Home»Digital Life»“Sono io l’autore della Gioconda”: c’è chi lo ha dimostrato grazie alla Blockchain

“Sono io l’autore della Gioconda”: c’è chi lo ha dimostrato grazie alla Blockchain

La verità può andare in cortocircuito se le tecnologie non si utilizzano in modo onesto.

0
Condivisioni
Pinterest Google+

In un recente episodio di questa rubrica abbiamo parlato della rivoluzione che porta il celeberrimo e ormai anche onnipresente nome di Blockchain. Elogiando anche la sua natura “onesta”, abbiamo visto che , più che “Macchina della verità”, trattasi di una “Macchina della Fiducia”, un registro condiviso e distribuito in un circolo sia pubblico sia privato, che non permette di mentire sulla transazione in atto o sulle informazioni contenute dentro quei blocchi. Ora, però, c’è un problema. L’uomo è fallace, mente. L’informazione da cui parte il tutto può benissimo essere falsa… Infatti, lo abbiamo già detto e ci può benissimo essere fiducia tra le parti su un’informazione iniziale che, semplicemente, è falsa.

Se la verità è menzogna

È quello che è successo qualche mese fa in Inghilterra, dove Terence Eden, dipendente del Government Digital Service britannico, per sfidare un sistema di Blockchain del mondo dell’arte digitale presentato al GogX, un festival sulle tecnologie emergenti, ha inserito nel programma la sua opera d’arte, dichiarandosi naturalmente autore della stessa. Qual è il problema? Vi chiederete voi… Il “problema” sta nel fatto che l’opera è nientemeno che la Gioconda di Leonardo da Vinci, attribuita senza nessuna esitazione al malizioso Terence Eden. Questa situazione kafkiana, non è la prima né sarà l’ultima, ci deve far riflettere ancora sul corretto utilizzo delle nuove tecnologie: che se da una parte aprono orizzonti di innovazione e semplificazione in una miriade di aspetti della nostra esistenza, dall’altra possono creare dei veri e propri cortocircuiti nel meccanismi di informazione e veicolazione di dati. Ne avevo parlato anche riguardo all’episodio delle gemelle nate in Cina con DNA modificato. Il concetto non è poi così distante. Se non applichiamo le nostre virtù migliori e le nostre più vigorose intelligenze, il futuro sarà meschino e non più luminoso come speriamo.

di Alessandro Isidoro Re

Articolo Precedente

"La terra è piatta": come è possibile che in Italia siano migliaia a pensarlo?

Articolo Successivo

A caccia di aurore boreali! L'esperienza che non dimenticherai mai

Nessun Commento Presente

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *