mercoledì, Ottobre 20, 2021

Trump, per la prima volta Facebook gli rimuove un post

Una notizia del Presidente USA su Facebook sul coronavirus, giudicata falsa dall’azienda di Zuckerberg, per la prima volta è stata rimossa dal social.

Luca Tartaglia
Classe 88. Yamatologo laureato in Lingue Orientali, specializzato in Editoria e Scrittura, con un Master conseguito in Diritto e Cooperazione Internazionale. Ama dedicarsi a Musica e Cultura, viaggiare, “nerdeggiare” e tutto ciò che riguarda J. J. R. Tolkien

Dopo Twitter, anche se non direttamente, ora anche Facebook rimuove un post di Trump dalla sua piattaforma giudicandolo “fake news”. Addirittura, notizie considerate dal gigante californiano “dannose” sul coronavirus. Il post del Presidente USA conteneva parte di una sua intervista a Fox News in cui Trump sosteneva che i giovani fossero”quasi immuni” alla malattia. Affermazione che è dimostrato essere non veritiera, nonostante una minore incidenza di casi da Covid-19 tra i giovani. Il portavoce di Facebook Andy Stone ha diffuso un comunicato difendendo l’azione di Facebook nei confronti del POTUS (President of the United States) con la motivazione specifica che:

Il video include false affermazioni secondo cui un gruppo di persone sarebbe immune da COVID-19, il che costituisce una violazione della politica di prevenzione della disinformazione su Facebook.

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Social in “guerra” contro Trump

Era nell’aria questa necessità di Facebook di adottare una politica più rigida riguardo le fake news, anche se provenienti dalla Casa Bianca. Specialmente dopo che Twitter si era mosso molto più rapidamente e incisivamente nell’impedire la diffusione, in particolare sul coronavirus, di notizie false. Una “battaglia” iniziata in primavera che ha visto diversi scambi tra Trump e Twitter, dove quest’ultima più volte aveva bloccato e richiesto il fact-checking di alcune affermazioni del Presidente USA. La stessa cosa era successa nei mesi scorsi nei confronti del movimento Black Lives Matter, in seguito alla morte di George Floyd e lo scoppio delle proteste antirazziste. Proprio una parte della classe dirigente di Facebook si era sollevata allora in modo critico verso il CEO Zuckerberg sull’approccio da tenere riguardo la gestione social in considerazione delle proteste contro il razzismo. Soprattutto in seguito a video e dichiarazioni ritenute false o che istigassero alla violenza, diffuse sul social network dal presidente statunitense (e altri account a lui collegati).

Pandemia ancora in atto, e nessuno ne è immune

Rispetto al suo post e al fatto che i bambini fossero praticamente “immuni” Trump ha fatto una moderata “marcia indietro” in una conferenza stampa poche ore dopo il suo post riguardo le affermazioni sul coronavirus. Poi, riguardo sempre i bambini, ha accusato i democratici di non voler riaprire le scuole a fini politici e che le misure adottate dalla sua amministrazione contro la pandemia si fossero rivelate un successo portando ad una regressione del contagio. Non sappiamo quanto questi sia vero. Anche perché solo ieri gli States hanno registrato 1.302 nuovi decessi per coronavirus. Quindi un totale di vittime negli USA, che ricordiamo essere il paese più colpito al mondo dalla Covid-19, di quasi 157 mila persone. Nella giornata di ieri hanno si sono registrati 53.847 nuovi casi di contagio, per un bilancio totale ufficiale di quasi 4,77 milioni di casi.

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Luca Tartaglia
Classe 88. Yamatologo laureato in Lingue Orientali, specializzato in Editoria e Scrittura, con un Master conseguito in Diritto e Cooperazione Internazionale. Ama dedicarsi a Musica e Cultura, viaggiare, “nerdeggiare” e tutto ciò che riguarda J. J. R. Tolkien

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