sabato, 26 Settembre 2020

Coronavirus isolato da una squadra di ricercatrici italiane

Marianna Chiuchiolo
Marianna Chiuchiolo
Laureata in Mediazione Linguistica con un passato nella musica e nel teatro, scrive per il web da diversi anni. Appassionata di scienza, psicologia e viaggi, ama particolarmente passare ore a discutere di personaggi e trame analizzandone caratteristiche, vittorie e incongruenze. Scrittrice di racconti e sceneggiature perché l'immaginazione spesso lo richiede. Giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

L’uomo nero che sta facendo impazzire mezzo mondo con la paura di futuri distopici alla Resident Evil ─ e che, neanche a dirlo, ha scatenato la fantasia dei complottisti ─ arriva dalla Cina sotto forma di una curiosa sfera agghindata a festa. Il Coronavirus, responsabile di un’epidemia di polmonite che ha fatto decine di migliaia di contagi e circa 300 morti a livello globale, è l’argomento del giorno. Fortunatamente, oltre ai complottisti, ai fatalisti, agli allarmisti e a tutti i coloriti epiteti-sti che normalmente si associano a eventi di cronaca di portata mondiale, si contrappongono le menti scientifiche dei ricercatori, che da un mese a questa parte sono impegnati su due fronti. Il primo è il tentativo di far chiarezza sulla situazione, utilizzando i media per contenere non tanto l’epidemia quanto la psicosi collettiva che impazza nei luoghi pubblici, spiegando cos’è effettivamente questo virus e come comportarsi per essere al sicuro senza sfociare nell’isteria. Il secondo è, come immaginabile, quello di combatterlo. Leggi anche: Virus cinese, gli scienziati Usa al lavoro per il vaccino

Chi sono le ricercatrici che hanno isolato il virus a Roma

Un rendering del virus.
Quest’ultimo progetto si articola fondamentalmente in due fasi: isolare il virus per carpirne il codice genetico e poi partire con le sperimentazioni per un antidoto o un vaccino. Ebbene, la prima fase è stata finalmente completata e porta la firma di un team italiano. Sono stati i virologi dello Spallanzani di Roma a isolare il famigerato 2019-nCov ─ questo il suo codice identificativo ─ che ora è a disposizione delle équipe di tutto il mondo per poter essere studiato e combattuto. Il team è composto quasi esclusivamente da donne, coordinate dalla 67enne Maria Rosaria Capobianchi, originaria di Procida, che ha guidato la sua squadra in una vera e propria maratona che ha visto le ricercatrici impegnate anche di notte nel tentativo di dare un volto ben definito al nemico. Ed è proprio durante uno dei turni di notte che la grande notizia è arrivata: la siciliana Concetta Castilletti e la molisana Francesca Colavita ─ quest’ultima addirittura con un contratto da precaria ─ hanno assistito in diretta al momento in cui 2019-nCov si è rivelato all’interno di un campione di liquido prelevato dal paziente cinese ricoverato presso la struttura. Il virus ha subito dimostrato le sue capacità cominciando a replicarsi velocemente e si è dimostrato capace di danneggiare le cellule aggredite, alterandone la forma. Adesso è il momento di impegnarsi per la ricerca di un vaccino. Molti gruppi di ricerca sono già attivi su questo fronte e finanziamenti milionari sono stati stanziati allo scopo. Il mondo guarda ai ricercatori con occhi pieni di speranza. Leggi anche: Gennaio 2020, tutto quello che è accaduto nel mondo di Marianna Chiuchiolo

Marianna Chiuchiolo
Marianna Chiuchiolo
Laureata in Mediazione Linguistica con un passato nella musica e nel teatro, scrive per il web da diversi anni. Appassionata di scienza, psicologia e viaggi, ama particolarmente passare ore a discutere di personaggi e trame analizzandone caratteristiche, vittorie e incongruenze. Scrittrice di racconti e sceneggiature perché l'immaginazione spesso lo richiede. Giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

Correlati

Maltempo in Italia, ecco cosa sta succedendo nella Penisola

Crollano le temperature con minime fino a 10°C. Piogge, nubifragi e temporali interesseranno tutta la Penisola.

Omicidio Aldrovandi 15 anni dopo: La mamma: “Non lo dimenticate”

Il 25 settembre 2005 alle ore 6:04 del mattino moriva a Ferrara Federico Aldrovandi, giovane di 18 anni pestato a morte da quattro agenti di Polizia. Condannati per eccesso colposo in omicidio colposo, i quattro hanno scontato una pensa di 6 mesi.

Come sta Alex Zanardi? Il San Raffaele: “Progressi significativi ma quadro generale complesso”

Alex Zanardi presenta progressivi miglioramenti ma il quadro generale resta complesso e...