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Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Mattarella: “Bisogna lottare contro gli sprechi”

Oggi si festeggia la Giornata Mondiale dell'Alimentazione: la FAO promuove iniziative ed eventi in tutto il mondo per raggiungere l'obiettivo di sviluppo sostenibile #famezero.

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Il 16 ottobre si celebra la  Giornata Mondiale dell’Alimentazione, che quest’anno coincide con il 74esimo anniversario della FAO, istituita nel 1945. Lo slogan di questa edizione è “Un’alimentazione sana per un mondo #famezero“, una vera e propria professione di intenti e una call-to-action.

Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile: questi gli obiettivi da raggiungere entro il 2030. La FAO invita i 150 paesi che aderiscono all’ONU a un’azione collettiva per moltiplicare gli sforzi ed eliminare la fame del mondo, garantendo diete sane e sostenibili per il pianeta.

Centinaia di manifestazioni e attività divulgative animeranno la Giornata in tutto il mondo. Governi, aziende, ONG, agenzie, Comuni, organizzazioni coinvolgeranno il grande pubblico in innumerevoli  iniziative per spronarlo all’azione. Ciascuno può diventare protagonista condividendo le buone pratiche con #FameZero.

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La Cerimonia della Giornata Mondiale dell’Alimentazione

Nella sede romana dell’Agenzia delle Nazioni Unite questa mattina si sono riuniti capi di Stato, ministri e attori chiave nella promozione a livello globale dell’alimentazione sana per raggiungere Fame Zero. Sergio Mattarella ha sottolineato quanto l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile dell’agenda ONU sia imprescindibile.

Per raggiungerlo occorre rafforzare, anche con adeguati investimenti in ricerca e innovazione, le politiche di mantenimento e di uso sostenibile delle risorse naturali, combattere la desertificazione con iniziative coraggiose e innovative, preservare i sistemi alimentari che rispettano l’equilibrio degli ecosistemi, lottare senza esitazioni contro lo spreco alimentare ─ sottolinea il capo dello Stato ─ è il tema di questa Giornata: le nostre azioni sono il nostro futuro. Un’alimentazione sana per un mondo a #famezero ricorda a ciascuno che le nostre scelte quotidiane sono rilevanti al fine di garantire cibo per tutti e perseguire l’obiettivo di un mondo in cui tutti possano emanciparsi dalla fame e dall’indigenza

No agli sprechi e all’alimentazione scorretta

La Giornata Mondiale dell’Alimentazione punta i riflettori sugli sprechi e sulla dieta. Per raggiungere #famezero è necessario infatti arginare le perdite di cibo e allo stesso tempo tornare a un’alimentazione che rispetti i cicli naturali.

Nel mondo si spreca ancora troppo cibo, in particolare frutta e verdura altamente deperibili. I motivi sono da ricercarsi sia nella mancanza di mezzi di stoccaggio che per l’eccesso di prodotti raccolti. Per ridurre le perdite è necessario elaborare piani economici che siano vantaggiosi sia per i produttori che per i consumatori. Solo così l’impatto ambientale della produzione di cibo non graverà ulteriormente sulle ormai esigue risorse del Pianeta.

Sul fronte del cibo in tavola, invece, la call-to-action della FAO invita a reintrodurre nella dieta quotidiana prodotti di stagione, sani e genuini, ma soprattutto ecosostenibili. Abbandonando i prodotti raffinati, ricchi di zuccheri, sale e grassi, le condizioni di salute della popolazione mondiale migliorerebbero. Così facendo si salvaguarderebbe anche la biodiversità, abbandonando le colture intensive. La vita sedentaria, il consumo di pasti pronti, il dilagare dei fast food hanno infatti impennato il tasso di obesità nei Paesi sviluppati. Nel mondo sono 800 milioni le persone che soffrono la fame, e quasi altrettante sono in sovrappeso o soffrono di malattie connesse a un’alimentazione sbagliata.

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Le nostre azioni sono il nostro futuro, un’alimentazione sana per un mondo #FameZero

 

C’è ancora tempo per cambiare, ma non molto. Ognuno nel proprio piccolo può rispettare se stesso e l’ambiente in cui vive con pochi e accessibili accorgimenti. Basterebbe rinunciare ai prodotti altamente trasformati ritornando ai cibi della tradizione che provengano da filiere locali.

Sì quindi ai mercati rionali, ai contenitori riutilizzabili o riciclabili, alla riduzione delle emissioni nocive nell’atmosfera e dell’utilizzo di pesticidi.

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di Enrica Vigliano

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