martedì, 11 Maggio 2021

Curva di indifferenza, cos’è e perché è fondamentale per le scelte del consumatore

La curva di indifferenza è fondamentale, in microeconomia, per spiegare le preferenze del consumatore. Vediamo cos'è e le sue caratteristiche.

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

In microeconomia la curva di indifferenza serve per rappresentare l’insieme dei beni che garantiscono al consumatore lo stesso livello di utilità. È fondamentale per capire le scelte del consumatore.

Andiamo a spiegare cosa decide una persona che si trova davanti due tipi di merci (X e Y) li può acquistare in combinazioni diverse. Più compra X, meno potrà permettersi Y e viceversa. La curva di indifferenza rappresenta le scelte di combinazioni di quantità di X e Y che danno al consumatore la medesima utilità (U).

Curva di indifferenza, cos’è

In microeconomia, la teoria delle scelte del consumatore si pone come obiettivo quello di spiegare come un individuo assuma decisioni razionali in situazioni di scarsità. Per comprendere il comportamento del consumatore vanno valutati tre passaggi fondamentali:

  • – Sapere cosa il consumatore desidera, quali sono le sue preferenze.
  • – Sapere cosa l’individuo può fare, visto il suo reddito e i prezzi di mercato.
  • – Mettere insieme le preferenze del consumatore e i limiti entro cui si deve muovere.

Supponiamo che i beni disponibili siano tre in una serie di combinazioni che chiameremo panieri (X,Y, Z). La teoria economica delle scelte presuppone che le preferenze dei consumatori rispondano a tre condizioni:

  • Assioma di completezza: quando al consumatore vengono proposte due combinazioni qualunque, è sempre in grado di dire quale delle due preferisce o se le considera equivalenti.
  • Assioma di transitività: Se il paniere X viene giudicato preferibile al paniere Y e il paniere Y al paniere Z, si può concludere che X è preferibile a Z. 
  • Assioma di non sazietà: Una combinazione contenente una quantità maggiore di uno qualsiasi dei due beni verrà sempre preferita a una che ne contiene una quantità minore dal consumatore. 

Ed ecco che entra in gioco la curva di indifferenza. La curva U indica l’insieme di tutte le combinazioni considerate equivalenti dal consumatore e divide tutti i possibili panieri in tre categorie: quelli equivalenti a k, quelli peggiori di k e quelli preferibili rispetto a K.

La curva di indifferenza U è costruita collegando diverse combinazioni dei due beni che il consumatore considera equivalenti. Il paniere N, rappresentato da un punto che si trova al di sopra della curva di indifferenza, è preferibile rispetto a qualunque combinazione appartenente a U. Sul piano cartesiano la rappresentazione è data da: U = U (qx, qy).

Leggi anche: L’economia italiana è al collasso: tutto quello che possiamo fare per aiutarci

Le caratteristiche della curva di indifferenza

Caratteristiche curva di indifferenza.
Nella curva di indifferenza affinché U sia costante e per effetto del principio di non sazietà, se aumenta il consumo di un bene deve diminuire il consumo dell’altro. L’utilità aumenta quanto più ci si allontana dall’origine. Per l’ipotesi di non sazietà.

Le principali caratteristiche della curva di indifferenza sono le seguenti:

Inclinazione negativa: La curva di indifferenza ha una inclinazione negativa perché, vista l’unione di panieri a utilità costante, il maggiore consumo di un bene implica il minore consumo dell’altro bene.

Convessità: La scelta di panieri con entrambe le quantità dei beni fornisce un livello di utilità superiore rispetto alla scelta dei panieri estremi ossia di quelli in cui prevale la scelta di uno solo dei due beni.

Come si calcola la pendenza della curva di indifferenza?

Pendenza curva di indifferenza.
La pendenza della curva di indifferenza è negativa, è decrescente.

Uno degli aspetti più importanti della curva è la sua pendenza. La pendenza di qualunque curva è data dal rapporto tra la variazione della sua grandezza misurata sull’asse verticale e la corrispondente variazione della grandezza sull’asse orizzontale. La pendenza della curva di indifferenza è negativa. Deve essere decrescente rispettando l’assioma di non sazietà.

L’andamento della curva di indifferenza

L'andamento della curva di indifferenza.
Lungo la curva di indifferenza il rapporto tra la riduzione di un bene e l’incremento dell’altro è il SMS.

La pendenza della curva di indifferenza indica in quale rapporto il consumatore è disposto a scambiare un bene con l’altro.

Il valore assoluto della pendenza della curva di indifferenza in qualsiasi punto si definisce saggio marginale di sostituzione e misura la quantità di un bene che il consumatore è disposto a rinunciare per un incremento dell’altro bene

Lungo la curva di indifferenza il rapporto tra la riduzione delle quantità di un bene (-Δx1 ) e l’incremento della quantità dell’altra bene ( +Δx2 ) determinano il saggio marginale di sostituzione tra i due beni. 

La formula del saggio marginale di sostituzione è la seguente: SMS = -Δx1/Δx2

Perché le curve di indifferenza sono convesse?

Convessità curva di indifferenza.
La convessità della curva di indifferenza è data dall’utilità marginale decrescente del consumo di ogni singolo bene.

Le curve di indifferenza hanno una forma convessa per effetto dell’utilità marginale decrescente del consumo di ogni singolo bene. Quanto più si consuma un bene, più l’utilità marginale del consumo addizionale si riduce.

Per questa ragione le curve di indifferenza hanno una forma convessa, i panieri intermedi consentono di raggiungere un livello di utilità maggiore rispetto a quelli più estremi. 

È impossibile che due curve di indifferenza si intersechino. Se ciò fosse possibile, B dovrebbe essere equivalente ad A e nello stesso tempo preferibile ad A, quindi verrebbe violato l’assioma di transitività.

Leggi anche: Nobel per l’Economia a Paul Milgrom e Robert Wilson per i modelli di vendita alle aste

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

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