Smart tattoo: “Ricarica per i tuoi device a portata di pelle”

Dai sensori cutanei alle mini batterie epidermiche: l'arte e la scienza dei tatuaggi incontrano il mondo dell'energia.

Alfredo Polito
Alfredo Polito
Si occupa di copywriting, project management e comunicazione per imprese e istituzioni. Per anni ha scritto su la Repubblica ed è autore del libro "La guerra del vino". Tramite Gramsci ha fatto suo il motto di Romain Rolland: pratica il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà.
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Smart tattoo, è la nuova frontiera dell’energia a portata di mano, anzi di pelle.

I ricercatori del MIT Media Lab hanno elaborato degli speciali tatuaggi temporanei che potranno controllare i dispositivi elettronici.

Duoskin, gli smart tattoo fatti d’oro e d’argento

Smart tattoo

Duoskin, questo il nome dato agli smart tattoo, sono un concentrato di tecnologia e di bellezza.

I tatuaggi sono progettati con un circuito che segue un disegno prestabilito, in foglia d’oro o d’argento, materiale relativamente economico a dispetto del nome, e vengono applicati sulla pelle con un trasferimento ad acqua, esattamente come si fa con i tatuaggi per bambini o temporanei.

I colori e la brillantezza di questi smart tattoo li rendono appetibili per sfoggiare un “accessorio” luminoso e accattivante, tanto da essere già considerati un must have per la prossima stagione estiva.

Come hanno specificato i ricercatori, i tatuaggi

Fungono da ponte tra il regno fisico e quello digitale, così che gli utenti possano sfruttare il proprio gusto estetico personale nella tecnologia indossabile

Il bello è che presto gli smart tattoo saranno personalizzabili, per rispondere al meglio alle richieste degli utenti che decidono di mostrare un pensiero, un’immagine o un concetto ovunque vadano.

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L’interfaccia elettronica degli smart tattoo

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Gli smart tattoo fanno parte di quella tecnologia indossabile che, immaginata nei libri e nei film di fantascienza, sta man mano diventando reale.

I Duoskin utilizzano un’interfaccia senza fili che può temporaneamente essere applicata sulla pelle, creata con materiali ecosostenibili, con cui poter controllare i propri device elettronici a essi collegati.

I materiali conduttivi, oro e argento, contengono il circuito elettronico, un microcontroller e una mini batteria ricaricabile, che vengono assicurati all’epidermide tramite strati di silicone.

Esistono 3 tipologie di prototipo di smart tattoo Duoskin:

  1. Tatuaggi simili alle interfacce comunemente utilizzate: con trackpad e “tasti” bidimensionali ad esempio di riproduzione e pausa di dispositivi musicali.
  2. Tatuaggi con pigmenti termocromici: capaci di cambiare colore in base a diversi tipi di input. Questi tatuaggi fungono come gli anelli dell’umore, molto in voga anni fa.
  3. Tatuaggi con interfaccia wireless: grazie alla tecnologia Near Field Communication il tattoo diventa un vero e proprio tag elettronico, leggibile con appositi supporti.

Ricaricare il cellulare tramite la pelle, ecco gli smart tattoo a energia solare

Esistono poi altri tipi di smart tattoo, come quelli a energia solare che incorporano sottili pannelli solari flessibili che possono essere integrati nel design e applicati sulla pelle.

Questi piccoli pannelli sono fatti di celle fotovoltaiche che convertono la luce in elettricità, a sua volta incamerata in minuscole batterie, sempre all’interno del tatuaggio.

Con questa energia e con l’avanzare della tecnologia sarà presto possibile ricaricare dispositivi portatili, come cellulari, smart watch, fitband ma anche led epidermici.

Smart tattoo: elettricità dal sudore della pelle

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Un ricercatore della UCSD in California, Joseph Wang, ha inoltre scoperto un modo per generare energia da speciali smart tattoo che funzionano grazie alla raccolta degli elettroni provenienti dall’acido lattico secreto quando si suda.

Il processo utilizzato si basa su funzioni biologiche: all’interno del tatuaggio sono contenuti degli enzimi che processano il lattato, generando fino a 70 microwatt per centimetro quadrato di pelle.

I tattoo integrano un sensore e una biobatteria in grado di accumulare l’energia prodotta dal processo di glicolisi che scompone il glucosio nel sangue quando l’organismo è sottoposto a un intenso sforzo fisico.

Questa tecnologia non solo è utile per ottenere energia extra, ma anche per il monitoraggio dei programmi di allenamento e per la rilevazione delle variazioni di lattato, indicative nei non sportivi di anomalie legate all’insorgere di malattie cardiache o polmonari.

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Si occupa di copywriting, project management e comunicazione per imprese e istituzioni. Per anni ha scritto su la Repubblica ed è autore del libro "La guerra del vino". Tramite Gramsci ha fatto suo il motto di Romain Rolland: pratica il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà.
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