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Coronavirus isolato da una squadra di ricercatrici italiane

Un team di ricerca dello Spallanzani di Roma è riuscito a isolare il virus che sta facendo impazzire il mondo. La scoperta è ora a disposizione degli scienziati che stanno lavorando al vaccino.

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L’uomo nero che sta facendo impazzire mezzo mondo con la paura di futuri distopici alla Resident Evil ─ e che, neanche a dirlo, ha scatenato la fantasia dei complottisti ─ arriva dalla Cina sotto forma di una curiosa sfera agghindata a festa. Il Coronavirus, responsabile di un’epidemia di polmonite che ha fatto decine di migliaia di contagi e circa 300 morti a livello globale, è l’argomento del giorno.

Fortunatamente, oltre ai complottisti, ai fatalisti, agli allarmisti e a tutti i coloriti epiteti-sti che normalmente si associano a eventi di cronaca di portata mondiale, si contrappongono le menti scientifiche dei ricercatori, che da un mese a questa parte sono impegnati su due fronti. Il primo è il tentativo di far chiarezza sulla situazione, utilizzando i media per contenere non tanto l’epidemia quanto la psicosi collettiva che impazza nei luoghi pubblici, spiegando cos’è effettivamente questo virus e come comportarsi per essere al sicuro senza sfociare nell’isteria. Il secondo è, come immaginabile, quello di combatterlo.

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Chi sono le ricercatrici che hanno isolato il virus a Roma

Un rendering del virus.

Quest’ultimo progetto si articola fondamentalmente in due fasi: isolare il virus per carpirne il codice genetico e poi partire con le sperimentazioni per un antidoto o un vaccino. Ebbene, la prima fase è stata finalmente completata e porta la firma di un team italiano. Sono stati i virologi dello Spallanzani di Roma a isolare il famigerato 2019-nCov ─ questo il suo codice identificativo ─ che ora è a disposizione delle équipe di tutto il mondo per poter essere studiato e combattuto.

Il team è composto quasi esclusivamente da donne, coordinate dalla 67enne Maria Rosaria Capobianchi, originaria di Procida, che ha guidato la sua squadra in una vera e propria maratona che ha visto le ricercatrici impegnate anche di notte nel tentativo di dare un volto ben definito al nemico. Ed è proprio durante uno dei turni di notte che la grande notizia è arrivata: la siciliana Concetta Castilletti e la molisana Francesca Colavita ─ quest’ultima addirittura con un contratto da precaria ─ hanno assistito in diretta al momento in cui 2019-nCov si è rivelato all’interno di un campione di liquido prelevato dal paziente cinese ricoverato presso la struttura. Il virus ha subito dimostrato le sue capacità cominciando a replicarsi velocemente e si è dimostrato capace di danneggiare le cellule aggredite, alterandone la forma.

Adesso è il momento di impegnarsi per la ricerca di un vaccino. Molti gruppi di ricerca sono già attivi su questo fronte e finanziamenti milionari sono stati stanziati allo scopo. Il mondo guarda ai ricercatori con occhi pieni di speranza.

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di Marianna Chiuchiolo

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