Sei sicuro di sapere cosa succede al tuo corpo se non ami il tuo lavoro?

Il posto di lavoro è il luogo in cui si trascorre la maggior parte della giornata. Un ambiente stressante e malsano può rovinare la salute: ecco le conseguenze di quando non si ama il proprio lavoro.

Marianna Chiuchiolo
Marianna Chiuchiolo
Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, una formazione da teatrante e una generale tendenza a perdersi nei vicoli di una fervida immaginazione. Ama in egual misura la scienza e la poesia e si spende da tempo per la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita.
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Nella società moderna, la salute mentale passa in gran parte dal rapporto con la propria posizione lavorativa. In un sistema di stampo capitalista, dove avere un impiego è requisito necessario per la soddisfazione di bisogni primari come procurarsi da mangiare o avere un tetto sulla testa, la maggior parte dei cittadini trascorre otto-dieci ore al giorno sul posto di lavoro. In un contesto del genere, è proprio il caso di dirlo, se ami il tuo lavoro ne guadagni in salute, sia essa fisica o mentale.

E, se proprio non si riesce a trovare la propria raison d’être nella carriera che si è intrapresa, è quantomeno importante che la bilancia sacrifici/benefici resti in equilibrio.

Conseguenze di un ambiente lavorativo malsano

Se ami il tuo lavoro, non lavorerai mai un giorno nella tua vita, o almeno così dicono. Al di là della veridicità di un’affermazione del genere – poiché clienti problematici, compiti ingrati e giornate stressanti si vivono anche quando si è riusciti a ottenere l’impiego dei propri sogni – non è necessariamente il lavoro in sé a fare la serenità di una persona, quanto l’ambiente lavorativo.

Secondo le stime riportate da Jeffrey Pfeffer, professore di comportamento organizzativo a Stanford, nel suo libro Dying for a Paycheck, circa l’8% delle spese sanitarie annuali negli Stati Uniti d’America è impiegato nella cura di malesseri causati dallo stress lavorativo. Ritmi troppo serrati, disorganizzazione, responsabilità poco chiare e, nei casi peggiori, vere e proprie pratiche manipolatorie da parte di superiori e colleghi possono avvelenare qualsiasi carriera.

Le Grandi Dimissioni: perché sempre più gente abbandona il posto di lavoro

Un segno di maggiore consapevolezza in tal senso è il fenomeno delle cosiddette Grandi Dimissioni: a seguito dell’era Covid, che ha visto un’implementazione su larga scala di modalità lavorative più flessibili come lo smart working, abbiamo assistito a un’impennata nei tassi di licenziamento.

Secondo un’indagine riportata da IlSole24Ore, circa 1,6 milioni di lavoratori hanno dato le dimissioni nel corso del 2022 negli USA – il Paese dove il fenomeno è stato di maggiore portata – mentre in Italia sono stati interrotti circa 379mila rapporti di lavoro nel 2021, saliti a 557mila nell’anno successivo.

Il messaggio dietro un tale terremoto sociale è chiaro: i lavoratori cercano ritmi più sani e improntati al cosiddetto work-life balance, e non sono più disposti a perdere la salute in nome di un impiego stabile.

Ma trascorrere la propria giornata in un ambiente lavorativo tossico o malsano ha davvero un impatto così notevole sulla salute? In questo articolo analizzeremo 7 segnali che il lavoro sta minando il nostro benessere, proponendo una serie di strategie su come gestire la situazione.

7 segnali che il tuo lavoro ti sta rovinando la salute

Se non ami il tuo lavoro, il tuo corpo se ne accorge e cerca in ogni modo di farti capire che è il caso di cambiare qualcosa. Ecco i segnali più evidenti che lo stress lavorativo sta danneggiando la tua salute.

1. Ritmi del sonno sballati

Lo stress dovuto alla cattiva organizzazione o all’eccessivo carico di lavoro in ufficio può causare stati d’ansia che turbano l’equilibrio dei ritmi sonno/veglia. Soffrire di insonnia, non riuscire ad addormentarsi o svegliarsi nel cuore della notte a causa delle preoccupazioni è uno dei sintomi più comuni riportati da chi vive quotidianamente in un ambiente lavorativo tossico.

2. Continui mal di testa o dolori muscolari

Mal di testa costanti e dolori muscolari possono essere la conseguenza di continua tensione. Trascorrere molto tempo in un ambiente dove non ci si sente al sicuro porta a irrigidimento muscolare. A livello inconscio è come se il corpo volesse difendersi da una minaccia e, di conseguenza, si prepara a una reazione di fight or flight, per la quale è necessaria prontezza di riflessi e movimenti. Ma restare ore con la mascella serrata, le spalle rigide e la schiena curva causa inevitabilmente dolori sul lungo andare.

3. Peggioramento della salute mentale

Alti livelli di frustrazione, causati da aspettative disilluse e percepite ingiustizie, possono portare al peggioramento di problemi mentali preesistenti o causare l’insorgenza di sintomi mai sperimentati in precedenza. Tra i più comuni ci sono crisi di ansia, attacchi di fame nervosa e, nei casi più gravi, stati depressivi o attacchi di panico.

4. Squilibri del sistema immunitario

Lo stress cronico può impattare sul sistema immunitario, indebolendolo. Ritrovarsi a convivere con continui raffreddori, malesseri passeggeri o stati influenzali è un segnale da non sottovalutare.

5. Stasera non ho voglia…

La difficoltà nel separare lavoro e vita privata si riflette anche sulla libido. Questo è particolarmente vero per le donne, spesso costrette a barcamenarsi, anche al di fuori del lavoro, con maggiori responsabilità domestiche e minore appagamento sul piano economico rispetto ai colleghi maschi. Come risultato, ci si ritrova spesso a dover incastrare i momenti dedicati al sesso nella propria agenda come fossero un’ulteriore incombenza, più che un’occasione di assoluto piacere, senza riuscire mai a rilassarsi abbastanza da poterne godere appieno.

Leggi anche: I giovani non fanno più sesso, la colpa è del capitalismo

6. Stanchezza cronica

Tornare a casa esausti dopo una giornata particolarmente impegnativa è una cosa normale, svegliarsi già stanchi dopo una notte di sonno non lo è. Un persistente senso di affaticamento, anche a seguito di un lungo riposo, è un sintomo tipico del disagio psichico di chi sente di non poter mai abbassare la guardia, e che probabilmente stai già sperimentando se non ami il tuo lavoro.

7. Dolori addominali persistenti

Costipazione, gonfiore o difficoltà nella digestione sono il segnale che lo stress si è talmente cronicizzato da aver modificato la flora intestinale. Se il malessere è triggerato da o peggiora nei momenti di maggiore intensità lavorativa – oppure se si verifica la sera del giorno di riposo, proprio nel momento in cui si pensa agli impegni della giornata successiva – non ci sono dubbi: il mal di pancia è generato dall’ambiente lavorativo.

Come vivere meglio quando non ami il tuo lavoro ma non puoi abbandonarlo

cosa succede al corpo se non ami il tuo lavoro

Se è vero che non è mai tardi per essere ciò che desideri, è altrettanto vero che non sempre è possibile mettere in atto quel sogno proibito del “Mi licenzio!” con tanto di uscita in grande stile e camminata liberatoria verso il tramonto.

In alcuni casi si resta in ambienti lavorativi poco appaganti o malsani perché non si è nella condizione di poter affrontare l’incertezza economica, perché si sta tenendo duro in vista di un avanzamento di carriera o magari perché semplicemente non si ha la forza di affrontare un cambiamento così importante.

Qualunque sia la motivazione, è tuttavia un dovere prendersi cura di se stessi in modo efficace, altrimenti si rischia un burnout, deleterio sia per la salute del lavoratore che per la produttività dell’azienda.

Se non ami il tuo lavoro ma non puoi comunque licenziarti, ecco alcune azioni che ti aiuteranno a stare meglio.

Prenditi una pausa non appena cominci a sentirti appesantito

Che si tratti di un quarto d’ora accademico alla macchinetta del caffè o di un’agognata settimana di ferie, le pause non vanno prese quando si sta per crollare, perché in quel momento è già troppo tardi per limitare i danni. Per non rischiare di ritrovarsi con le batterie esaurite, bisogna ricaricarsi per tempo, facendo in modo di concedersi qualche momento di stacco a cadenza regolare, magari programmandola nel corso della giornata e dell’anno.

Trova un outlet fisico o creativo

Riuscire a ritagliare un momento per le proprie passioni al di fuori dell’orario di lavoro può sembrare molto difficile con i ritmi martellanti del traffico e del mondo moderno, ma resta un’azione fondamentale per il benessere personale.

Poter sfogare le tensioni quotidiane o incanalare i pensieri profondi lungo i binari del controllo e della consapevolezza è una via efficace per mantenere un equilibrio tra ciò che facciamo perché dobbiamo pur campare in qualche modo e ciò che ci fa sentire vivi e realmente produttivi.

Se è troppo difficile dedicarsi a un’attività esterna, anche una mezz’ora di meditazione o di yoga può aiutare. Anche se non ami il tuo lavoro, poter comunque dedicarti a ciò che ami cambia la tua prospettiva sulla giornata.

Stabilisci dei paletti e non arretrare

Se si è stati a lungo sottoposti a eccessive responsabilità e aspettative, questa potrebbe essere la cosa più difficile da mettere in atto, seppur la più necessaria.

Il concetto di lavoro non deve mai prescindere da quello di dignità, e non c’è alcuna dignità nel perdere la salute a causa del proprio impiego. In tal senso, ci sono due principi fondamentali che possono aiutare a mettere dei paletti sul luogo di lavoro:

  • Impara a far presente quando il carico di lavoro è eccessivo. Non vuol dire non aver voglia di lavorare, ma semplicemente essere consapevoli del fatto che un carico di lavoro al di sopra delle proprie possibilità porterà inevitabilmente a un calo nella qualità del lavoro stesso. Non c’è pretesa che tenga: nessuno di noi è in grado di compiere miracoli, e questo vale anche quando ami il tuo lavoro! Se un compito complesso ci viene sottoposto con urgenza, è consigliabile far presente ai propri referenti e superiori che questo ritarderà il completamento degli altri compiti. Se si è saldi nei propri principi, questa occasione può diventare uno spunto per confrontarsi con gli altri e rivedere priorità e deadlinein modo da essere sempre efficienti.
  • Quello che succede in ufficio resta in ufficio. Nell’era della connettività 24/7, imparare a non trascinare le preoccupazioni lavorative fin dentro le mura di casa è un’azione necessaria, soprattutto se non ami il tuo lavoro e l’ambiente domestico è l’unico luogo dove puoi sentirti al sicuro. Può capitare che, in un periodo particolarmente intenso, si fatichi a staccare dal lavoro per un giorno o due ma, se questa situazione diventa la norma, la salute ne risentirà nei modi descritti nei capitoli precedenti. Silenziare le chat di lavoro, evitare di controllare compulsivamente le mail e dedicarsi ad altrosono un primo passo verso una maggiore serenità.

Chiedi aiuto a un professionista se necessario

Uno psicoterapeuta o un consulente possono fornire valido aiuto nell’elaborazione di strategie più funzionali per la gestione dello stress, oltre che aiutarti a comprendere e gestire meglio i tuoi trigger e gestirli nella maniera migliore.

Leggi anche: Giornata per la Prevenzione del Suicidio, come aiutare in maniera concreta

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