giovedì, 2 Dicembre 2021

Pannelli solari in plastica, come unire l’energia solare al riciclo

Tecnologie e riciclo, un binomio vincente anche quando si parla di produzione energetica da pannelli fotovoltaici realizzati in plastica.

Dire addio alle pesanti strutture metalliche di alluminio e vetro per dare una svolta ancora più ecologica al mondo fotovoltaico: questa è l’idea alla base delle ricerche sui pannelli solari in plastica, una strada percorribile che potrebbe portare a rivoluzionare il mercato dell’energia solare.

Ancora plastica?

“Life in plastic is fantastic” cantava la Barbie Girl degli Aqua nel 1997, ma oggi quel ritornello suona come una premonizione tutt’altro che azzeccata dando un’occhiata al mondo che ci circonda, sommerso da rifiuti plastici dannosi per l’ambiente.

Eppure nel caso dei pannelli solari in plastica, i polimeri potrebbero riacquistare dignità e, perché no, una seconda vita nell’ottica dell’economia circolare, in cui poter mettere a servizio la loro più grande potenzialità: la leggerezza.

All’avanguardia nel settore dei pannelli solari in plastica troviamo tutte quelle aziende che producono moduli flessibili, destinati soprattutto al mondo della nautica e delle imbarcazioni.

L’utilizzo dei pannelli solari in plastica

Questi modelli sono già largamente impiegati a bordo dei natanti per supportare o sostituire completamente i generatori di corrente elettrica, grazie alla loro adattabilità su forme curve e alla loro calpestabilità.

La Merlin Solar ha da poco lanciato sul mercato un prodotto studiato appositamente per gli yacht che, grazie a una struttura priva di cornice e soprattutto di copertura in vetro, può essere direttamente applicato sulle superfici delle imbarcazioni.

Un’altra azineda, la Solarge, ha sostituito il vetro dei pannelli con un film di sostanze plastiche, cosa che permette una maggiore flessibilità e adattabilità dei moduli alle coperture delle abitazioni e alle superfici inclinate.

Con un peso fortemente ridotto, infatti, i pannelli solari in plastica possono essere applicati anche su strutture non idonee a sorreggere impianti pesanti, allargando di fatto la platea di utenti che possono usufruirne.

Una nuova generazione di plastiche

Pannelli solari in plastica

Se il ricorso alla plastica può sembrare un controsenso in un mondo dove la battaglia contro l’inquinamento si fa di giorno in giorno sempre più serrata, le innovazioni produttive in questo campo aprono nuovi scenari percorribili.

La LG ha immesso sul mercato dei pannelli solari in plastica creati con una speciale miscela ottenuta dal riciclo di policarbonato già usato, che conferisce ai moduli resistenza al calore, efficienza, versatilità e, ovviamente, leggerezza, abbattendo notevolmente i costi di produzione.

La sostituzione del metallo dei telai con un componente chiamato LUPOY EU5201, a base di plastica ingegnerizzata dalle performance fisiche e antideformazione potenziate, ridisegna così le possibilità di installazione dei pannelli fotovoltaici.

Una valida alternativa

Chiamati anche moduli fotovoltaici organici, i pannelli solari in plastica contengono molecole di carbone e offrono svariati vantaggi rispetto a quelli in silicio.

Per prima cosa, costano meno dal punto di vista della produzione. Come abbiamo già visto, poi, sono leggeri, circa 40 volte meno di quelli con strutture di alluminio, flessibili nel loro design e per questo motivo anche più sostenibili.

Dal punto di vista delle celle solari, i pannelli solari in plastica risultano più sottili, cosa che permette un risparmio anche sulla quantità di materiale usato per comporli.

Ma la vera svolta in questo settore è che presto una simile tipologia di prodotti potrebbe essere “stampata”, grazie alle odierne stampanti 3D, velocizzando notevolmente tutti i processi.

Last but not least, i film fotovoltaici che contengono celle solari in plastica possono essere integrati in oggetti di uso quotidiano, sostituendo i rivestimenti di strutture ed edifici, pur mantenendone l’estetica.

L’eccellenza della ricerca in Italia

Anche il centro di ricerca italiano CHOSE legato all’università romana La Sapienza è al lavoro sullo sviluppo di celle solari organiche e ibride.

Partendo dallo studio dei moduli in pervskite, i ricercatori del centro hanno realizzato il primo modulo solare su vetro e su plastica al mondo.

Impiegando pigmenti, molecole vegetali, polimeri e materiali artificiali, il centro mira a sviluppare delle vere e proprie vetrate fotovoltaiche altamente efficienti, partendo da materiali che non hanno bisogno di alte temperature – e quindi emissioni di CO2 nell’atmosfera – per essere lavorati.

Un altro passo verso una luminosa e produttiva transizione energetica!

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