giovedì, Dicembre 3, 2020

Matrimoni zero spreco: tutti ne parlano, Avanzi Popolo lo fa

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Lo spreco alimentare è riconosciuto ormai come una piaga a livello globale, ma è dalla buona volontà dei singoli che nascono le migliori soluzioni. Come quella messa in campo da Avanzi popolo 2.0, un gruppo di volontari attivo in Puglia, nella zona del barese, impegnato a contrastare questa realtà. Quattro amici hanno creato una rete solidale, un canale stabile di recupero che è ponte tra i luoghi dell’esubero e i luoghi del bisogno. Le occasioni più ghiotte sono matrimoni e ricevimenti, ma Avanzi Popolo collabora anche con l’industria alimentare, supermercati e esercizi commerciali più piccoli. Dall’inizio dell’attività, nel 2014, hanno salvato oltre 20.000 kg di cibo.

Avanzi di… matrimonio!

Nel 2019 Avanzi Popolo ha ricevuto il premio per la campagna Vivere a spreco zero di Last Minute Market, in collaborazione con il Ministero dell’ambiente, giunto alla sua settima edizione. A convincere la giuria il grande recupero che deriva dai matrimoni pugliesi, perché la gestione delle eccedenze deve essere un gesto a 360 gradi, che comprende anche un ripensamento degli stili di vita. In Puglia i matrimoni si celebrano nel segno dell’abbondanza e non si bada a spese. Le coppie curano i festeggiamenti nei minimi dettagli, dalle decorazioni all’intrattenimento degli ospiti, passando per il mitico pranzo nuziale, in cui i potenziali sprechi sono pressoché normali. Da qui l’idea di creare una filiera che coinvolgesse tutti gli attori: masserie, ristoratori, wedding planner e associazioni di carità. Grazie al lavoro fatto sui social da Avanzi Popolo, il format nella zona del barese è ormai conosciutissimo e sempre più numerose sono le coppie che lo richiedono, affinché i festeggiamenti possano essere anche un’occasione per aiutare chi ha bisogno. Leggi anche:“Il cibo non si butta”: Too Good To Go, l’app per la lotta agli sprechi alimentari

Come funziona Avanzi Popolo

Spiega Antonio Scotti, ideatore del progetto insieme Marco Costantino, Marco Ranieri e Antonio Spera, ai microfoni di RadioRAi:

Noi fungiamo, praticamente, da intermediari, mettendoci d’accordo con la sala ricevimenti, almeno una settimana prima dell’evento, e assicurandoci che, nelle vicinanze della festa, ci sia un centro per la destinazione delle eccedenze del cibo. Sovraintendiamo il processo. Quindi diciamo cosa recuperiamo, come deve essere recuperato, a che ora lo recuperiamo.

Questo passaggio è molto importante per garantire, oltre che il rispetto delle norme igieniche, un valore effettivo al gesto di altruismo. Il cibo raccolto deve arrivare in condizioni ottimali per essere consumato sulle tavole da terze parti. Dal momento del confezionamento delle eccedenze alla consegna nel luogo destinato passano all’incirca 30 minuti.

Per far sì che questa indicazione sia rispettata noi di Avanzi Popolo possiamo lavorare su Bari e provincia. Mentre in un raggio più ampio ci sono altre associazioni. Noi troviamo localmente la rete che può beneficiare e li mettiamo in contatto. L’obiettivo è quello di creare una relazione tra le sale ricevimenti e le realtà territoriali, così che, al di là di noi, nel tempo, si produca una collaborazione costante che permetterà di recuperare le eccedenze.

Leggi anche: Più del 50% del cibo prodotto è sprecato, ma c’è chi ha pensato una soluzione

Consegne sui rollerblade: il contributo dei Pattinatori di Bari

I Pattinatori di Bari a lavoro.
Matrimoni e ricevimenti sono occasioni ghiottissime di recupero. Ma il lavoro di Avanzi Popolo è capillare e quotidiano sul territorio barese. Sono oltre 70 le imprese che collaborano con loro e 25 gli enti di carità che ricevono le donazioni. L’idea è quella di creare un welfare di comunità, ma soprattutto si vuole consolidare una buona pratica, un sistema stabile che riduca il più possibile lo spreco sulle nostre tavole. Sulla pagina Facebook di Avanzi Popolo scrivono:

Abbiamo voglia di costruire una comunità tra quanti pensano che il diritto al cibo non sia solo un principio etico da sbandierare. Vogliamo costruire una società più equa, più giusta, più solidale, capace di andare incontro ai poveri e di modificare le nostre azioni quotidiane.

Ogni mercoledì sera, nel quartiere Madonnella, si riuniscono i Pattinatori di Bari, un gruppo di volontari di supporto ad Avanzi Popolo che raccoglie e consegna gli avanzi alimentari in rollerblade. Racconta Claudio Trombetta, 42 anni, tra i responsabili dell’associazione di volontari:

Il punto di ritrovo e di rientro è la chiesa di San Sabino: ci raduniamo intorno alle 19,45, prima che chiudano i negozi, e poi si parte per recuperare gli avanzi del giorno: dalla frutta ai cornetti delle pasticcerie, dal pane alle focacce. Siamo un gruppo eterogeneo: dal ragazzino di 20 anni al professionista 60enne.

Leggi anche: Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Mattarella: “Bisogna lottare contro gli sprechi”

L’esempio di Avanzi Popolo ha contagiato l’Italia

Molti altri in tutta Italia si sono ispirati al lavoro di Avanzi Popolo. Esempi virtuosi sono nati nelle Marche, ad Ancona, dove ci sono i Foodbusters, gli acchiappacibo. C’è a Roma la onlus Equovento, poi approdata a Lecce, Milano, Torino e Parigi. A Como il servizio Siticibo del Banco Alimentare della Lombardia ha collaborato con i punti ristoro di Expo, durante il periodo della super fiera di Milano. Piccole realtà che stanno facendo una grande differenza sul territorio. Secondo il Banco Alimentare, dal 2016 a oggi, grazie anche agli effetti prodotti della Legge Gadda, che prevede semplificazioni burocratiche e sgravi fiscali per chi recupera cibo, le donazioni delle eccedenze sono cresciute del 21,4 per cento. di Elza Coculo

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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