giovedì, 1 Dicembre 2022

Reddito energetico 2023: dove, come, quando, quanto e perché

La misura circola ormai da qualche anno, prendendo forme e dimensioni diverse a seconda delle regioni che la adottano o la adotteranno: in cosa consisterà il reddito energetico 2023?

Rimangono gli intenti per cui è nato – lotta alla povertà energetica, diffusione delle energie rinnovabili, emancipazione delle aree sottosviluppate – ma il reddito energetico 2023 darà nuovo impulso alla produzione pulita di elettricità.

Reddito energetico, cosa prevedeva e come è stato modificato

200 milioni di euro, questo lo stanziamento voluto dal MoVimento 5 stelle ormai nel 2020 per incentivare l’installazione dei pannelli fotovoltaici a uso condominiale e privato anche tra le fasce di popolazione meno abbiente, in un’ottica di democratizzazione energetica che potesse anche ridurre notevolmente i costi in bolletta di dette categorie.

La concessione dei contributi, affidata alle regioni, mira a far sottoscrivere con il Gestore dei Servizi Energetici una convenzione di scambio sul posto, vantaggiosa sia per i condomini verso cui viene erogata, sia alla rete regionale stessa che beneficia dell’eccedenza di produzione.

Leggi anche: Reddito energetico per le rinnovabili, cos’è e come si ottiene

Reddito energetico 2023 e bonus bolletta

Il reddito energetico 2023 rispetterà le soglie di quello già esistente: per le famiglie con ISEE basso, il contributo può arrivare a erogare 8.500 euro, utilizzabili per progettare, installare e comprare le componenti di impianti fotovoltaici, pannelli solari e accumulo.

Ma attenzione, questa agevolazione è richiedibile solo da parte di persone o famiglie che abbiano un ISEE inferiore ai 20.000 euro annui.

Con il reddito energetico 2023, dunque, anche chi non dispone di ingenti risparmi può anelare ad azzerare le proprie spese in bolletta, affidandosi semplicemente all’energia solare.

E c’è di più: il reddito energetico 2023 è cumulabile con il bonus bolletta, finora destinato a famiglie con ISEE inferiore a 12.000 euro, ma che adesso viene innalzato alla soglia dei 20.000 euro a patto che si abbiano almeno quattro figli a carico.

Leggi anche: Bonus 3000 euro contro il caro bollette: come funziona e cosa sapere

Le regioni all’avanguardia sul reddito energetico

Se la Sardegna con Porto Torres è stata l’apripista nell’erogazione di questi contributi già nel 2018 con un progetto pilota, alcune regioni italiane si sono già mosse per anticipare il reddito energetico 2023.

La Puglia, certo, ma anche il Friuli Venezia Giulia, che hanno già stabilito a chi e dove stanziare le somme per fare in modo di accelerare le procedure di installazione e di messa a norma degli impianti: sono 5 milioni di euro gli investimenti del prossimo anno, e altrettanti saranno per il 2024.

In Sicilia la voce di spesa è già presente dal 2019, individuando nell’agevolazione per le famiglie in condizioni di difficoltà una sorta di volano sociale in grado di creare coesione, integrazione ed emancipazione.

Anche la Sardegna si sta muovendo in tal senso: in programma l’indizione di un bando di gara per l’istituzione del fondo di acquisto per le strutture degli impianti.

Nel Lazio, invece, si guarda a soluzioni ibride che affianchino ai pannelli solari anche altri fonte rinnovabili in cui investire: in particolare l’allora Assessora alla Transizione Ecologica, nel 2021, insisteva sulla necessità di puntare su impianti termo-fotovoltaici, microeolici e geotermici, adatti soprattutto a un utilizzo strettamente locale.

In Basilicata sono stati stanziati ben 88 milioni a fondo perduto per l’installazione di impianti a energia rinnovabile, mentre al nord Italia gli incentivi sono stati allargati anche alle imprese.

Verso un reddito energetico 2023 nazionale

La sfida principale per ottenere il massimo dal reddito energetico è quella di omologare, livellare e coordinare a livello centrale le varie declinazioni di quello che potremmo definire a tutti gli effetti un “bonus regionale per il fotovoltaico”.

Sta di fatto che la spinta al cambiamento c’è e i tempi sono maturi per rendere ogni condominio una vera e propria centrale elettrica solare.

Leggi anche: Comunità energetica, la risposta green al caro bollette

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