giovedì, Dicembre 1, 2022

Amore tossico, quando un rapporto di coppia ci rovina la vita

Una relazione nociva crea malessere e ci impedisce di essere felici. Il partner vittima non riesce a liberarsi da dipendenze affettive, rinunce e manipolazioni. Ma che cos'è un legame tossico e come si sviluppa?

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

L’amore tossico ci assorbe, ci trafigge, ci umilia e ci rade al suolo, è un fenomeno molto comune che causa dolore, ansia e frustrazione in chi lo subisce. Incastrate in una cassaforte di cui solo noi conosciamo la combinazione, ci ritroviamo avvelenate da una persona a cui affidiamo totalmente il peso della nostra vita. Convinte di aver trovato l’amore di un’intera esistenza, ci buttiamo nelle braccia di un individuo che ci spreme fino al midollo e ci risucchia pure l’anima.

L’amore tossico è un male che si insedia viscidamente in una relazione, porta malessere, disfunzionalità e squilibrio cronico. Vivere una storia, appese ad un filo tanto sottile quanto massiccio, ci obbliga a normalizzare i nostri pensieri e credere che quel tipo di controllo-manipolazione sia del tutto normale e faccia parte del percorso amoroso. Molto spesso l’interesse, la curiosità e le emozioni per la persona che ci piace prendono il sopravvento, rendendoci cieche davanti a dei segnali che dovrebbero allarmarci da subito.

Decidere di tagliare la corda che ci stringe la testa e ci soffoca le idee, è difficile, ma non impossibile. Attraverso alcuni accorgimenti, è possibile non farsi raggiungere da queste dinamiche e riconoscere fin dai primi appuntamenti i sintomi di un amore tossico.

Amore tossico: che cos’è e cosa significa

Si parla di amore tossico quando una relazione crea un continuo e costante stato di turbamento, infelicità e frustrazione. Questo tipo di amore avvelena la vita di una (sola) persona all’interno della coppia, che ne subisce il controllo, la manipolazione e il giudizio spregiudicato.

La mancanza di libertà e di autonomia diventano i capisaldi del rapporto, la dipendenza affettiva sigilla l’amore convincendo la vittima ad aspettare tempi migliori per vedere un cambiamento nel proprio partner. Il legame di subordinazione rappresenta il collante che unisce la sofferenza alla passione. Risulta impossibile abbandonare una situazione del genere perché l’interdipendenza instaurata è stata costruita su un vuoto generato nell’infanzia della vittima.

Le persone con queste lacune sperano che l’altro possa riempire la loro mancanza emotiva e sono convinte che il partner le possa salvare da problemi affettivo-esistenziali. Investendo tutte le energie sul manipolatore, i soggetti si indeboliscono e non riescono più a percepire la loro vita senza quella dell’altro.

Si sviluppa una vera e propria dipendenza che porta la vittima a pensare che la sofferenza sia meglio di ritrovarsi ad affrontare una lunga serie di problemi, da sola. Il benessere del partner si antepone a qualunque cosa, anche a costo della propria sanità mentale. L’amore tossico vince su tutto, incancrenendosi alla vita.

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Amore tossico: come si sviluppa

Cadere nella trappola dell’amore tossico è più facile di quanto sembri. Si tratta spesso di rapporti in cui, in apparenza, le persone si trovano bene, c’è grande affinità mentale, attrazione, complicità e spiccato senso dell’ironia. In realtà, queste relazioni sembrano forti perché l’intreccio delle strutture patologiche, di entrambi i membri della coppia, è molto forte. Uno prevarica su l’altro, manipolandolo e lo controllandolo.

La tossicità si traduce in comportamenti che tendono a dominare, sminuire e corteggiare esageratamente l’altra persona. I segnali tipici, di questa relazione, che ci devono immediatamente insospettire sono:

  • Violenza fisica: abuso fisico con calci, schiaffi, pugni e spinte
  • Violenza verbale: svalutazione, sarcasmo e offese
  • Manipolazione e controllo: dominio totale della vita e dei pensieri
  • Litigiosità: lo scopo unico della discussione è smontare le tesi dell’altro e non farlo sentire all’altezza
  • Cambiamenti di ruolo, da vittima a salvatore a persecutore: scambiarsi ripetutamente i ruoli è un gioco continuo che permette di assicurarsi sempre la vittoria mentale sul soggetto dipendente
  • Corteggiamento eccessivo: invadenza, dichiarazioni d’amore e messaggi a volontà

Nell’amore tossico tutto è spinto all’ennesima potenza, è esagerato con gli atteggiamenti del love bombing e con comportamenti possessivi che cercano di confondere la vittima per farla stare perennemente in un clima di ansia, confusione e dubbio.

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Quanti tipi di amore tossico esistono?

All’interno di una relazione tossica possono essere individuati diversi schemi comportamentali:

  • Relazione sado-masochistica: la tendenza masochistica prevede un comportamento speranzoso da parte della vittima che si convince, a causa di maltrattamenti subiti nell’infanzia, di poter ottenere un certo interessamento, solo se è disposti a soffrire. Per la psicanalista Nancy Mc Williams, la personalità autodistruttiva, è tipica di alcune donne, mortificate da piccole, che scelgono partner masochisti.
  • Dipendenza affettiva: i soggetti con questo tipo di dipendenza, investono inevitabilmente sull’altro, entrando in un circolo vizioso, in cui, per soddisfare i propri bisogni si deve sfruttare il partner. Molto spesso, lo sfruttatore è un narcisista che alimenta la sua autostima, danneggiando la parte debole della coppia.
  • Conflitto di potere: entrambi i membri cercano di assumere un ruolo dominante, hanno un legame disperato che sembra sempre di stare sul punto della rottura. I conflitti nascondono contenuti depressivi latenti che portano i soggetti a stare insieme nonostante le lotte di dominio sull’altro.

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Come chiudere con un amore tossico

Liberarsi di un amore tossico è difficile perché provoca dipendenza, dolore e violenza. Staccarsi da un partner che ci intossica non è sempre facile. Essere consapevoli che quella persona ci fa stare male è il primo step di un percorso. Infatti, per porre fine alla relazione, oltre a contattare uno specialista, si devono mettere in atto una serie comportamenti che ci possano aiutare a non cadere nuovamente in questa tossicità.

La prima cosa da fare è eliminare ogni tipo di approccio, dialogo con quella persona attraverso il contatto zero, bisogna interrompere ogni tipo di comunicazione. La seconda cosa è imparare a circondarsi di pensieri positivi, a gratificare se stessi e a fare qualunque cosa ci renda felici. La terza cosa è rimanere coerenti con la decisione presa, dimenticare un amore tossico è faticoso e richiede tempo, in alcuni casi potrebbe subentrare anche la crisi d’astinenza, in cui il nostro cervello comincerà a ricordare e a ripercorrere ogni momento con quella persona.

Dobbiamo tenere sempre a mente che la decisione presa ci aiuterà a migliorare la vita e il rapporto con noi stessi.

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Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

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