L’insolita avversione dei pipistrelli per i pannelli solari

Uno studio dell'Università di Bristol ha dimostrato che i piccoli mammiferi alati si tengono alla larga dalle farm solari: ecco il perché.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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Non sono di certo tra gli animali da compagnia più amati di sempre, ma i pipistrelli fanno parte degli ecosistemi di tutte le zone temperate del mondo.

L’antropizzazione dei territori ha ridotto molto il loro habitat naturale e oggi c’è una minaccia in più nella coesistenza tra umani e chirotteri: uno studio dell’Università di Bristol ha infatti dimostrato che i piccoli mammiferi alati non vanno d’accordo con i pannelli solari e che, anzi, evitino accuratamente le zone dove sono presenti grandi installazioni a terra, come ad esempio le farm solari.

Ma perché e come mai i pipistrelli sono “intimoriti” dal fotovoltaico?

Il difficile equilibrio tra rinnovabili e natura

Sebbene sia ormai chiaro a tutti che lo sfruttamento delle risorse rinnovabili sia di vitale importanza per il pianeta, oggi siamo ancora all’oscuro di quanto gli impianti di generazione di energia pulita possano impattare sugli ecosistemi naturali.

È il caso delle farm solari, spesso prese di mira dagli ecologisti per via della deturpazione del paesaggio presumibilmente causata da lunghe distese di moduli neri, che oggi costituiscono un elemento indispensabile lungo il cammino della transizione ecologica.

L’impatto sulla biodiversità tuttavia è un tema ancora largamente discusso: se da un lato è stato provato che le farm solari abbiano un effetto positivo per la terra e per le coltivazioni, tenendo al riparo il suolo da eccessivo irraggiamento e creando condizioni di umidità al di sotto dei pannelli favorevoli allo sviluppo delle piante, dall’altra la loro presenza sembra limitare l’area di sopravvivenza di alcune specie animali.

I pipistrelli e l’avversione per i pannelli solari

A dimostrarlo un recente studio dell’Università di Bristol che ha indagato il fenomeno dell’allontanamento dei pipistrelli dalle zone in prossimità degli stabilimenti fotovoltaici.

La loro attività sembra infatti essere ridotta rispetto a quella delle aree limitrofe, aspetto che ha incuriosito gli studiosi soprattutto considerando che i chirotteri hanno abitudini prettamente notturne.

I cambiamenti nel numero e nel comportamento di queste specie è preso come indicatore della salute degli ecosistemi, essendo i pipistrelli degli eccellenti predatori di insetti utili anche all’uomo per limitarne la prolificazione e la trasmissione di malattie.

La ricerca si è concentrata sulla captazione dei specifici ultrasuoni di ecolocalizzazione di cui si servono i pipistrelli per orientarsi e trovare le loro prede, constatandone la ridotta attività in prossimità dei pannelli solari, mentre nei campi adiacenti, usati come siti di confronto, la quantità rimaneva inalterata.

Lo studio ha dimostrato che in presenza delle farm solari, l’attività dei pipistrelli è ridotta del 40% lungo il perimetro esterno dello stabilimento e dell’86% in corrispondenza del centro.

Leggi anche: Pannello solare salva boschi: “È la sentinella del verde”

Un difficile connubio

Ma come mai i pipistrelli non gradiscono i pannelli solari? Il conflitto tra animali alati e risorse rinnovabili non è certo nuovo ai ricercatori, che già da qualche anno avevano portato all’attenzione pubblica la decimazione di specie volanti in prossimità delle pale eoliche.

In questo caso, a quanto pare, il problema sta nel fatto che le farm solari potrebbero inavvertitamente ridurre la disponibilità di insetti con cui si nutrono i pipistrelli: da un lato proteggono maggiormente le piante e dall’altro le rendono meno raggiungibili dagli insetti.

Non solo, la superficie liscia dei pannelli potrebbe anche causare la riflessione degli ultrasuoni emessi dai pipistrelli, creando ulteriori difficoltà nel rilevarli. E ancora, l’inclinazione delle superfici sembra dirottare i segnali acustici lontano dai recettori dei pipistrelli, così che essi non li “vedano” nel buio e ci vadano a sbattere contro.

Il rispetto della natura al primo posto

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Lungi dall’essere una sterile polemica, la ricerca ha fatto in modo da porre dei nuovi quesiti di coesistenza tra uomo e natura.

Così come è prassi negli stabilimenti eolici, si sta pensando di dotare le solar farm di dissuasori a ultrasuoni per evitare che i pipistrelli possano farsi male o che si perdano nella selva dei pannelli.

Un’altra soluzione è quella di piantare alberi in prossimità del perimetro degli stabilimenti per aumentare la quantità di insetti a disposizione dei pipistrelli.

Infine, lo studio ha fatto emergere l’importanza della valutazione pre installazione per evitare al massimo di disturbare la biodiversità dei luoghi, nel pieno rispetto della natura.

Leggi anche: Fotovoltaico e impollinatori, nuove prospettive per l’agrivoltaico

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Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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