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Un’eredità di pace e comprensione, Liliana Segre incontra per l’ultima volta i giovani

In primavera la Senatrice a vita incontrerà gli studenti presso Rondine Cittadella della Pace, passando loro il testimone in un evento di rilevanza mondiale.

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Quando i discendenti dell’odio si incontrano, ci sono due strade percorribili. La prima, quella scelta da molti, è la strada della vendetta: un rancore così profondo da tramandarsi di padre in figlio insieme con il sangue esige giustizia. La seconda è quella della comprensione: rendersi conto che due torti non fanno una ragione, che mettersi al posto del carnefice non cancella il dolore subito dalle vittime, che scoprire l’umanità dietro entrambe le fazioni è l’unica via percorribile per una pace duratura. È questa la strada scelta da Rondine, Cittadella della Pace, un’organizzazione impegnata da oltre vent’anni nella riduzione dei conflitti armati nel mondo, che ha fondato la sua missione su una strategia unica: la convivenza. L’associazione, che ha sede in un borgo alle porte di Arezzo dove il tempo sembra essersi fermato, ospita uno Studentato Internazionale – World House che accoglie giovani provenienti da paesi teatro di conflitti armati o post-conflitti e li aiuta a scoprire la persona nel proprio nemico attraverso la convivenza quotidiana. In questo modo i giovani leader “nemici”, che provengono dai luoghi di guerra, diventano leader globali di pace,

Non è un caso se la Senatrice a vita Liliana Segre affiderà proprio alla Cittadella della Pace la sua eredità culturale di memoria e speranza in un evento di rilevanza mondiale.

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Il messaggio di Liliana Segre: ricordare il dolore senza vendetta

La prossima primavera Liliana Segre incontrerà per l’ultima volta studenti provenienti da tutto il mondo per passar loro il testimone: saranno le nuove generazioni a portare avanti il messaggio per cui ha combattuto per oltre 30 anni. Molti la conoscono come una sopravvissuta: lei è tornata viva dall’orrore della Shoah, ne ha vissuto l’inferno e ne è uscita senza soccombere. Ma la forza del suo messaggio è che non si è limitata a portarsi dietro le cicatrici di una delle più profonde ferite nella storia dell’umanità. Liliana Segre ha scelto anche lei la strada della comprensione, che non vuol dire dimenticare ma insegnare, prendere atto e non farsi carnefice, spezzare il ciclo della violenza. Il giorno della sua liberazione, al termine della cosiddetta “marcia della morte”, rinunciò a farsi giustizia e a uccidere il proprio aguzzino. Sempre lei è stata una sostenitrice della Cittadella della Pace sin dalla sua fondazione, facendo da sua portavoce in occasione di diversi progetti.

I ragazzi ospiti della Cittadella della Pace approfondiscono legami di amicizia con i loro “nemici”.

L’evento per lasciare al mondo un’eredità di pace e comprensione

Proprio in uno dei sui ultimi incontri con gli studenti la Segre ha dichiarato di star cominciando a sentire che le restano ormai pochi anni da vivere. Davanti a questa consapevolezza, decidere a chi lasciare la propria eredità è un gesto naturale, se non fosse che nel suo caso si tratta di un lascito che è importante condividere con il mondo intero perché la storia non si ripeta. L’annuncio è arrivato in diretta TV a “Che tempo che fa”, dove la Senatrice ha mostrato pubblicamente il suo sostegno per il lavoro dell’organizzazione:

Ho degli amici speciali da una ventina d’anni che stanno in un posto che si chiama Rondine, un gruppo di persone che nel piccolo paesino ha realizzato uno studentato per amici-nemici. Qui convivono serbi e croati, israeliani e palestinesi, tutsi e hutu, ragazzi provenienti da territori in conflitto. In questo luogo meraviglioso in cui si parla di pace, espressione di quello che spero nella mia vita di poter vedere.

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L’impegno di Rondine: la convivenza pacifica come unica soluzione possibile ai conflitti

Liliana Segre in visita alla Cittadella della Pace.

Ma cosa vuol dire trasformazione creativa dei conflitti? Secondo Franco Vaccari, fondatore e presidente di Rondine, vuol dire imparare a convivere in maniera pacifica riscoprendo la persona nel proprio “nemico”, trasformando i sentimenti ostili e di odio in una relazione di amicizia basata sulla comprensione. Sarà questo il focus dell’evento ─ che non a caso avrà luogo in primavera, stagione simbolo della rinascita ─ al quale parteciperanno giovani da tutto il mondo e rappresentanti delle istituzioni e delle autorità. L’evento, inoltre, si incrocerà con la campagna globale “Leaders for Peace”, lanciata dalla stessa Rondine alle Nazioni Unite a New York un anno fa, che coinvolge un gran numero di paesi uniti sotto un appello di pace già sostenuto da Papa Francesco e Sergio Mattarella e firmato da Giuseppe Conte.

È lo stesso Vaccari a sottolineare perché è così importante che l’iniziativa abbia una portata storica:

Liliana è un ‘bene comune’ troppo grande per essere accolto unicamente da Rondine. Come i beni comuni più preziosi, questa eredità la accoglieremo insieme ad altri, formeremo un comitato a livello nazionale dove soggetti pubblici e privati concorreranno al successo dell’operazione. Abbiamo già le prime entusiastiche disponibilità.

La Senatrice parlerà anche al Parlamento Europeo nella data di domani per presentare l’evento.

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di Marianna Chiuchiolo

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