Vino e sole, il brindisi perfetto tra enologia e fotovoltaico

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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Sempre più aziende e compagnie si affidano ai vantaggi che comporta installare energia solare per alimentare le proprie attività, potendo contare su una risorsa efficiente, affidabile ed economica: il settore dell’enologia negli ultimi anni, in Italia e all’estero, è uno di quelli che maggiormente beneficiano della sinergia tra pannelli e produzione, potendo sfruttare al massimo il concetto di agrivoltaico.

Enologia e fotovoltaico

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Negli ultimi anni le cantine di vino di tutto il mondo si sono dotate di impianti solari per ridurre i costi di produzione e l’impatto ambientale che questa comporta nelle varie fasi di cui è composta.

Grazie alla tipologia di terreno e alla modalità di coltura delle vigne, l’affiancamento di filari e di moduli fotovoltaici trova un felice connubio che porta a strategie win win sia per quanto riguarda il prodotto finale, il vino, che l’impiego di energia pulita.

Per fare qualche esempio, la temperatura ideale di produzione di energia dalle celle solari si aggira intorno ai 25-30°C, esattamente la stessa in cui lee viti prolificano maggiormente, approfittando del clima caldo e temperato.

Rispetto ad altre imprese agricole, poi, nelle cantine occorrono spazi e strutture per i processi di lavorazione dei grappoli che sono supporti ideali per installare pannelli solari, riducendo quindi anche lo spazio a terra da sottrarre per la loro messa in posa.

L’energia prodotta dalle superfici solari è raccolta per alimentare i vari edifici, tra cui i locali di lavorazione del mosto, le sale di degustazione, gli uffici e le officine di refrigerazione.

Leggi anche: Parco Agrisolare: 1,5 miliardi di euro per solarizzare le aziende agricole

Alcuni esempi di aziende vinicole solari

Enologia solare

In Spagna la Bodegas Torres è dotata di una vera e propria centrale solare fotovoltaica che conta 4000 pannelli solari, in grado di coprire più del 20% del fabbisogno energetico dell’azienda.

La Bodegas Baigorri, sempre in Spagna, utilizza l’energia geotermica in combinazione con quella solare per mantenere l’enorme cantina sotterranea a una temperatura costante di 12°C.

La California è lo stato che maggiormente ha recepito i vantaggi legati al solare, tanto che quasi tutte le aziende vinicole hanno impianti fotovoltaici a supporto delle attività: la Jacuzzi Family Vineyards riesce a soddisfare il 100% del suo fabbisogno energetico grazie a un impianto da 140 kW, che alimenta tutte le attività, comprese le pompe d’acqua necessarie alla vinificazione.

In Italia, a Pantelleria, patria del sole e del vino, le Cantine Carlo Pellegrino, azienda sensibile ai temi del risparmio energetico e dell’ecologia, ha un impianto che soddisfa il 70% dell’impresa.

A Loazzolo, un altro esempio di cantina a energia solare è rappresentata dall’Azienda Agricola Forteto della Luja, inserita nel progetto di valorizzazione paesaggistica “Riserva Naturali Boschi di Loazzolo” e nei programmi UE di Agricoltura Eco-compatibile.

Leggi anche: Agrivoltaico, la sinergia tra agricoltura e pannelli solari

Dallo scarto di vinificazione all’energia

Se è vero che il fotovoltaico è una risorsa importante per l’enologia, è altrettanto vero anche il contrario: uno studio della Ca’ Foscari di Venezia ha recentemente creato una cella fotovoltaica a base di fecce e vinacce, sostanze di scarto della lavorazione del vino dalla tipica colorazione rossastra.

Il colorante, di cui sono impregnate le celle solari, è in grado di catturare la luce molto efficacemente, favorendo la mobilità degli elettroni che generano corrente elettrica rinnovabile e sostenibile e migliorando l’efficienza di conversione.

Si tratta di una sorta di emulazione della sintesi clorofilliana, che permette di non impiegare materiali tossici o difficilmente smaltibili nella produzione di celle solari, con grande vantaggio economico sia per il riciclo degli scarti agricoli che per la fabbricazione dei pannelli solari.

Leggi anche: Fotosintesi artificiale e coltivazioni sostenibili: le applicazioni future del fotovoltaico

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Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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