Water square, la soluzione agli allagamenti in città

Non solo una fontana, ma anche un ritrovo cittadino, un luogo pubblico, un arredo urbano: ecco cos'è una water square.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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Le bizzarrie dei cambiamenti climatici hanno portato negli ultimi anni a repentine e massicce precipitazioni che inondano le città causando danni e allagamenti: le water square, o piazze d’acqua, entreranno a far parte dell’arredo urbano assolvendo alla duplice funzione di drenare l’acqua in eccesso dovuta ai rovesci e a preservarne in quantità per i periodi di siccità.

Ma cos’è una water square e quali sono le sue principali caratteristiche?

Una piazza-fontana

La water square è fisicamente una sorta di piazza cittadina disegnata per essere sommersa e per raccogliere l’acqua nell’eventualità di pesanti precipitazioni, convogliando l’acqua in eccesso in appositi bacini sotterranei di decantazione, in comunicazione con l’impianto fognario della città e con depositi di stoccaggio.

Non solo le piogge che si abbattono sulle città oggi sono sempre più intense, ma la presenza di barriere architettoniche antropiche sul suolo, come cemento ed edificazione eccessiva, fanno sì che l’acqua non possa infiltrarsi nel terreno, e dando quindi luogo a vere e proprie inondazioni che sempre più spesso popolano la cronaca mondiale legata ai cambiamenti climatici.

La pioggia che cade sulle vie e sui tetti circondanti le water square sono direzionate, tramite un sistema di canalizzazione sotto il livello del manto stradale, prima attraverso un impianto di filtraggio e trattamento e poi in piscine sotterranee – water chamber – dove l’acqua può essere via via assorbita dal terreno, oppure immessa nei canali di irrigazione della campagna circostante.

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L’esempio di Rotterdam e Montreal

Grazie alle water square è possibile non solo drenare le acque in eccesso, evitando che si riversino sulle strade, ma anche creare uno spazio urbano polifunzionale d’incontro.

Il primo esperimento di water square è stato fatto a Rotterdam, nei Paesi Bassi, già nel 2013: si tratta della ormai ben nota Benthemplein square, che può raccogliere l’equivalente di metri cubi d’acqua contenuti in una piscina olimpionica, circa 1,7 milioni di litri.

Quando non piove e la piazza è asciutta, sulla sua superficie è possibile giocare a basket, ritrovarsi nell’anfiteatro di gradoni, fare una passeggiata lungo i camminamenti, o ancora esercitarsi sullo skateboard in un apposito skatepark ricavato nella conformazione della piazza stessa, sfruttando i tubi di acciaio inossidabile per l’acqua come rampe di lancio, e persino pattinare se ghiaccia. La piazza ospita anche eventi teatrali e concerti, nella sua poliedrica funzionalità.

La Place des Fleurs-de-Macadam, a Montreal è un’eccellente esempio di pratica urbanistica innovativa, dov’è possibile vedere con i propri occhi il processo di gestione e del trattamento delle acque piovane.

Le water square e le smart city

I vantaggi delle water square sono immediatamente percepibili: aggiungono un valore estetico ai centri urbani, riqualificando spesso zone abbandonate o fatiscenti, creano uno spazio di ritrovo e divertimento per grandi e piccini, gestiscono le masse d’acqua in eccesso, scongiurando il rischio di allagamenti.

Ma non è tutto: rendendo visibile la dinamica dei fluidi a tutti, fungono anche come elemento educativo del territorio, potendo persino suggerire il meteo agli abitanti della zona che sapranno anche solo guardando il livello dell’acqua contenuto nella piazza se sia un periodo fortemente piovoso o molto secco.

Naturalmente, per essere progettate nel migliore dei modi, devono essere inserite all’interno della pianificazione urbana: per costruirle, infatti, servono imponenti opere di fondazione, in cui i livelli dei bacini e dei canali di raccordo devono essere studiati al millimetro.

Tuttavia le water square entreranno per diritto all’interno delle smart city del domani, coniugando la funzione estetica a quella del recupero e della gestione delle acque, aspetto importantissimo per la salvaguardia del pianeta.

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Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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