domenica, 26 Giugno 2022

Edifici nZEB, cosa sono e quali caratteristiche devono avere

Altamente tecnologici e automizzati, in grado di soddisfare quasi del tutto il fabbisogno energetico: ecco gli edifici a cui faremo l'abitudine.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

La transizione energetica passa anche attraverso la promozione di un’architettura ecosostenibile, che si concentra sempre di più sui cosiddetti edifici nZEB, acronimo inglese per Nearly Zero Energy Buildings.

Queste costruzioni, infatti, sono progettate per avere un consumo energetico tradizionale quasi nullo, e tutte le loro strutture sfruttano le nuove tecnologie per ottenere risultati performanti, ridurre al massimo gli sprechi e migliorare l’impatto sull’ambiente.

Il requisito nZEB è obbligatorio a partire dal 1°gennaio 2021 per tutte le nuove edificazioni o ricostruzioni, siano esse pubbliche o civili, segnando una pietra miliare nella storia dell’architettura civile.

L’evoluzione dell’architettura green

Dai primi prototipi di case solari, fino ad arrivare a edifici a bassissimo fabbisogno energetico ed elevate prestazioni, il concetto di architettura sostenibile va evolvendo sin dalla seconda metà del Novecento e ha subito una rapida accelerazione nelle ultime decadi.

Il pressante allarme sulle condizioni climatiche del nostro pianeta e l’esigenza di limitare quanto più possibile le emissioni di anidride carbonica, hanno portato alla revisione del campo dell’edilizia, uno dei settori maggiormente responsabili della produzione di gas serra.

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Le nuove normative europee

L’Unione Europea, nell’ottica di contrastare i cambiamenti climatici e la crisi energetica, ha emanato una serie di norme per la realizzazione di nuovi edifici e l’omologazione di quelli già esistenti da ricostruire.

La prima direttiva per gli edifici nZEB risale al 2010, la EPBD 2010/31/UE, poi aggiornata nel 2012 e ulteriormente modificata nel biennio 2018-2019.

Con la Renovation Wave del 2020 le strategie per il rinnovo del patrimonio immobiliare degli stati membri sono state affidate alle singole nazioni, affinché sviluppino le metodologie più opportune in base alle disponibilità climatiche e di risorse dei relativi territori.

Cosa sono gli edifici nZEB

Gli edifici nZEB sono caratterizzati da prestazioni elevatissime a cui fa da contraltare un consumo energetico pressoché nullo.

Al loro interno, sia il riscaldamento che il raffrescamento, così come la ventilazione e la fornitura di acqua calda sanitaria, per non parlare della corrente elettrica, sono fornite da soluzioni rinnovabili o ecosostenibili.

Lo sviluppo degli edifici nZEB, quindi, parte dalla fase progettuale, in cui viene massimizzata l’attenzione sulle strutture portanti dei palazzi e sulle soluzioni che permettono di ridurre i consumi energetici fino a renderli quasi nulli.

Ma anche le vecchie costruzioni da ristrutturare possono entrare a pieno titolo nel novero degli edifici nZEB a patto che gli interventi di riqualificazione e manutenzione portino a un bilancio prossimo allo zero tra energia consumata ed energia prodotta.

Grazie agli incentivi statali come il Superbonus 110% e il Conto Termico, la trasformazione di un edificio in nZEB è ancora più semplice.

Le caratteristiche degli edifici nZEB

Edifici nZeb - Londra

Ecco dunque quali sono le caratteristiche principali che contraddistinguono gli edifici nZEB:

Aspetti strutturali:

  • edificazione con materiali sostenibili
  • isolamento termico
  • bassa trasmittanza termica
  • elevata inerzia
  • coibentazione di pavimenti e infissi
  • impermeabilità
  • schermature solari
  • limitazione uso del suolo
  • valutazione di conformità in caso di prossimità con aree sensibili
  • tetti verdi

Aspetti energetici:

  • impianti di produzione dell’energia da fonti rinnovabili, solare o eolica
  • impianti di accumulo
  • impianti solari termici per l’acqua calda
  • sistemi ibridi
  • geotermia
  • pompe di calore per il raffrescamento e il riscaldamento
  • accorgimenti di progettazione bioclimatica integrata
  • impianti tecnologicamente avanzati di domotica e automazione
  • limitazione della dispersione termica
  • bassi consumi energetici sia in estate che in inverno

Leggi anche: Scegliere i pannelli fotovoltaici, 10 ragioni per preferire l’energia solare

L’annullamento del bilancio energetico

Nonostante il nome possa trarre in inganno, gli edifici nZEB, “a energia zero” consumano di fatto energia, ma quello che bisogna considerare è il bilancio annuale dell’edificio, ossia lo scambio produzione/consumo nell’arco di un determinato periodo di tempo.

In inverno gli nZEB devono assolutamente contare sulle poche ore di sole a disposizione e massimizzare l’accumulo dell’energia tramite appositi impianti, o utilizzare quella incamerata durante la stagione estiva. Per garantire il benessere degli inquilini, inoltre, l’isolamento termico gioca un ruolo fondamentale per tagliare le spese di riscaldamento.

Viceversa, durante l’estate, l’edificio dovrà sì accumulare energia, ma anche favorire la ventilazione degli ambienti e l’abbassamento naturale della temperatura, utilizzando ad esempio dei condizionatori a doppio flusso o condotti appositamente progettati per la circolazione dell’aria.

Il resto dell’energia elettrica necessaria a soddisfare il fabbisogno energetico è fornita da impianti alimentati da risorse rinnovabili, integrati nell’edificio stesso.

In questo modo la bilancia tra consumi e autoproduzione resterà in equilibrio, limitando al massimo la necessità di ricorrere ad energia proveniente da combustibili fossili.

La mappatura italiana degli edifici nZEB

Edifici nZEB - Bocconi Milano

L’Italia ha via via recepito e messo in pratica le normative europee nel campo dell’edilizia e della sostenibilità sin dal 2015, tanto che alcune regioni – tra cui Lombardia ed Emilia Romagna – hanno già soddisfatto l’efficientamento energetico di buona parte degli edifici pubblici.

Scuole, uffici, abitazioni private, già nel 2018 gli edifici nZEB monitorati dall’ENEA e inseriti nel volume Osservatorio degli edifici a energia quasi zero in Italia 2016-2018 erano oltre 1500, con classe energetica A4.

Per fare un esempio pratico, una delle soluzioni meglio rappresentative degli edifici nZEB è il nuovo Campus dell’Università Bocconi di Milano, dove la ventilazione e l’illuminazione sono studiate per sfruttare al meglio il clima e la radiazione solare, mentre una serie di pensiline mobili ed elementi frangisole impediscono il surriscaldamento delle pareti.

Leggi anche: Bonus ristrutturazione 2022, ecco le novità

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

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