mercoledì, Settembre 30, 2020

Squali in Italia, nel 2020 moltissime le segnalazioni sulle nostre coste

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, 33 anni, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

È una delle creature più antiche e più longeve del nostro pianeta, capace di popolare i mari di tutto il mondo e gli incubi di tante persone: è lo squalo di cui ne esistono innumerevoli specie. I suoi avvistamenti sulle coste del Mediterraneo destano curiosità e interesse, per via della rarità dell’evento.

Nel 2020 le segnalazioni di squali in Italia sono state particolarmente abbondanti, complice probabilmente il lockdown dovuto all’epidemia di covid-19 e la conseguente riduzione dell’attività antropica sulle coste.

Da sud a nord, nelle acque cristalline di Lampedusa, Messina, Catania, Soverato, Pozzuoli, Olbia, fino ad arrivare sulle coste del mar Ligure e persino nei golfi dell’Adriatico, gli squali sono tornati ad affacciarsi sulle rive italiane.

E se da una parte c’è chi teme follemente la remota possibilità di imbattersi in uno squalo, i ricercatori e i biologi marini salutano ogni avvistamento come una benedizione.

Squali nel mediterraneo, le specie più diffuse e le razze di squali in Italia

A discapito del loro aspetto terrificante e ancestrale, la presenza degli squali nei nostri mari è estremamente importante.

Questi giganti dell’acqua salata si collocano infatti al vertice della catena alimentare e sono indispensabili per mantenere l’equilibrio degli ecosistemi.

Delle oltre 500 specie di squali esistenti al mondo, 47 abitano il Mediterraneo e sono caratterizzate da abitudini e habitat molto diversi tra loro. Inoltre, alcune di queste sono “di passaggio”, ovvero solcano il Mediterraneo solo per brevi periodi o solo in particolari condizioni climatiche.

Tra le specie più comuni ci sono la verdesca, o squalo azzurro che si trova con grande facilità nell’Adriatico. Anche se quasi del tutto innocua per l’uomo e abbastanza prolifica, questa specie è ad alto rischio di estinzione a causa della caccia ai suoi danni per le pinne particolarmente gustose. Ama gli spazi del mare aperto dove però scarseggia il cibo: gli attacchi ai sub in zone pelagiche sono dovuti a questo motivo.

Verdesca
Una verdesca.

Meno frequente il Mako, un predatore molto pericoloso, dal muso “cattivo”: nell’immaginario collettivo, foraggiato anche dalla scelta di Steven Spielberg di utilizzarlo per il suo film “Lo Squalo”, identifica tutta la categoria dei grandi pesci cartilaginei.

Il grande squalo bianco del Mediterraneo, che curiosamente è più simile allo squalo dell’oceano Pacifico che a quello dell’Atlantico, è ancora più raro, ma gli avvistamenti non mancano.

Si trovano poi nelle acque del Mediterraneo squali di piccole dimensioni, abbastanza pacifici: lo squalo toro, dal corpo tozzo e goffo, lo squalo volpe, che può raggiungere i 6 metri e che stazione di fronte alle coste africane e lo squalo bronzo, che deve il suo nome alla sua colorazione.

Gli avvistamenti in Italia e lungo le coste mediterranee

Durante la primavera di quest’anno, se l’uomo e la sua specie è stata costretta a rimanere in casa a causa del corona virus, gli squali si sono presi maggiori libertà, facendosi scorgere ben più frequentemente rispetto al passato

Squalo elefante

squalo elefante
Uno squalo elefante.

Il cetorino o squalo elefante o pellegrino si è spinto fin sotto le coste malacitane in Spagna: è uno degli squali più grandi esistenti al mondo, secondo solo allo squalo balena. Ben 15 gli avvistamenti che lo hanno visto protagonista la scorsa primavera nel mar Mediterraneo.

Squalo bianco

Squalo bianco e sub
Un selfie con lo squalo bianco.

Il 23 maggio 2020 è stata avvistata da due pescatori una femmina di squalo bianco lunga 5 metri a largo di Lampedusa. Il video del passaggio vicino all’imbarcazione degli increduli naviganti andrà ad alimentare la Banca Dati Italiana sullo Squalo Bianco, una raccolta di tutti gli avvistamenti nel Mediterraneo del predatore più feroce dei mari che contiene già oltre 600 segnalazioni nell’arco di due secoli.

Lo squalo bianco è infatti un antichissimo abitante del Mare Nostrum, da oltre 3,2 milioni di anni, ma si trova ormai a rischio di estinzione.

La zona preferita di riproduzione di questi giganti nel Mediterraneo è compresa tra la Sicilia, Malta e la Tunisia.

Mako

Mako
Un mako.

Tra tutti gli avvistamenti, va purtroppo segnalato anche il triste epilogo del mako rimasto incastrato in alcune reti nel golfo di Catania.

Come mai così tanti avvistamenti quest’anno?

Di certo la stagione migliore per osservare gli squali è la primavera, quando il mare è ricco di nutrienti portati dalle precipitazioni invernali.

La primavera 2020, tuttavia, è stata particolarmente fortunata per due fattori principali.

Come anticipato, una delle ragioni di tutti questi avvistamenti risiede nella riduzione del traffico marittimo dovuto al lockdown. Le attività costiere, sia turistiche che commerciali, hanno subito un netto decremento, permettendo al mare e ai suoi abitanti di riprendere un ritmo naturale.

Il secondo fattore determinante, secondo quanto riportano gli studiosi, è stato l’abbattersi sul Mediterraneo della burrasca Gloria, proveniente dall’Atlantico. Questo fenomeno avrebbe favorito la proliferazione del plancton, a cui corrisponde un aumento della presenza di grossi pesci che ne vanno ghiotti.

Bisogna aver paura degli squali?

Delle oltre 45 specie che popolano i nostri mari, solo 15 vengono individuate come potenzialmente pericolose per l’uomo. Tuttavia sono animali schivi, che preferiscono tenersi lontani dal movimento e dalle barche

Si stima che sia più probabile essere colpiti da un asteroide o da un fulmine. Gli attacchi ai danni dell’umano sono rarissimi e il più delle volte sono a carico dei surfisti, che vengono scambiati per foche. 

Lo squalo infatti tende ad “assaggiare” la preda: ecco perché il più delle volte le ferite sono riportate agli arti. Il pericolo maggiore in caso di attacco è il dissanguamento e la setticemia, ma sono pochissimi i casi in cui lo squalo uccide direttamente l’uomo.

Come comportarsi se si avvista uno squalo?

A seconda delle situazioni, i comportamenti da adottare in presenza di uno squalo sono dettati dal buon senso.

  • Se ci si trova in acqua e si avvista una pinna o un movimento sospetto, meglio rientrare sulla riva il prima possibile, evitando movimenti troppo frettolosi, per evitare di innervosire l’animale
  • Se si è lontani da riva, la soluzione migliore è nuotare in direzione opposta allo squalo: l’uomo non è una sua preda naturale, perderà interesse se non sollecitato
  • Gli squali non amano gli scogli, che forniscono un ottimo rifugio per eventuali prede
  • Gli studiosi consigliano, in caso di contatto ravvicinato, di colpire lo squalo sul muso: una botta secca sul naso lo stordisce a sufficienza per desistere, ma bisogna considerare la paura e soprattutto che, in mare, i nostri movimenti sono impediti dall’acqua e risultano meno efficaci.
  • Segnalare l’avvistamento all’autorità competente o alla capitaneria di porto per eventuali controlli e registrazioni.

Attacchi di squali in Italia

Sebbene l’ultimo attacco mortale in Italia sia stato registrato nell’ormai lontano 1989, a maggio di quest’anno il video di un agguato di una verdesca al polpaccio di uno sventurato bagnante sul litorale abruzzese ha fatto il giro del web.

Nella sequenza si vede lo squalo avventarsi in modo del tutto inaspettato e fulmineo contro il ragazzo, rimasto traumatizzato dall’attacco.

Fortunatamente il giovne ha riportato solo una ferita che non lo ha messo in pericolo di vita.

A detta degli esperti si tratta di un caso isolato e certamente di un “errore” da parte dello squalo che, come detto, non caccia volontariamente l’uomo.

Leggi anche: 10 animali molto lenti in natura

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, 33 anni, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

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