giovedì, 2 Dicembre 2021

Photorama, il programma per il riciclo al 100% dei pannelli fotovoltaici

Economia circolare e transizione energetica sono alla base di Photorama, il programma da 10 milioni di euro per riciclare completamente i pannelli in disuso.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

Mentre a Glasgow, in occasione della Cop26, l’Italia sigla l’accordo per tagliare i finanziamenti ai paesi promotori dell’industria fossile dalla fine del 2022, l’Europa si muove per anticipare i problemi legati all’utilizzo delle fonti rinnovabili del domani, a partire dal riciclo dei pannelli solari con il progetto Photorama.

Photovoltaic waste management, Photorama, è il programma che si propone di impiegare tecnologie avanzate per il recupero e il riciclo di materie prime dai moduli solari giunti al termine della loro vita.

Un’enorme quantità di energia verde

L’obiettivo principale per le prossime tre decadi dal punto di vista ecologico è quello di mantenere l’aumento di temperatura mondiale al di sotto di 2°C, secondo quanto ribadito dai vertici internazionali negli ultimi anni.

Per far questo è necessario avviare una transizione ecologica che passa in prima battuta attraverso la conversione energetica, ossia il passaggio dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili.

Tra quella a disposizione, l’energia solare è quella che attualmente costa di meno e costituisce l’alternativa più redditizia e immediatamente applicabile su larga scala.

Ma nei prossimi decenni ci si aspetta una crescita tale del settore che deve produrre entro il 2030 una potenza globale di 2840GW, per poi quadruplicare entro il 2050, per un totale di 8519GW.

Prevenire è meglio che curare

Queste cifre, che a prima vista non sono “parlanti”, indicano la necessità di installare l’equivalente di 8 volte gli impianti esistenti nel 2018.

Quindi, anche se le tecnologie si fanno di giorno in giorno più interessanti fornendo modelli più efficienti e pannelli meno ingombranti, l’industria fotovoltaica dovrà produrre un’enorme quantità di moduli per far fronte alla richiesta energetica.

E l’aumento fisico di pannelli fotovoltaici significa, inevitabilmente, la produzione massiva di materiali di scarto, per sostituire i moduli obsoleti o che hanno terminato il loro ciclo vitale.

Ecco dunque la necessità, alla base del programma Photorama, di interrogarsi su come agire tempestivamente e adeguatamente per non essere sommersi dai materiali di scarto.

Leggi anche: Smaltimento dei pannelli fotovoltaici: qual è la corretta procedura e quanto costa?

Gli obiettivi di Photorama

13 organizzazioni, 7 paesi europei, un triennio, quello 2021-2024, 8 831 666,38 euro di contributi europei: questi i numeri di Photorama, il programma promosso dall’Unione Europea, nell’ambito di Horizon 2020.

Tra i membri del consorzio, anche l’italiana ENEA, insieme a Enel Green Power.

I cinque cardini attorno cui ruota l’intera strategia sono:

  • lo sviluppo di tecnologie pionieristiche e all’avanguardia nel campo del riciclo dei pannelli fotovoltaici
  • la dimostrazione delle soluzioni di riciclaggio adottate
  • il rimpiego dei materiali ottenuti dal riciclo nell’ambito di un’economia circolare
  • il coinvolgimento del mercato del lavoro e dell’economia nelle iniziative promosse dal programma
  • la promozione di altre strategie di riciclo sotto l’egida dell’EIP, l’European Innovation Parternship

Cosa si recupera dai pannelli fotovoltaici

La struttura di un pannello fotovoltaico è composta per la quasi totalità di materiale riciclabile.

Sebbene l’energia solare non produca emissioni carboniche dannose, il processo di smaltimento dei moduli ne richiede una certa quantità.

Vetro, acciaio e plastica sono associati, nelle celle fotovoltaiche, a materiali pericolosi, come il silicio, l’indio e il gallio, o rari, come l’argento.

Separare i livelli costa sia dal punto di vista economico, che da quello energetico, poiché necessita l’impiego di agenti chimici a loro volta dannosi per l’ambiente.

Se da un lato gli sforzi volti a rendere la produzione dei pannelli fotovoltaici sempre più sostenibile sono al centro della produzione, dall’altra Photorama andrà alla ricerca di soluzioni efficienti e innovative per superare il problema del loro smaltimento.

Leggi anche: Come ti riciclo i pannelli con l’arte fotovoltaica

Il riuso dei pannelli smessi

La linea pilota di Photorama per prima cosa individuerà ed elaborerà una strategia scalabile per grandi quantitativi di rifiuti fotovoltaici.

Un settore della ricerca sarà destinato all’unità di delaminazione, ossia un organo preposto a separare le celle solari dagli altri componenti del pannello e dai livelli di polimeri. Questo processo, cruciale per il corretto smaltimento di tutti i materiali, verrà effettuato sia con tecnologie meccaniche che impiegando miscele di anidride carbonica fluida o con delaminazione ottica.

A questo processo seguirà quindi la separazione dei metalli critici e rari, per poi poterli immettere nuovamente in circolazione come materia prima, nell’ottica dell’economia circolare.

Leggi anche: Pannelli solari in plastica, come unire l’energia solare al riciclo

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

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