martedì, Settembre 22, 2020

Treedom, la start up che pianta alberi per il Pianeta con il tuo aiuto

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Oltre 600.000 alberi piantati in America Latina, Africa, Asia e Italia da quando Treedom, startup fondata nel 2010, ha lanciato l’ambizioso progetto di riforestazione del Pianeta. Ideatori della piattaforma sono due amici fiorentini, Federico Garcea e Tommaso Speroni. L’idea nasce una sera giocando a Farmville, un social game di Facebook in cui l’utente è impegnato a creare una propria fattoria virtuale della quale prendersi cura. Ad un certo punto si sono detti: se ci sono milioni di persone che come noi si divertono a piantare alberi per gioco, perché non farlo nella vita reale? Così ecco Treedom, l’unico e-commerce che vende alberi. La piattaforma dà agli utenti la possibilità di scegliere il proprio albero direttamente dal sito, acquistarlo, piantarlo a proprio nome e seguirne la crescita online. Le piante vengono curate da contadini locali e contribuiscono a produrre benefici ambientali, sociali ed economici per le comunità che se ne occupano. Spiega Federico Garcea in un’intervista all’Huffington Post:

“L’utilità del progetto risiede nel dare a migliaia di contadini l’opportunità di farsi finanziare la piantumazione di alberi da frutto, che nel tempo offriranno nutrimento ed opportunità di guadagno, o alberi utili all’ecosistema locale, ad esempio per contrastare la desertificazione o per essere ripiantati a seguito di fenomeni di deforestazione”.

Grazie a tale business model, Treedom fa parte dal 2014 delle Certified B Corporations, il network di imprese che si contraddistinguono per elevate performance ambientali e sociali. Leggi anche: Sfridoo, la startup che trasforma gli scarti industriali in materie prime

Perché piantare un albero con Treedom

Federico Garcea e Tommaso Speroni, fondatori di Treedom.

“C’è un eschimese in mezzo ai ghiacci, un beduino in pieno deserto e un polinesiano in alto mare. Tutti e tre stanno piantando un albero. La mission di Treedom è far sì che questa non sia una barzelletta”.

La piattaforma ha avuto un gran successo. Ma bisogna piantare ancora. Sul sito web ufficiale, Treedom divulga i risultati di un’importante ricerca svolta da un team di esperti del Politecnico di Zurigo, dove vengono fornite stime e numeri sul potenziale valore degli alberi. Lo studio, The global tree restoration potential ovvero Il potenziale di ripristino globale degli alberi, ha rilevato che ci sono 1,7 miliardi di ettari di terra nuda su cui potrebbero crescere alberi. Una superficie che rappresenta l’11% delle terre emerse, all’incirca la superficie di Stati Uniti e Cina sommate insieme. Dall’analisi sono state escluse le aree urbane e i campi utilizzati per le coltivazioni ad uso alimentare. Sono stati invece incluse le aree adibite al pascolo, dato che ovini e bovini potrebbero convivere con la presenza di alberi. Ma è urgente intervenire in tempi rapidi. La quantità di terra disponibile per la riforestazione diminuisce con l’aumento delle temperature medie globali. Anche se il riscaldamento globale fosse contenuto a solo 1,5 gradi entro il 2050, circa 1/5 dell’area disponibile per la riforestazione individuata dallo studio andrebbe perduta, perché ormai troppo calda ed inadatta alla messa a dimora di nuovi alberi. Le parole di Tom Crowther, uno degli autori senior dello studio:

“Il nostro studio mostra chiaramente che il ripristino delle foreste è la migliore soluzione oggi disponibile per scongiurare il cambiamento climatico”.

I Paesi che piantano con Treedom: un viaggio nel Sud del mondo

Treedom è presente in Africa, Asia, America del Sud e Italia. Con la sua attività di piantumazione degli alberi l’azienda ha sposato gli obiettivi dello sviluppo sostenibile auspicato dalle Nazioni Unite per porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e garantire prosperità per tutti. Treedom finanzia direttamente piccoli progetti agroforestali, diffusi sui territori. La filosofia è quella di realizzare ecosistemi sostenibili e permettere a migliaia di contadini di far fronte ai costi iniziali della piantumazione di nuovi alberi. Le scelte di volta in volta sono in relazione alle specifiche caratteristiche e necessità di ogni area di progetto e le specie arboree piantate sono native o in rispetto della biodiversità dei territori. In Nepal ad esempio dal settembre del 2017 è iniziato un progetto che prevede la piantumazione e la coltivazione biologica di 12.000 alberi per promuovere le attività dei piccoli produttori di caffè, la cui coltivazione è molto redditizia per l’economia locale. In Senegal i contadini coltivano alberi da frutto e forestali, con l’obiettivo di rimboscare le aree deforestate. In Thailandia l’attività di Treedom è concentrata nelle valli della zona collinare del nord-ovest dove il clima è caldo tutto l’anno. L’obiettivo del progetto in questa zona è contribuire a realizzare un’alternativa ad una pratica agricola, molto diffusa, chiamata slash and burn, taglia e brucia, e farlo introducendo invece pratiche agroforestali sostenibili, biologiche e stanziali. E così, per ognuno dei 14 Paesi in cui opera, Treedom realizza progetti ad hoc a sviluppare, mantenere e rendere autonome le comunità che vi abitano.

Il progetto in Italia

Oltre a finanziare progetti presso comunità rurali nel sud del mondo, Treedom ha realizzato anche in Italia progetti a forte valenza sociale. Ad oggi si contano 24.072 alberi piantati, 1.416 contadini impegnati, decine di ettari di terreni messi a coltura, centinaia di volontari da tutta Italia e diverse cooperative sociali che collaborano sul territorio. Sono attivi tre progetti che coinvolgono zone disagiate con disoccupazione altissima, forte abbandono scolastico e mancanza di servizi sociali, con elevati rischi per i ragazzi che ci vivono. Niccolò, agronomo di Treedom, scrive sul diario di viaggio che condivide con gli utenti della piattaforma:

“Proprio mentre mettevamo a dimora un bellissimo pero, in memoria delle vittime di Bruxelles, ho realizzato ancora una volta quanto sia potente ed efficace l’atto di piantare un albero, come simbolo di speranza e crescita: piantiamo un albero perché intimamente sappiamo che un giorno quell’albero fiorirà e darà buoni frutti”.

Il suo resoconto sui risultati italiani è entusiasmante. In Sicilia Treedom ha collaborato con Libera Terra per finanziare il progetto di un agrumeto, con la cooperativa Beppe Montana, per riqualificare i territori confiscati alla criminalità organizzata promuovendo la coltivazione biologica. Gli aranci e gli ulivi piantati nei terreni appartenuti a Cosa Nostra hanno contribuito alla creazione di una filiera sostenibile di produzione e di commercio di prodotti di alta qualità. A Chiaiano, vicino Scampia, con il sostegno di Geico, Treedom ha piantato 3100 alberi e ha dato lavoro a circa 40 ragazzi. “I filari di peschi Zengara nera, prugne Zuccarine, ciliegi, ulivi e limoni ridanno valore e dignità ad una terra che fino a pochi anni fa era in mano alla camorra”. Adesso è un luogo di ritrovo e di reinserimento dove lavorano volontari, ex tossicodipendenti e detenuti che hanno deciso di scontare i loro ultimi mesi di pena contribuendo alla riqualificazione di quel territorio, producendo vino, marmellate e limoncello. Ad Ottaviano, sul Vesuvio, ai confini del Parco Nazionale, la Cooperativa Sociale Ottavia lavora con i ragazzi diversamente abili piantando alberi di meli, albicocchi, gelsi e azzaruoli. Decine di ettari di terreni sequestrati al boss della camorra Raffaele Cutolo e ora restituiti al Comune di Ottaviano. Non è semplice spiegare in poche righe il valore del progetto di Treedom. Per questo deleghiamo alla loro ultima iniziativa l’onere di stupirvi.

Il video che produce ossigeno: ogni 1000 visualizzazione Treedom pianterà un albero per gli utenti. Guardalo anche tu. Leggi anche: Luca Parmitano lancia l’allarme per il riscaldamento globale: “Ho visto deserti avanzare e ghiacciai sciogliersi”   Di Elza Coculo

Elza Coculo
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Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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