investimenti e gli incentivi; integrare l’energia pulita in quella distribuita dalle reti
  3. Riscaldamento: fornire incentivi finanziari per l’acquisto di pompe di calore e semplificarne la diffusione, anche a livello industriale
  4. Attitudine al risparmio: promuovere la diffusione dei controlli legati ai consumi di gas ed elettricità, con contatori facili da leggere e monitorabili in ogni momento, sia a livello pubblico che privato
  5. Offerta: ampliare le fonti di approvvigionamento dell’energia ricorrendo alla carbon capture, alle biomasse, all’idrogeno, alla riduzione dei processi che portano al gas flaring o alla dispersione di metano

Leggi anche: Efficienza energetica migliorata nel 2022: la IEA pubblica il rapporto annuale

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

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