giovedì, Giugno 30, 2022

Body shaming, quando il corpo delle donne diventa un bersaglio

In una società in cui si ostenta perfezione e bellezza, il corpo di ogni singola donna viene costantemente preso di mira e bersagliato con il body shaming.

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

Il body shaming è una pratica a metà strada tra l’infantile e l’atavico che colpisce principalmente il corpo delle donne di ogni età. Nessuna è esclusa dal giudizio severo e bigotto di una società che mira a distruggere le persone, accusandole di essere “troppo” o “poco”.

“Sei così magra, mangi, stai bene? Quel vestito non è adatto a te, è parecchio aderente”. Queste sono solo alcune delle frecciatine usate per screditare e demolire la fisicità del sesso femminile.

La derisione del corpo altrui è ormai entrata nell’uso comune, chiunque si sente in diritto di offendere, insultare e condannare. Amplificato dall’utilizzo dei social e dall’impiego perverso e spietato di internet, il body shaming è diventato il mezzo per mettere sotto torchio le donne, ma perché cadiamo spesso nell’irrefrenabile gusto di dovere criticare costantemente il corpo di tutte quelle che vediamo?

Che cos’è il body shaming?

Il body shaming è un’espressione coniata dagli americani e diffusa ormai in tutto il mondo, consiste nel bullizzare una persona, facendola vergognare del suo aspetto fisico.

Il significato delle due parole, body e shaming, letteralmente corpo e vergogna dal verbo to shame, sottolinea l’atto di insultare qualcuno per una caratteristica o una conformazione del proprio corpo. I commenti vengono costruiti attraverso gravità, crudeltà e intensità.

Smagliature, cellulite, chili di troppo, magrezza, peli, acne e macchie sono i principali nemici che il web ama bersagliare e spesso si concentrano in commenti spregevoli e negativi diretti alla malcapitata di turno.

Secondo uno studio di Nutrimente Onlus, chiamato Allarme body shaming, una donna su 2 presa di mira per la propria forma fisica sui social, effettuato su un campione di 4.000 italiani, tra cui uomini e donne dai 18 ai 55 anni, il 48% di soggetti di sesso femminile viene colpito duramente dal fenomeno del body shaming, soprattutto nei periodo caldi, come l’estate e la primavera.

Non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo questo fenomeno ricorre diabolicamente. Basti ricordare che durante le Olimpiadi di Rio del 2016, l’atleta messicana Alexa Moreno, venne definita dai cronisti televisivi, troppo grassa e venne paragonata pubblicamente al maialino dei cartoni animati, Peppa Pig.

Vanessa Incontrada, Sabrina Ferilli, Belen Rodriguez, Britney Spears, Cristina Aguilera, Kate Winslet sono solo alcuni dei nomi di donne prese di mira e criticate semplicemente per avere un fisico diverso.

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Chi soffre maggiormente di body shaming e quali sono le parti colpite

La ricerca condotta dalla Onlus Nutrimente ha registrato che le persone più colpite sono le adolescenti tra i 18 e i 21 anni (circa il 32%). Le giovani soffrono particolarmente per i difetti del proprio corpo, soprattutto se notati dai loro coetanei e paragonati con le persone famose.

Al secondo posto, ci sono le ragazze tra i 25 e i 32 anni (circa il 27%) che si tormentano per le critiche ricevute dai ragazzi e dalle amiche. Le donne tra i 33 e i 45 anni (circa il 21%) invece, si angosciano e provano imbarazzo per i segni dell’invecchiamento, come le rughe o le macchie sul viso, la magrezza e la cellulite.

Le parti del corpo che vengono maggiormente prese di mira sono le gambe, 48%, avere cosce formose comporta prese in giro ed insulti quotidiani. Al 45% troviamo la pancia, molte donne soffrono per i cambiamenti dovuti all’avanzare dell’età e al gonfiore. Il fondoschiena registra un 41% ed è percepito come un vero e proprio difetto da coprire e, in alcuni casi, eliminare.

Per le teenager, i fianchi rappresentano un punto delicato del loro corpo da tenere sempre sotto osservazione, per le over 40, invece, le braccia esprimono imbarazzo ed insicurezza.

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Body shaming: un trend in continua crescita

Non si arresta il fenomeno del body shaming che continua a punzecchiare inesorabilmente e sadicamente le sue vittime. Nei giorni scorsi, l’attrice e la presentatrice spagnola Vanessa Incontrada, è stata spintonata e scaraventata, senza neanche saperlo, sul ring delle offese pubbliche.

Criticata per aver pubblicato una foto che la ritraeva durante un’attività sportiva, l’attrice è stata aspramente rimproverata per tenersi semplicemente in forma. É stata inondata di commenti negativi che volevano solo screditarla e giudicarla del fatto che, chi è curvy non può in alcun modo, prendersi cura del proprio corpo e stare in salute.

Già in passato, la paladina della body positivity, a seguito delle continue offese, si era prestata, per placare le opinioni degli haters e per rispondere con un messaggio tutto personale al fenomeno, ad una campagna lanciata su Vanity Fair, in cui decise di posare nuda e di mostrare tutte le imperfezioni che un corpo femminile può e deve avere, senza dover provare vergogna o essere vittima di prese in giro.

Tutti mi volevano diversa ma la realtà è che la perfezione non esiste, esistono le persone, ad alcune puoi piacere e ad altri no, ma ciò che conta è accettarsi per quella che si è.

Le parole di Vanessa sottolineano un’ideale di accettazione che ogni donna dovrebbe avere, svincolarsi dagli schemi rigidi che ci impone la società, ci consente di fregarcene dei canoni estetici e di rispettarci e amarci finalmente per quello che siamo.

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Che cos’è la body positivity

La body positivity è un movimento, nato negli ultimi anni, che parla di accettazione, valorizzazione e amore per il proprio corpo. Avere un atteggiamento positivo significa eludere gli schemi convenzionali che ci impone la società, è una sfida contro i pregiudizi e gli stereotipi che si alimentano intorno a noi.

Il termine in questione nasce tra il 2010 e il 2011, grazie ai numerosi post di donne oversize che celebravano a testa alta, senza vergogna, il proprio corpo. Con il passare del tempo la body positive ha assunto però un significato diverso, ovvero quello di trasmettere un messaggio positivo a chi ha un corpo che non rispetta gli standard globali.

Una proclamazione di se stessi per essere considerati, per stare al mondo e per non doversi più nascondere. La body positivity vuole portare le persone a vivere in armonia con il proprio fisico, qualunque sia la sua forma e il suo peso.

Perché critichiamo il corpo delle donne?

Nella società della diet culture e della bikini body, non c’è spazio per un corpo libero. Ogni fisico deve essere marchiato, etichettato e bollato per essere considerato conforme al modello standard. L’ideale di bellezza è ormai contrassegnato dalle sole parole di bello e brutto, non esiste altro, non esistono sfumature, c’è solo un prototipo che viene portato avanti, quello del corpo fantoccio.

Il valore, l’accettazione e l’importanza che diamo al nostro aspetto sono solo nostri, non sono precetti che devono essere autorizzati e approvati dalla società. I commenti e le critiche maligne vanno in ogni modo aboliti, ogni corpo è e si deve sentire libero di essere, senza dover dare spiegazioni o chiedere il permesso ad una collettività in cui predominano solo particolari forme fisiche.

Non esiste un caso specifico, il body shaming riguarda qualsiasi corpo che non si allinea all’immagine veicolata, soprattutto dai social. La tendenza alla critica nasce dalla mancanza di autostima, dalla scarsa accettazione di sé, dalla predisposizione, praticata senza alcun filtro, di guardare il corpo degli altri e dalla tendenza a paragonarsi cronicamente con chi ha un fisico diametralmente opposto al nostro.

I modelli di bellezza non sono reali e dietro ogni aspetto fisico, c’è una storia, una scelta e un vissuto che nessuno deve giudicare.

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Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

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