sabato, Settembre 26, 2020

Chi ha paura del Natale? Pillole di psicologia salva feste

Tonia Samela
Tonia Samela
Tonia Samela, nata a Potenza nel 1994. Psicologa Clinica e Dottoranda di Psicopatologia del Comportamento, attualmente conduce la sua attività di ricerca a Roma. È attiva nella promozione della salute e nella divulgazione scientifica del sapere psicologico.

Il Natale è ormai alle porte. La televisione ce lo ricorda pressoché in ogni momento, così come i supermercati, gli annunci on-line e persino gli addobbi nelle nostre case. Tuttavia il Natale non è per tutti sinonimo di felicità, calore e spensieratezza. Moltissimi studi documentano come durante le festività che hanno a che fare con l’ultimo periodo dell’anno non è infrequente avvertire sbalzi d’umore, sconforto e momenti di tristezza profonda, che a volte destano la preoccupazione di chi li sperimenta. Alcuni studiosi più impavidi hanno parlato propriamente di Depressione di Natale, una sindrome che sembra colpire indistintamente persone di ogni età o sesso, anche quelle che non hanno una storia psichiatrica alle spalle. Da una parte questa reazione sembrerebbe essere una forma di ribellione della nostra mente alla felicità “imposta” e “martellante” dei modelli televisivi e pubblicitari. Dall’altro lato, però, occorre ricordare che le chiusure d’anno e le festività rappresentano tradizionalmente dei momenti di bilancio, raccoglimento e ricordo delle persone che non fanno più parte della nostra vita, e in un certo senso rappresentano la cartina tornasole delle nostre attuali relazioni, con tutti i loro pregi e le loro criticità. Leggi anche: Andare dallo psicologo è ancora un tabù: 5 miti da sfatare

Depressione natalizia: ansia, irritabilità… e non solo

Da un punto di vista epidemiologico, la scienza ha documentato l’esistenza di sindromi psicologiche ad andamento stagionale. Ad esempio la stagione invernale, con temperatura più fredda e le risicate ore di luce interferisce nettamente sull’insorgenza o sulla riacutizzazione della depressione e delle malattie dell’umore in genere. Così come l’estate tende a stimolare comportamenti maggiormente tendenti all’euforia. Certo, non è la stagione dell’anno in sé a determinare gli sbalzi di umore ─ l’origine di questi disturbi è sempre multifattoriale ─ tuttavia in qualche modo anche le feste, le ricorrenze e il clima interferiscono sulla nostra salute psichica. Non è insolito lamentare mal di testa, agitazione, ansia, problemi di sonno, aumento dell’irritabilità e della litigiosità, difficoltà nella concentrazione, riduzione o aumento dell’appetito, senso di inadeguatezza, fastidio e senso di costrizione e imbarazzo legato al dover passare per forza del tempo con persone sgradite o, al contrario, non riuscire a passare il tempo con i propri cari mentre invece tutti gli altri sembrano farlo. Proprio la solitudine o la mancanza di relazioni sociali intense e reali possono aumentare il disagio e, alle volte, dare origine all’effetto opposto: quello di tendere all’isolamento e al distacco. Queste difficoltà improvvise e fastidiose sono legate anche al fatto di dover iniziare un nuovo corso senza poter far nulla per impedire o rallentare il tempo che passa. I bilanci e le valutazioni derivati da questa consapevolezza potrebbero portarci a pensare di essere indietro con i nostri programmi e di non essere stati abbastanza bravi nel rispettare i nostri propositi. La pausa dal lavoro e dagli impegni quotidiani ci fa riemergere problematiche e preoccupazioni tenute solitamente lontane e soffocate dalla routine. Questo può generare una forte ansia e paura per il futuro. Leggi anche: Giornata Mondiale della Salute Mentale, la situazione in Italia

Il segreto per sopravvivere: la comunicazione

Ma come alleviare questi spiacevoli sentimenti? Innanzitutto è importante non chiudersi a riccio, aprirsi agli altri, condividere le proprie titubanze con le persone care, accettare se stessi e i propri limiti con valutazioni oneste nei confronti del proprio operato e soprattutto non nutrire nuovamente aspettative troppo elevate e schiaccianti nei confronti dell’anno che verrà. Questo meccanismo infatti non fa altro che alzare ancora di più l’ansia da prestazione. Molto probabilmente non sarà il Natale e il Capodanno 2019 a renderci persone nuove e perfettamente aderenti ai nostri canoni di perfezione, tuttavia possiamo utilizzare questo periodo particolare per raccogliere i ricordi e trovare tutto ciò che di positivo abbiamo fatto e che ci è stato fatto, per impegnarci a fare ─ realisticamente ─ ancor meglio in futuro. Leggi anche: Ansia da prestazione, cos’è esattamente? di Tonia Samela

Tonia Samela
Tonia Samela
Tonia Samela, nata a Potenza nel 1994. Psicologa Clinica e Dottoranda di Psicopatologia del Comportamento, attualmente conduce la sua attività di ricerca a Roma. È attiva nella promozione della salute e nella divulgazione scientifica del sapere psicologico.

Popolari

Coronavirus, tornerà a settembre con nuovo lockdown: sì o no?

Il rischio di un nuovo lockdown a settembre sembra farsi più concreto. Cosa ne pensano gli esperti? E come farsi trovare pronti?

Finanziamenti a fondo perduto 2020: tutti i bandi

La lista dei bandi a fondo perduto 2020 nazionali e regionali. Quali sono, chi può chiederli e come fare per ottenerli.

Maxi concorso al Comune di Roma: 1500 nuove assunzioni. Tutto quello che c’è da sapere

L’atteso concorso annunciato dal Campidoglio probabilmente sarà pronto per la seconda metà di agosto. Si cercano 1500 dipendenti in diversi profili, da assumere entro la primavera 2021. Causa Covid, le selezioni avverranno a distanza.

Olivia Paladino, giovane, elegante e in carriera. Ecco chi è la fidanzata di Giuseppe Conte

Figlia della Roma bene, più giovane del Premier di circa 15 anni, mamma di una adolescente e manager del prestigioso Hotel di famiglia. Incuriosisce la vita della First Lady italiana.

Ultimi

Maltempo in Italia, ecco cosa sta succedendo nella Penisola

Crollano le temperature con minime fino a 10°C. Piogge, nubifragi e temporali interesseranno tutta la Penisola.

Omicidio Aldrovandi 15 anni dopo: La mamma: “Non lo dimenticate”

Il 25 settembre 2005 alle ore 6:04 del mattino moriva a Ferrara Federico Aldrovandi, giovane di 18 anni pestato a morte da quattro agenti di Polizia. Condannati per eccesso colposo in omicidio colposo, i quattro hanno scontato una pensa di 6 mesi.

Come sta Alex Zanardi? Il San Raffaele: “Progressi significativi ma quadro generale complesso”

Alex Zanardi presenta progressivi miglioramenti ma il quadro generale resta complesso e...

Attentato a Parigi, accoltellate quattro persone davanti alla sede di Charlie Hebdo

Attentato a Parigi, vicino alla sede del giornale Charlie Hebdo. La capitale...