domenica, 7 Agosto 2022

The Line, 170 km di città lineare e senza inquinamento

Senza macchine, senza strade e senza emissioni: la città del futuro potrebbe vedere la luce già alla fine di questo decennio.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

Viene definita una rivoluzione della civilizzazione e controverte tutte le definizioni di città sinora conosciute: si chiama The Line ed è un centro abitato lungo 170 km in via di costruzione in Arabia Saudita, nella provincia di Tabuk.

Un nuovo futuro dell’edilizia

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Un progetto avveniristico che potrebbe vedere la luce già entro il 2030 e che si basa sul concetto di Zero Gravity Urbanism, supervisionato dalla NEOM, società nata nel 2019 con il preciso intento di costruire città stratificate verso l’alto, investendo oltre 500 miliardi di dollari provenienti dal Public Investment Fund. Ma c’è chi ipotizza che ci vorranno più di 50 anni per realizzarla e oltre 1 trilioni di dollari per costruirla!

Comunque, già dal nome si capisce l’entità e l’audacia dei progetti della compagnia: NEOM infatti deriva dalla crasi delle parole NEO – nuovo e la M di mustaqbal, che in arabo significa futuro.

NEOM è anche il nome di un distretto commerciale proprio nella provincia di Tabuk, dove il principe ereditario Mohammed bin Salman vuole concentrare gli sforzi per arrivare primo al mondo nella lotta contro le emissioni di carbonio, dando vita a progetti come le città di OXAGON, centro manifatturiero galleggiante, e di TROJENA, città turistica in montagna, oltre alla società ENOWA, che si occupa di idrogeno e risorse rinnovabili.

E sottolinea:

I progetti per le comunità a strati verticali della città metteranno alla prova le tradizionali città piatte e orizzontali, creando un modello per la conservazione della natura e una migliore vivibilità umana. The Line affronterà le sfide che l’umanità deve fronteggiare nella vita urbana e farà luce su modi di vivere alternativi”.

Leggi anche: Edifici nZEB, cosa sono e quali caratteristiche devono avere

La struttura di The Line

Immaginate di prendere un quartiere, un rione, una città e di consolidarli all’interno di una struttura cinta da due lati lunga 170 km, alta 500 m e larga appena 200 metri, capace di rispettare al massimo l’ambiente e di permetterne il naturale sviluppo: The Line sarà la prima città ad ospitare 9 milioni di cittadini in appena 34 chilometri quadrati. Il vantaggio di un simile serpentone? La riduzione drastica delle emissioni di anidride carbonica.

Il rivestimento esterno di The Line sono due lunghissime facciate specchiate che assolvono a diversi compiti: in primo luogo mantengono la temperatura all’interno delle pareti generando un microclima gradevole anche grazie alla naturale ventilazione che deriva dalla struttura stretta e lunga della città. In secondo luogo isolano la struttura dalla natura circostante, minimizzandone l’impatto visivo e ambientale anche dall’esterno.

Per quello che riguarda l’approvvigionamento di energia, The Line sarà alimentata esclusivamente da fonti energetiche rinnovabili, principalmente pannelli solari.

La vita nella città verso l’alto

Lunga 170 km, “The Line” sarà la prima città lineare al mondo

The Line è progettata per essere percorsa da un capo all’altro in appena 20 minuti, senza bisogno di dover prendere la macchina, ma grazie a un sistema di trasporto pubblico efficientissimo e rapidissimo, con treni ad alta velocità.

La vita all’interno della città senza strade è organizzata in comunità che vivono su tre dimensioni, in modo che ogni cittadino possa spostarsi facilmente da casa a lavoro o nei luoghi di ritrovo del vicinato in 5 minuti, rigorosamente a piedi secondo il principio di iperprossimità, grazie a un sistema di passerelle, scale e ascensori che permettono di raggiungere i differenti livelli di altezza del “grattacielo orizzontale”.

Non mancano certo gli svaghi e le attrattive: al sicuro, tra le pareti di The Line, prenderanno posto uno stadio collocato a 300 metri di altezza, un porticciolo turistico, ma anche parchi, laghetti e giardini verticali.

Gli edifici saranno tutti dotati di tetto verde e di strutture per promuovere l’agricoltura verticale.

Tutte le tecnologie concentrate per centrare il goal net zero

Ma The Line non è solo un progetto avveniristico, è anche una fucina e un banco di prova per tutte le idee green che dovranno rivoluzionare il mondo.

A partire dall’intelligenza artificiale che monitorerà e coordinerà tutte le attività della città verticale, The Line farà in modo di sviluppare il benessere e la salute dei propri inquilini, riducendo al minimo le emissioni provenienti dalla vita urbana.

La natura prima di tutto, certo, ma comunque la struttura sarà in grado di generare oltre 380.000 posti di lavoro e aumenterà il PIL saudita di 48 miliardi di dollari.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

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