lunedì, 26 Settembre 2022

Agrivoltaico, la sinergia tra agricoltura e pannelli solari

Uno dei settori più promettenti nel panorama delle energie rinnovabili è quello che unisce agricoltura e fotovoltaico: ecco i risultati delle ricerche in questo ambito.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

Fin da quando esiste l’agricoltura, la primaria fonte di benessere e resa delle piante dipende dalla presenza di sole: le moderne tecnologie nel settore della produzione di energia solare hanno sfruttato questo connubio, trovando un perfetto equilibrio nell’agrivoltaico.

Le energie rinnovabili condividono con l’agricoltura obiettivi e strutture comuni, che possono beneficiare reciprocamente di un binomio tanto fruttuoso quanto ecologico.

Installare impianti fotovoltaici sugli stessi terreni in cui si praticano alcuni tipi di colture significa da una parte risparmiare in termini di spazio e dall’altra migliorare le prestazioni sia degli uni che delle altre.

Salvare capra, cavoli e paesaggi

Agrivoltaico_campo

Obiettivamente, le solar farm, quelle distese sconfinate di pannelli fotovoltaici installati su lande desolate, non sono un bello spettacolo.

Sacrificare ampie aree del paesaggio per produrre quanta più energia elettrica da fonti rinnovabili possibile spesso entra in conflitto con una serie di vincoli, da quelli territoriali a quelli paesaggistici, dettati dal ragionevole bisogno di tutelare e rispettare il panorama e l’ambiente.

Tuttavia, l’esigenza sempre più forte impressa dalla transizione ecologica di questi anni, con l’obiettivo di ridurre al minimo le emissioni dovute all’uso di combustibili fossili, è una realtà con cui bisogna fare costantemente i conti.

Per arrivare all’autosufficienza energetica sostenibile, in Italia, tenendo in considerazione la scarsa possibilità di installazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle singole abitazioni, Legambiente ha stimato che sarebbero necessari 70.000 ettari di terreno, adibiti a solar farm per generare 34 GW di corrente elettrica.

Ecco allora che l’agrivoltaico risolve, con una spesa ragionevole in termini di spazio ed economici, il doppio problema di produrre energia e coltivare la terra, in una strategia win-win che darà i suoi frutti nell’immediato futuro.

L’agro fotovoltaico di Amazon ed Engie in Sicilia

A testimonianza dello sviluppo del settore, i due recentissimi impianti di agro fotovoltaico in Sicilia, nelle località di Mazara del Vallo e Paternò, che si aggiungono ai 23 parchi fotovoltaici disseminati in Italia.

Un progetto realizzato da due colossi mondiali come Amazon ed Engie, che hanno investito sugli impianti fotovoltaici per un totale di 180 ettari, capaci di produrre una potenza di 104MW, per un risparmio in termini di emissioni di carbonio di 62.000 tonnellate di anidride carbonica.

All’ombra dei pannelli le piante prosperano più facilmente

Il concetto di base è semplice: l’agrivoltaico sfrutta i terreni agricoli per l’impianto di pannelli fotovoltaici, installati su pilastri che possono avere altezze comprese tra uno e tre metri.

Una serie di ricerche portate avanti dall’Università dell’Arizona hanno dimostrato che l’ombra prodotta dai moduli giova profondamente alla produzione agricola.

Al di sotto dei pannelli, infatti, si crea un microclima favorevole al mantenimento della giusta umidità di crescita delle piante, evitando bruschi sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte e smorzando l’attività del vento.

La stessa umidità, poi, tiene sotto controllo anche la temperatura dei pannelli stessi, permettendone il raffreddamento e scongiurandone il surriscaldamento, responsabile di una sensibile perdita di resa da parte dell’impianto.

Agrivoltaico e risorse idriche: una scelta vincente

A ben guardare, il matrimonio tra agricoltura e fotovoltaico risulta proficuo anche per quanto riguarda la preservazione di risorse idriche: nelle regioni con più forte incidenza dei raggi solari durante il periodo estivo, la capacità dei pannelli di trattenere l’umidità vicino al suolo implica un minore ricorso all’acqua e all’irrigazione.

In inverno, infine, il microclima dei pannelli fortifica le piante esponendole a una minor quantità di freddo e agenti atmosferici.

Un habitat favorevole anche per gli impollinatori

Agrivoltaico_impollinatori

Un nuovo studio condotto dall’Università dello Stato dell’Oregon pubblicato sulla rivista Scientific Reports ha dimostrato che l’installazione di pannelli fotovoltaici a terra crea un ambiente favorevole all’incremento della fioritura di piante di varie specie, in particolare quelle utili all’impollinazione.

L’ombra creata dai pannelli solari rallenterebbe la fioritura delle piante, permettendo a un maggior numero di insetti, in particolare le api, di beneficiare del nettare dei fiori che durano più a lungo, evitando che si secchino anzitempo.

Il risultato della ricerca è stato un aumento della presenza degli impollinatori, responsabili al 75% della riproduzione delle piante, che trovano in un clima favorevole abbondanza di cibo e riparo.

Leggi anche: Proteggere le api per salvare il nostro ecosistema: ecco come fare anche nel nostro piccolo

Non solo pannelli: l’esperimento delle serre fotovoltaiche

Grazie ai pannelli solari trasparenti e alle odierne messe a punto della loro tecnologia, è stato possibile realizzare serre fotovoltaiche in cui coltivare frutta e verdura con caratteristiche organolettiche del tutto uguali a quelle cresciute in una normale serra agricola.

Allo stesso tempo le serre fotovoltaiche garantiscono un supporto di energia elettrica utile per attivare gli impianti di irrigazione o le lampade da irraggiamento a costo zero e senza richiedere spazi alternativi dove montare i pannelli fotovoltaici.

Insalata e pomodori

A sostegno della bontà dell’interazione agrivoltaico, la North Carolina State University ha condotto una serie di studi su insalata e pomodori, cresciuti in serre con pannelli solari di gradazioni cromatiche differenti.

Ciò che è emerso, prendendo come parametro di riferimento un gruppo di piante coltivate in modo “tradizionale”, ha stupito i ricercatori a tal punto da voler estendere la prova ad altre piante: nessun tipo di alterazione a livello di crescita o di salute delle coltivazioni è stato riscontrato sotto le serre fotovoltaiche, sintomo della qualità della luce che colpisce le foglie attraverso i pannelli.

Leggi anche: Pannelli fotovoltaici al peperoncino, la ricetta innovativa che migliora la produzione

La lettera aperta al governo per l’agrivoltaico

Agrivoltaico_pecore

Nel luglio 2020 le associazioni Greenpeace, Italia Solare, Legambiente e WWF hanno ribadito in una lettera aperta al Governo l’importanza di sviluppare la sinergia dell’agrivoltaico, per incentivare gli agricoltori a mettere a disposizione quelle terre che non vengono sfruttate intensivamente.

Introdurre anche la possibilità di un guadagno in termini economici, come lo scambio sul posto o un incentivo a comprare e vendere energia pulita, potrebbe abbattere i costi di installazione e manutenzione degli impianti.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

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