giovedì, Dicembre 2, 2021

“Crepacuore” di Selvaggia Lucarelli: dentro la storia tossica di una dipendenza affettiva

La giornalista racconta per la prima volta i quattro lunghi anni consumati da una relazione velenosa che l'ha trascinata in situazioni di dolore e di angoscia. La verità in un libro.

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

“Crepacuore” di Selvaggia Lucarelli è il titolo del libro autobiografico che esce oggi, 16 novembre, nelle librerie. L’ex giornalista del Fatto Quotidiano ripercorre con estremo coraggio quanto possa essere lacerante la dipendenza affettiva.

Il libro descrive come una coppia in cui l’uomo vede solo se stesso e la donna vede solo quell’uomo possa sfociare in una relazione altamente distruttiva, da cui la protagonista si è tirata fuori solo dopo aver toccato con mano il fondo della disperazione.

“Crepacuore” di Selvaggia Lucarelli: che cos’è la dipendenza affettiva

Crepacuore di Selvaggia Lucarelli: Che cos'è la dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva è un tipo di patologia relazionale che si instaura tra due persone e nella quale l’amore diventa l’oggetto morboso del desiderio. Tutto quello che tocca la sfera emotiva della coppia diventa fissazione, ossessione. Il contenuto amoroso, che amoroso non è, annulla ogni aspetto della vita, elimina tutto ciò che viene visto come superfluo. La relazione concentra la sua tossicità in un rapporto intimo, stretto e simbiotico, in cui non c’è spazio per amici, lavoro e figli.

Oggi, guardandomi indietro, faccio ancora fatica ad ammetterlo, ma la felicità di mio figlio, la sua sicurezza perfino, erano la cosa più importante solo in quei rari momenti in cui sentivo di aver messo la mia relazione al sicuro. L’unico pericolo che avvertivo come costante e incombente era quello che lui mi lasciasse per la mia evidente inadeguatezza.

All’apparente senso di benessere, si percepisce un forte bisogno di legarsi alla realtà dell’altro, di incatenarsi a lui e di investire tutte le energie.

Crepacuore di Selvaggia Lucarelli: il fenomeno delle New Addiction

Le love addiction vengono molto spesso scambiate come normali o addirittura definite come caratteristiche del vero amore. Le relazioni disfunzionali possono arrivare col tempo ad annullare completamente l’altro.

Dal 2013, nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali V, la dipendenza affettiva è stata classificata come una New Addiction, considerata alla pari del gioco d’azzardo, del sesso, dello shopping e del lavoro.

La costruzione di un’idea malformata è influenzata non solo dal vissuto personale ma anche dalle rappresentazioni sociali di cui siamo continuamente circondati. Molto spesso i “veri” rapporti d’amore vengono descritti dalle vittime come malinconici e sofferenti. I comportamenti nocivi sono legittimati dalla gelosia nei confronti dell’altro e addolciti dalla rabbia che viene vista come l’essenza fondamentale di un rapporto.

Col senno di poi i segnali c’erano tutti. La prima mail in cui lui, in fondo, parlava solo di se stesso. La prima litigata, per il tappo dell’ammorbidente chiuso male. Il ritrovarsi in ginocchio, nella doccia, con un unico obiettivo: pulire tutte le fughe. Il lettino del bambino? Nascondiamolo nella Spa. Col senno di poi è (più) facile riconoscere che il nome del ristorante in cui andare la prima sera fu l’ultima cosa che governai io.




La giornalista e scrittrice 46enne descrive così i suoi lunghi quattro anni di dipendenza affettiva. I contenuti della sua storia si propongono come un manifesto, come una condivisione con altre donne e altri uomini per riconoscere da subito una relazione tossica.

Leggi anche: Orbiting e Ghosting: relazioni che si ammalano sul web

Dal podcast “Proprio a me” al libro “Crepacuore” di Selvaggia Lucarelli

C’è una malattia molto diffusa di cui non si sente mai parlare. Nasce come una grande passione amorosa e porta persone insospettabili, apparentemente molto forti e sicure di sé, a cadere in una spirale di autodistruzione che sembra inarrestabile. Si chiama dipendenza affettiva.

Proprio a me è il podcast precursore di “Crepacuore” di Selvaggia Lucarelli, prodotto da Chora Media e disponibile su tutte le piattaforme. L’autrice, ripercorrendo la sua storia, fatta di cadute e di rinascite, dimostra quanto sia importante imparare a volersi bene ed essere pronte, in qualsiasi momento, a ricostruire la propria vita. Ha detto:

Il difficile è rendersene conto «durante» (o ancora meglio «prima»). «Non ero innamorata, ero ammalata.

Come si diventa dipendenti e perché

L’uomo, sin dalla sua nascita come mammifero, sviluppa una necessità di accudimento per poter sopravvivere. La figura adulta deve garantirgli non solo il sostentamento dei bisogni fisici ma anche la costruzione delle sicurezze e delle facoltà che lo aiuteranno a crescere. Questo tipo di legame è definito sistema di attaccamento.

Per creare un tipo di attaccamento sicuro, è necessario aver vissuto esperienze che sono state in grado di potenziare e di nutrire l’emotività in accordo con il mondo esterno.

Al contrario, un attaccamento insicuro costituito da scarse attenzioni, assenza di amore, forti aspettative, potrebbe portare difficoltà nel creare relazioni e mancanza di autoregolazione generale.

Come in “Crepacuore” di Selvaggia Lucarelli, chi dipende è convinto della sua scarsa amabilità e sarà attratto da un adulto poco attento e poco affettuoso. In questo modo verrà attivato un circolo vizioso, la vittima penserà di non essere meritevole d’amore e il carnefice (spesso caratterizzato da tratti narcisistici), sopraffatto dalla sete di potere, soddisferà il suo bisogno di controllo e di manipolazione sull’altro.

I narcisisti si presentano sempre con un biglietto molto splendente, ti danno quest’idea di essere l’unica, sempre dal loro punto di vista, quindi l’unica a cui è concesso entrare in certi spazi, l’unica con cui si aprono. Le classiche frasi potrebbero essere queste: ‘Io sono sempre scappata, ma con te…’, ‘Io non ho mai vissuto con nessuno, ma con te…’. Solo un escamotage per farti diventare una crocerossina” ha spiegato Selvaggia Lucarelli.

Come smettere una relazione “Crepacuore”

Come accaduto a quella di Selvaggia Lucarelli, una relazione tossica può volgere al termine.

L’attaccamento morboso per l’altro può essere trasformato in una relazione emotivamente autonoma dove lo stare insieme viene percepito come processo di condivisione e non di tossicodipendenza. Attraverso un percorso di psicoterapia si può imparare a gestire la propria dipendenza affettiva, imparare a riconoscerla, a individuare le cause che l’hanno prodotta e scatenata.

Nello specifico la terapia consiste nel focalizzarsi sulla consapevolezza delle emozioni legate alla paura della solitudine e dell’abbandono. Inoltre, si modifica la tendenza del soggetto nel possedere delle aspettative non realistiche, riconoscendo i propri bisogni e la necessità di avere dei confini personali.

Volevo che chi ha attraversato quello che ho vissuto io si riconoscesse: non è infelicità, è malattia. E guarire è possibile.

Leggi anche: 10 segnali da non sottovalutare per riconoscere una relazione tossica

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

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