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Il Coronavirus spiegato ai bambini, i consigli degli psicologi

Gite scolastiche annullate, supermercati vuoti e crescente tensione nei luoghi pubblici. Come fare per insegnare la prevenzione ai bambini senza spaventarli? Un vademecum per genitori preoccupati.

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A meno che non abbiate la possibilità di rinchiudervi in un casolare toscano insieme a qualche amico a raccontar novelle, in questi giorni vi troverete ad affrontare l’emergenza Coronavirus. Non è semplice destreggiarsi tra tutti disagi che comporta, primo tra tutti, ancor più che l’effettivo rischio di contagio, la psicosi collettiva che sembra averci trasformati – complici fake e non-tanto-fake news – in profeti dell’apocalisse pronti ad assaltare supermercati e farmacie.

Ironia a parte, le ansie e le paure degli adulti si trasferiscono di riflesso sui piccoli, e quelli, si sa, sono come spugne che vedono, percepiscono e – soprattutto – replicano tutto. Come spiegare ai bambini il perché delle gite scolastiche cancellate, delle persone che ci guardano con occhio diffidente se ci soffiamo il naso per strada, della metropolitana vuota e delle asfittiche mascherine che ci vengono messe sul viso?

Lo psicoterapeuta Alberto Pellai ha raccolto, in un’intervista rilasciata al Corriere, qualche suggerimento per aiutarci a tranquillizzare i bambini pur istruendoli sui comportamenti da seguire per proteggersi dal contagio.

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Spiegate ai piccoli che è normale essere spaventati da quel che non si conosce

Cos’è che fa così paura del Coronavirus? Il fatto di non conoscerlo ancora molto bene e di non poterlo vedere a occhio nudo. Non sappiamo molto di questo nemico invisibile e, come gli uomini delle caverne, quando non possiamo vedere un nemico, è normale avere paura e dubitare di quello che ci sembra sospetto. La paura e l’ansia sono reazioni naturali, ci mettono in guardia per permetterci di affrontare una minaccia oppure di correre al sicuro. In questo caso non è diverso: abbiamo un nemico che non conosciamo ancora molto bene, ma siamo al lavoro per studiarlo. Sentirsi un po’ intimoriti è normale, ma ci sono cose che possiamo fare per proteggerci.

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Anche se il numero dei contagi è salito, ci sono misure per proteggerci.

Questo virus ha contagiato molte persone nel mondo e adesso è arrivato anche qui in Italia. Spiegate ai piccoli che i decessi sono pochissimi in proporzione al numero dei contagiato e che tra i morti non ci sono bambini. Aiutateli a capire che scienziati e ricercatori sono già al lavoro per trovare una cura. Spiegate che il motivo per cui non possono più andare in gita è perché così il rischio di essere contagiati è molto più basso, e che si tratta di una misura temporanea messa in atto per proteggerci, un po’ come quando evitiamo di attraversare la strada se c’è troppo traffico perché un’auto potrebbe investirci.

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Educateli sulle più semplici misure di prevenzione

Istruite i bambini su come comportarsi quando escono. Insegnate loro a starnutire coprendo naso e bocca con il braccio e a non toccarsi gli occhi o infilarsi le mani in bocca dopo essere stati all’esterno. Abituateli a lavare spesso le mani, magari intrattenendoli con una canzoncina mentre lo fanno, in modo che non vivano la cosa come un’imposizione. E anche voi adulti, abbiate fiducia nella scienza. Abbiamo superato epidemie ben peggiori e trovato il rimedio per malattie che si credevano incurabili. Passerà anche questa volta.

Nel frattempo, keep calm e la prevenzione prima di tutto.

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di Marianna Chiuchiolo

 

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