domenica, 3 Luglio 2022

Price cap sul gas e raddoppio delle rinnovabili: ecco come l’Italia sfida la crisi energetica

Mentre Draghi ottiene un sì dall'Europa sul tetto ai prezzi del gas, Cingolani plaude ai risultati raggiunti in Italia dalle energie rinnovabili.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

Dopo alterne vicende, l’Europa ha deciso di prendere in considerazione e valutare la fattibilità del price cap sul gas, chiesto a gran voce da Palazzo Chigi in Commissione Europea: una misura che prevede di imporre un tetto al prezzo del gas per arrestare l’inspiegabile e inarrestabile crescita dei prezzi del metano, condizionati dalla guerra di Ucraina e dalle ripercussioni sul mercato energetico mondiale.

Price cap, cos’è e a che cosa serve

Price cap - Draghi

Mario Draghi e il suo esecutivo ha presentato alla Commissione Europea, che si è riunita in una due giorni di consiglio straordinario a Bruxelles, la proposta di porre un tetto alle importazioni di gas e petrolio dalla Russia, per far fronte all’impennata dei prezzi derivati indirettamente dalle pressioni dettate dalle sanzioni imposte a causa della guerra.

L’UE ha accettato di prendere in considerazione la misura come procedura temporanea in periodi di emergenza, dopo che ne avrà esaminato gli effettivi benefici e valutato i pro e i contro sul mercato energetico.

Intanto si lavora alacremente per trovare anche altre modalità che impongano un freno ai prezzi dell’energia grazie al programma RePowerEu, dal momento che la Russia ha già tagliato le forniture a cinque stati membri – Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Polonia – perché si sono rifiutati di pagare in rubli il gas naturale.

In Italia l’embargo del petrolio russo scatterà a fine anno, per cui è tempo di puntare massicciamente su altre fonti di approvvigionamento energetico.

Perplessità e dubbi sul price cap

La misura del price cap è stata in prima istanza accolta freddamente in Commissione Europea, perché alcuni degli stati membri temono una ripercussione da parte della Russia che potrebbe decidere di chiudere i rubinetti di alcuni dei gasdotti vitali per alcuni paesi.

Anche in Italia serpeggia una certa reticenza sul price cap perché il Bel Paese detiene lo stoccaggio più ampio di gas in Europa: in caso di superamento di certi livelli, si dovrebbe ricorrere a queste giacenze, quindi il rischio è quello di dover cedere il metano in eccedenza agli altri Paesi in difficoltà, con conseguente penuria di materia prima in Italia.

Leggi anche: Washington alza il tiro: stop petrolio russo negli Stati Uniti

Energia rinnovabile in Italia, il raddoppio secondo Cingolani

Price cap_Cingolani

Tuttavia segnali di miglioramento e apertura verso un nuovo modo di produrre energia e di sganciarsi dalle dipendenze in corso promettono un cambio di rotta tutt’altro che negativo.

Mentre il price cap apre la strada a una boccata di aria fresca per le tasche degli italiani e degli europei, l’energia rinnovabile in Italia sta raddoppiando il suo peso, grazie al decreto semplificazioni e a quelli successivi di tipo attuativo, che stanno funzionando alla perfezione: ad affermarlo è il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani in Commissione Ambiente alla Camera.

Nei primi mesi del 2022 le richieste di allaccio alla rete dei servizi di impianti a energia rinnovabile sono state pari a 5,1 GW, due volte e mezzo quelle dei due anni precedenti sommati insieme, 2020 e 2021. E ce ne sono ancora circa 24 GW in attesa di allaccio, un grande passo verso l’obiettivo del 2030 di arrivare a una produzione di 70 GW di rinnovabili.

Segno che l’Italia sta cambiando, e per una volta sembrerebbe verso il meglio.

La spinta all’ecosostenibilità

Grazie alle nuove procedure, continua Cingolani, l’impulso alle rinnovabili farà in modo di tagliare più di 3 miliardi di metri cubi di gas importato, abbattendo, unitamente al price cap, i prezzi delle bollette dell’energia elettrica.

I vantaggi per chi ad esempio vuole installare pannelli fotovoltaici sulla propria abitazione o nella propria azienda sono letteralmente alla luce del sole: fino a 200kW di potenza, e senza incentivi, non occorre più richiedere alcuna autorizzazione, salvo in zone sottoposte a vincolo.

E con il price cap, si potrebbe rivedere l’intero mercato di prezzi e tariffe del mercato energetico: se una volta era il gas a fornire gran parte della produzione elettrica, oggi le rinnovabili stanno segnando il suo sorpasso, tagliando definitivamente i picchi di costo.

Leggi anche: L’Unione europea può ridurre la dipendenza energetica dal gas russo

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

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