Dipendenza affettiva: cos’è e quali sono i sintomi

Può capitare in una relazione di legare i propri bisogni all'altro e di incatenarsi in nome di un amore ossessivo e morboso. Cerchiamo di capire che cos'è la dipendenza affettiva e come si manifesta.

Melissa Matiddi
Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.
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La dipendenza affettiva rappresenta quella condizione relazionale che colpisce gli individui ad un profondo livello emotivo. Tra i soggetti si instaura un rapporto intimo, ossessivo e allo stesso tempo simbiotico.

Malgrado la dipendenza affettiva non rientri all’interno dei disturbi diagnosticati nel DSM V, viene comunque classificata come New Addiction, nuova dipendenza di tipo comportamentale tra cui si trovano anche: la dipendenza da internet, il gioco d’azzardo patologico, la dipendenza da sesso, la dipendenza da sport, lo shopping compulsivo e la dipendenza da lavoro.

La dipendenza affettiva è molto diffusa nella nostra società, colpisce maggiormente le donne adulte, ma può svilupparsi anche negli uomini.

Dipendenza affettiva: che cos’è

La dipendenza affettiva, chiamata anche love addiction, è un disturbo relazionale che causa comportamenti e stati d’animo ossessivi. Si tratta di un pattern di atteggiamenti, pensieri e sensazioni che ricorrono con molta frequenza in un soggetto che sviluppa un forte bisogno di stare con l’altro.

Non essendo presente nel Manuale Diagnostico per i disturbi mentali, la sua condizione genera ancora un po’ di confusione dal momento che di per sé la dipendenza non può essere considerata come uno stato patologico.

Dipendere da un altro soggetto diventa problematico quando quel rapporto assume una connotazione ampiamente disfunzionale.

Il concetto di dipendenza affettiva si è diffuso dopo la pubblicazione del libro “Donne che amano troppo“, scritto dalla psicoterapeuta R. Norwood che ha individuato i meccanismi psicologici alla base di quelle relazioni che vengono comunemente definite come tossiche.

I dipendenti affettivi infatti mettono al centro della loro vita la persona amata e instaurano nei confronti della stessa un attaccamento morboso e ossessivo. Questi soggetti aspirano a diventare indispensabili per l’altro, annullano completamente la propria persona per dedicarsi completamente ai bisogni del partner.

Come nel caso di altre forme di dipendenza, il soggetto tende ad alterare il proprio comportamento per tenere sotto controllo emozioni come la tristezza e l’ansia che possono scaturire dalla paura di essere lasciati o abbandonati improvvisamente dall’altro.

Leggi anche: “Crepacuore” di Selvaggia Lucarelli: dentro la storia tossica di una dipendenza affettiva

Come riconoscere la dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva si manifesta attraverso sintomi psicologici e fisici ed è caratterizzata da senso di appagamento e piacere generato dalla vicinanza con la persona amata, dal bisogno di trascorrere sempre più tempo insieme all’altro, da crisi di astinenza che possono sfociare in ansia, attacchi di panico e rabbia causate dall’assenza e dalla mancanza del partner e da sentimenti di imbarazzo e rimorso dovuti alla consapevolezza di dipendere da qualcuno.

Tra i comportamenti tipici della love addiction troviamo:

  • Forte attaccamento
  • Fantasie romantiche che placano il timore della solitudine
  • Scarso interesse per le proprie emozioni
  • Costante senso di insicurezza
  • Bassa autostima
  • Incapacità di difendere i propri spazi e confini
  • Repressione continua della rabbia
  • Accettazione della sofferenza pur di non essere lasciati soli
  • Mancanza di energia e difficoltà a prendere posizione
  • Tendenza a giustificare il partner

Per riconoscere questo tipo di dipendenza, il soggetto può sottoporsi alla compilazione del questionario Affective Dependence Scale, utile ad indagare la presenza di questa condizione.

Leggi anche: 10 segnali da non sottovalutare per riconoscere una relazione tossica

Quali sono le cause della dipendenza affettiva?

Essere dipendenti in un rapporto non è necessariamente sinonimo di patologico, il bisogno di relazione è infatti naturale e biologico per l’essere umano.

Una dipendenza sana comporta l’accettazione della mancanza e dell’attesa del partner e soprattutto la capacità da parte di entrambi di percepirsi come soggetti separati in cui i confini dell’altro vengono sempre rispettati. Al contrario di un rapporto sano, una dipendenza affettiva è caratterizzata da un rapporto tossico e negativo.

Le cause della dipendenza affettiva possono essere rintracciate nell’infanzia di una persona e più in generale in tutte le esperienze condivise con la famiglia d’origine. Molto spesso lo stile di attaccamento imposto dalle figure genitoriali influenza le abitudini di un bambino.

Tuttavia esistono una serie di fattori che possono condizionare gli individui a diventare dipendenti di una relazione:

  • Fattori biologici: la love addiction può dipendere dalla compromissione del circuito della dopamina, il neurotrasmettitore coinvolto nella dipendenza (viene rilasciata nello stesso modo durante l’utilizzo di alcune droghe)
  • Fattori psicologici di tipo familiare: può essere influenzata da un contesto in cui si manifesta una tendenza all’intromissione nei confronti dell’altro che riguarda pensieri, sentimenti e azioni e dalle esperienze vissute come traumatiche nel passato come abusi, maltrattamenti e violenze
  • Fattori psicologici di tipo individuale: può essere sviluppata da disturbi e comportamenti legati alla sfera compulsiva-impulsiva e si accompagna ad altre condizioni di sofferenza psicologica come: bassa stima, ansia e depressione

Leggi anche: Love bombing e narcisismo patologico: binomio indissolubile

Dipendenza affettiva: quanti tipi ne esistono?

La dipendenza affettiva può manifestarsi con diverse sfumature che identificano profili diversi della love addiction.

  • Dipendenza affettiva ossessiva: malgrado il partner abbia comportamenti tossici nei confronti dell’altro, questo soggetto non riesce a staccarsi da lui
  • Dipendenza dalla relazione: l’individuo pur riconoscendo che il rapporto non si basa su un sentimento d’amore, ha difficoltà a porre fine alla storia
  • Co-dipendenza: è un tipo di relazione in cui i due soggetti sono completamente dipendenti l’uno dall’altro
  • Dipendenza affettiva ambivalente: il soggetto presenta un estremo bisogno d’amore e di attenzioni, ma è terrorizzato dal rapporto di intimità, questo può ricadere sulla sessualità e sugli aspetti intimi della coppia

Leggi anche: Amore tossico, quando un rapporto di coppia ci rovina la vita

Come curare la love addiction

Il trattamento per la love addiction può richiedere un tempo abbastanza prolungato. Nella maggior parte dei casi la risoluzione prevede la fine del rapporto disfunzionale e la gestione dell’astinenza.

La terapia cognitivo-comportamentale si compone di diverse fasi per la cura di questa dipendenza, la prima delle quali prevede un’attenta valutazione del caso.

In particolare, verrà richiesto al paziente di ripercorrere la storia della sua relazione attuale e di tutte quelle passate, delineando gli eventi che hanno partecipato all’instaurarsi del disturbo.

Questo tipo di terapia si focalizzerà sulla gestione delle emozioni vissute dal soggetto, dalla paura dell’abbandono alla solitudine per aiutare il paziente a modificare le aspettative interiorizzate sull’amore.

Leggi anche: 5 grandi amori letterari che in realtà sono tossici

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