domenica, Marzo 7, 2021

Quando si gioca a fare Dio: “Ho modificato il DNA di due gemelle”

Alessandro Isidoro Re
Alessandro Isidoro Re
Alessandro Isidoro Re. Classe 1990, "Umanista 4.0", è autore e redattore per Triwù, società di comunicazione scientifica, dove si occupa di tecnologia e filosofia. Scrive online su riviste tra cui Linkiesta, Il Tascabile, L’indiscreto e Quaderni d’Altri tempi. È Presidente fondatore dell’associazione CON.CRE.TO., impegnata nell’organizzazione di eventi culturali e interdisciplinari nella città di Milano.

Uno scienziato cinese ha dichiarato di aver eseguito con successo un esperimento genetico su due gemelle: sarebbero infatti nate con una maggiore resistenza rispetto al resto degli umani al virus dell’HIV. E un’altra bambina “modificata” starebbe per nascere in questi giorni… Come? Attraverso l’editing genico, in arte CRISPR Cas9. È un argomento di cui si parla già da un paio d’anni, ma occorre comunque spiegare di cosa si tratta. CRISPR Cas9, oltre ad avere un nome difficile e arzigogolato, è una tecnica che permette letteralmente di tagliare e riposizionare a piacimento dei “pezzi” di DNA. Il risultato, come potrete immaginare, è quello di modificare o replicare la struttura genetica di un essere vivente. Da qui il nome “editing genico”. Stupore! No, calmiamoci.

L’essere umano ha sempre giocato con gli oggetti del mondo

Come dice Stefano Bertacchi, dottorando in Biotecnologie Industriali presso l’Università di Milano-Bicocca:

Noi esseri umani abbiamo sempre “giocato” un po’ con gli oggetti del mondo, incrociando per esempio il DNA di piante e animali e ottenendo le varietà a cui siamo abituati oggi. E fin qui tutto bene. La rivoluzione ora, continua Bertacchi, sta nella modificazione specifica del DNA a livello anche di un singolo nucleotide, ossia la singola unità del DNA in maniera precisa e, di conseguenza, molto più veloce. CRISPR Cas9 è un metodo particolare di editing genico, che sfrutta un enzima chiamato Cas9, in grado di tagliare dei pezzi di DNA telecomandato dalle componenti che vengono inserite nella cellula dai ricercatori stessi. Così, per esempio, si può modificare un gene che porta alla malattia inserendo all’interno un altro gene che porta la controparte corretta. Tutto questo si poteva fare anche prima, con la terapia genica, ma ora possiamo andare a modificare una precisa porzione di DNA.

Vorremmo giocare a fare Dio?

Un po’, forse. Ma prima di ieri nessun essere umano nella storia aveva dichiarato di aver modificato geneticamente un altro essere umano rendendolo più resistente a una specifica malattia. Ora, invece, sì. Lo scienziato cinese He Jiankui, infatti, avrebbe lavorato negli ultimi mesi con il suo team a dare la vita a due gemelle geneticamente modificate per resistere al virus dell’HIV, nate all’inizio di Novembre. La notizia ha fatto ovviamente il giro del mondo. Tuttavia, un giorno dopo, l’Università di Shenzhen dove He lavora ha smentito la notizia, dichiarando di non essere a conoscenza dell’attività, incoerente con i dettami etici dell’istituzione. Svelando tra l’altro che lo scienziato è attualmente in congedo non stipendiato.

L’editing genico è ormai una realtà possibile

Al di là della cronaca, rimane il fatto. Cioè che l’editing genico sugli esseri umani sia ormai una realtà possibile e non più una favola utopica o futuribile. Pensiamo alla storia del ‘900 e riportiamola sotto i nostri occhi, a fine 2018. L’editing genico ci ricorda da vicino i sogni luciferini dell’eugenetica, ossia del sogno malato di creare l’Uomo perfetto. Certo, l’intento dello scienziato cinese era (è…?) quello di prevenire malattie mortali. Ma purtroppo siamo ben consapevoli che le tecnologie sempre più a basso costo e “semplici” da usare possono finire nelle mani sbagliate. Anche se l’azzardo e l’amore per la continua innovazione è il polmone che alimenta continuamente la vitalità della Scienza con la S maiuscola. Insomma, come ogni problema e questione davvero interessante questa storia pone tante domande e nessuna risposta. Sarà una rivoluzione nella storia dell’umanità o un’altra minaccia al libero arbitrio degli esseri umani? Dio è morto. Ok. Ma vogliamo davvero essere noi i nuovi Dèi? Siamo pronti a questo nuovo ruolo nella partita infinita dell’esistenza? di Alessandro Isidoro Re

Alessandro Isidoro Re
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Alessandro Isidoro Re. Classe 1990, "Umanista 4.0", è autore e redattore per Triwù, società di comunicazione scientifica, dove si occupa di tecnologia e filosofia. Scrive online su riviste tra cui Linkiesta, Il Tascabile, L’indiscreto e Quaderni d’Altri tempi. È Presidente fondatore dell’associazione CON.CRE.TO., impegnata nell’organizzazione di eventi culturali e interdisciplinari nella città di Milano.

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