lunedì, 8 Marzo 2021

Il lombrico e il suo valore per il terreno e l’ecosistema

Il lombrico è così importante per l'ecosistema? Da cosa è minacciato? Scopriamo che tipo di animale è e quanto è delicato il suo equilibrio.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

Il lombrico è un verme che vive nel terreno scavando dei cunicoli. Possiamo considerarlo come una macchina naturale, perché il terreno che ingoia poi lo evacua sotto forma di humus. 

Scopriamo meglio questo animale e perché risulta così importante per l’intero ecosistema. 

Ricerca sul lombrico

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Vediamo dapprima quali sono le caratteristiche fisiche del lobrico.

Il lombrico può essere lungo dagli 8 ai 30 cm. La superficie esterna del corpo è divisa in segmenti chiamati metameri e in ciascuno di questi segmenti sono presenti delle fascette di setole. Sotto la pelle invece si trovano i muscoli circolari e longitudinali. Sia le fascette che i muscoli sono fondamentali perchè grazie a questi il lombrico si allunga e si assottiglia, spingendosi in avanti. 

Sempre all’esterno i lombrichi non hanno orecchie, né naso e non posseggono dei veri e propri occhi. Ciò nonostante riescono a distinguere il buio dalla luce. Questo avviene grazie a delle cellule fotorecettrici collocate alle due estremità del corpo. Anche al buio vero e proprio, che può essere una galleria sotto terra, riescono ad orientarsi perchè hanno sviluppato un senso tattile e gravitazionale. 

Oltre a ciò hanno anche un senso della pressione, tale da permettegli di percepire le vibrazioni del suolo e mettersi così in salvo da possibili predatori.

Internamente hanno una struttura particolare. Oltre al sangue di colore rosso, come quello umano, hanno ben 5 paia di «cuori» e mancano di polmoni o branchie. Riescono infatti a respirare attraverso la cuticola. 

I lombrichi sono animali eterotermi, ossia non riescono a regolare in modo autonomo la temperatura del loro corpo. Per questo sono particolarmente suscettibili riguardo alle alte o basse temperature. Non è un caso che siano più attivi in primavera e in autunno, stagioni caratterizzate da un clima più mite.

Quando le condizioni climatiche si dimostrano per loro avverse, come possono essere i periodi di siccità o di gelo, si arrotolano e cadono in uno stato di torpore, per ritornare in attività non appena le condizioni migliorano.

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Lombrico può considerarsi un insetto?

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ll lombrico non è un insetto ma appartiene al gruppo degli anellidi, caratterizzato da metameri, cioè una serie di anelli identici tra di loro. 

L’insetto vola mentre il lombrico essendo un verme, striscia. È a contatto con la terra sia sopra che sotto la superficie. Lo si può trovarlo sia nei terreni di montagna che in quelli delle foreste equatoriali.

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Cosa minaccia la vita del lombrico?

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Molto dipende dal suolo. Se questo è minacciato per l’eccessiva concimazione, pesticidi, sostanze inquinanti, costipamento ed erosione, tale da renderlo vulnerabile, anche il lombrico ne risente.

Inoltre per molte specie animali, i lombrichi sono una leccornia. Tra i suoi nemici naturali ci sono: uccelli, talpe, martore, ricci, toporagni, rospi, rane, salamandre pezzate, centopiedi, formiche, carabidi, volpi e tassi.

Altre minacce provengono dall’uomo, come ad esempio un impiego inappropriato di fertilizzanti e prodotti fitosanitari ma anche un’aratura e una fresatura eccessive possono provocare una drastica decimazione delle popolazioni di lombrichi.

La minaccia più grave è rappresentata da una crescente edificazione del suolo agricolo. Infatti sotto edifici e strade questi organismi non sopravvivono.

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Perché il lombrico è importante per l’ecosistema?

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I lombrichi incorporano materiale organico e lo sminuzzano. Questo lavoro accellera i processi di decomposizione e contribuisce alla rigenerazione del terreno, rendendolo più fertile.

Da qui la sua importanza sull’intero ecosistema. 

Non a caso è chiamato animale “spazzino”. Lo stesso Charles Darwin, aveva dedicato il suo ultimo libro agli studi su questo animale, giungendo a comprenderne l’importanza per la fertilizzazione del terreno.

Come influiscono i cambiamenti climatici sulla vita di questo animale? 

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I cambiamenti climatici stanno minacciando la sopravvivenza dei lombrichi. 

Da uno studio pubblicato sulla rivista Science sulla distribuzione dei lombrichi nel mondo si evince come questi animali siano molto suscettibili ai cambiamenti climatici. 

Se questi animali dovessero sparire il suolo come lo conosciamo potrebbe non esistere più.

Come si accoppiano i lombrichi?

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Il lombrico è un animale ermafrodita, cioè possiede entrambi gli apparati riproduttivi, sia maschile che femminile. Ha però ugualmente bisogno del partner per riprodursi. Quando è sessualmente maturo presenta un ispessimento nella prima parte del corpo, detto clitello.

Per riprodursi si intrecciano in posizione opposta, appoggiando un citello contro l’altro, per poi scambiarsi gli spermi.

In seguito all’altezza del clitello si forma un anello mucoso a forma di bozzolo, all’interno del quale si depongono uova e sperma. La gestazione delle uova dura dalle 2 alle 4 settimane. Dall’uovo, una volta schiuso, uscirà un piccolo lombrico. 

Quanto vive un lombrico?

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Il lombrico, nonostante le difficoltà che ha di sopravvivenza, può vivere fino a 6 anni. Anche se poi nella pratica non è sempre così.

Ovviamente ci sono differenze riguardo la tipologia. Il lombrico della specie Eisenia Fetida, conosciuto come verme rosso californiano, riesce a sopravvivere circa 18 mesi. 

I tempi più lunghi di vita si riferiscono a situazioni ottimali, create ad hoc in laboratorio. Nella realtà la vita dei lombrichi è molto più breve. Purtroppo sono tante le cause che ne minacciano l’esistenza e noi nel nostro piccolo possiamo fare ben poco. 

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

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