giovedì, Dicembre 1, 2022

L’Unione europea può ridurre la dipendenza energetica dal gas russo

Il piano dell'AIE (Agenzia internazionale dell'energia) in 10 punti su come i paesi europei possono ridurre la loro dipendenza dalle forniture di gas russo entro il prossimo inverno.

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, uno dei temi per cui i paesi europei hanno cominciato a cercare velocemente una soluzione è stato quello di ridurre drasticamente, a partire da subito, la dipendenza energetica dal gas russo. Mosca è uno dei protagonisti principali nell’ambito dei mercati energetici globali, nonché uno dei primi tre produttori mondiali di greggio, in lizza per il primo posto con Arabia Saudita e Stati Uniti. La Russia fa molto affidamento sui ricavi del petrolio e del gas naturale, che nel 2021 rappresentavano il 45% del bilancio federale russo.

La Russia è anche il secondo produttore mondiale di gas naturale, dopo gli Stati Uniti, e possiede le maggiori riserve di gas al mondo, questo rende il Cremlino il più grande esportatore di gas in assoluto. Nel 2021 il Paese ha prodotto 762 miliardi di metri cubi di gas naturale ed ha esportato circa 210 miliardi di metri cubi tramite gasdotti.

Gas russo in Europa: il diktat per ridurre la dipendenza energetica da Putin

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Dall’inizio della crisi, l’AIE (Agenzia internazionale dell’energia) ha monitorato le implicazioni dell’invasione russa in Ucraina sui mercati energetici globali. Durante un consiglio di amministrazione straordinario, che si è tenuto a livello ministeriale il 1° marzo 2022 (una settimana dopo l’inizio dell’invasione russa), i paesi membri dell’AIE hanno concordato di rilasciare 60 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve di emergenza per inviare un messaggio unificato e forte ai mercati petroliferi globali che non ci sarebbe stata carenza di forniture a seguito dell’invasione dell’Ucraina. 

Il “prelievo” coordinato è il quarto nella storia dell’AIE, che è stata creata nel 1974. Precedenti azioni collettive sono state intraprese nel 2011, 2005 e 1991. I membri dell’AIE detengono scorte di emergenza che ammontano a circa 1,5 miliardi di barili. L’annuncio di un rilascio iniziale di 60 milioni di barili equivale a 2 milioni di barili al giorno per 30 giorni.

La dipendenza energetica dell’Europa dal gas naturale importato dalla Russia è stata ampiamente rimarcata e messa in rilievo dall’invasione russa di Mosca in Ucraina il 24 febbraio scorso. Basti pensare che solo nel 2021 l’Unione Europea ha importato una media di oltre 380 milioni di metri cubi al giorno di gas tramite gasdotto dalla Russia, ovvero circa 140 miliardi di metri cubi l’anno nel complesso di gas russo in Europa. 

Inoltre, circa 15 miliardi di metri cubi sono stati consegnati sotto forma di gas naturale liquefatto (GNL). I 155 miliardi di metri cubi totali importati dalla Russia rappresentavano circa il 45% delle importazioni di gas dei paesi europei nel 2021 e quasi il 40% del suo consumo totale di gas.

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La lista dei 10 punti dell’AIE per ridurre la dipendenza energetica dal gas russo

Ridurre la dipendenza energetica dal gas russo non sarà semplice per l’UE, poiché richiederà uno sforzo politico compatto e sostenuto in più settori, insieme a un forte dialogo internazionale sui mercati dell’energia e sulla sicurezza, cosa che in parte sta già avvenendo.  Esistono molteplici collegamenti tra le scelte politiche dell’Europa e gli equilibri più ampi del mercato globale. 

Sarà fondamentale rafforzare la collaborazione internazionale con gasdotti alternativi ed esportatori di GNL, e con altri importanti importatori e consumatori di gas. Ecco i 10 passi da seguire secondo l’Agenzia internazionale dell’energia:

  1. Non firmare nuovi contratti di fornitura di gas con la Russia consentirà una maggiore diversificazione dell’offerta quest’anno e oltre.
  2. Sostituire le forniture russe con gas da fonti alternative questo aumenterebbe la fornitura di gas non russo di circa 30 miliardi di metri cubi entro un anno.
  3. Introdurre obblighi minimi di stoccaggio del gas, questo migliorerà la resistenza del sistema del gas entro il prossimo inverno.
  4. Accelerare l’implementazione di nuovi progetti eolici e solari, ridurrebbe l’uso di gas di 6 miliardi di metri cubi in un anno.
  5. Massimizzare la produzione di energia da bioenergia e nucleare, ridurrebbe il consumo di gas di 13 miliardi di metri cubi in un anno.
  6. Adottare misure fiscali a breve termine sui profitti imprevisti per proteggere i cittadini dall’aumento dei prezzi elevati. Nessun aumento sulla bolletta.
  7. Accelerare la sostituzione delle caldaie a gas con le pompe di calore, ridurrebbe il consumo di gas di ulteriori 2 miliardi di metri cubi entro un anno]
  8. Accelerare i miglioramenti dell’efficienza energetica negli edifici e nell’industria, 2 miliardi di metri cubi di gas in meno entro un anno.
  9. Incoraggiare una riduzione temporanea del termostato di 1 °C da parte dei consumatori, ridurrebbe il consumo di gas di circa 10 miliardi di metri cubi in un anno.
  10. Intensificare gli sforzi per diversificare e decarbonizzare le fonti di flessibilità del sistema elettrico, allenterebbe i forti legami tra l’approvvigionamento di gas e la sicurezza dell’elettricità in Europa.

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Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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