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Chi ha paura del Natale? Pillole di psicologia salva feste

L'arrivo del nuovo anno e lo stress del periodo natalizio possono causare ansia e lieve depressione in molte persone. Ecco come fare per superare le feste con il sorriso.

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Il Natale è ormai alle porte. La televisione ce lo ricorda pressoché in ogni momento, così come i supermercati, gli annunci on-line e persino gli addobbi nelle nostre case. Tuttavia il Natale non è per tutti sinonimo di felicità, calore e spensieratezza. Moltissimi studi documentano come durante le festività che hanno a che fare con l’ultimo periodo dell’anno non è infrequente  avvertire sbalzi d’umore, sconforto e momenti di tristezza profonda, che a volte destano la preoccupazione di chi li sperimenta.

Alcuni studiosi più impavidi hanno parlato propriamente di Depressione di Natale, una sindrome che sembra colpire indistintamente persone di ogni età o sesso, anche quelle che non hanno una storia psichiatrica alle spalle. Da una parte questa reazione sembrerebbe essere una forma di ribellione della nostra mente alla felicità “imposta” e “martellante” dei modelli televisivi e pubblicitari. Dall’altro lato, però, occorre ricordare che le chiusure d’anno e le festività rappresentano tradizionalmente dei momenti di bilancio, raccoglimento e ricordo delle persone che non fanno più parte della nostra vita, e in un certo senso rappresentano la cartina tornasole delle nostre attuali relazioni, con tutti i loro pregi e le loro criticità.

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Depressione natalizia: ansia, irritabilità… e non solo

Da un punto di vista epidemiologico, la scienza ha documentato l’esistenza di sindromi psicologiche ad andamento stagionale. Ad esempio la stagione invernale, con temperatura più fredda e le risicate ore di luce interferisce nettamente sull’insorgenza o sulla riacutizzazione della depressione e delle malattie dell’umore in genere. Così come l’estate tende a stimolare comportamenti maggiormente tendenti all’euforia. Certo, non è la stagione dell’anno in sé a determinare gli sbalzi di umore ─ l’origine di questi disturbi è sempre multifattoriale ─ tuttavia in qualche modo anche le feste, le ricorrenze e il clima interferiscono sulla nostra salute psichica.

Non è insolito lamentare mal di testa, agitazione, ansia, problemi di sonno, aumento dell’irritabilità e della litigiosità, difficoltà nella concentrazione, riduzione o aumento dell’appetito, senso di inadeguatezza, fastidio e senso di costrizione e imbarazzo  legato al dover passare per forza del tempo con persone sgradite o, al contrario, non riuscire a passare il tempo con i propri cari mentre invece tutti gli altri sembrano farlo. Proprio la solitudine o la mancanza di relazioni sociali intense e reali possono aumentare il disagio e, alle volte, dare origine all’effetto opposto: quello di tendere all’isolamento e al distacco.

Queste difficoltà improvvise e fastidiose sono legate anche al fatto di dover iniziare un nuovo corso senza poter far nulla per impedire o rallentare il tempo che passa. I bilanci e le valutazioni derivati da questa consapevolezza potrebbero portarci a pensare di essere indietro con i nostri programmi e di non essere stati abbastanza bravi nel rispettare i nostri propositi. La pausa dal lavoro e dagli impegni quotidiani ci fa riemergere problematiche e preoccupazioni tenute solitamente lontane e soffocate dalla routine. Questo può generare una forte ansia e paura per il futuro.

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Il segreto per sopravvivere: la comunicazione

Ma come alleviare questi spiacevoli sentimenti? Innanzitutto è importante non chiudersi a riccio, aprirsi agli altri, condividere le proprie titubanze con le persone care, accettare se stessi e i propri limiti con valutazioni oneste nei confronti del proprio operato e soprattutto non nutrire nuovamente aspettative troppo elevate e schiaccianti nei confronti dell’anno che verrà. Questo meccanismo infatti non fa altro che alzare ancora di più l’ansia da prestazione.

Molto probabilmente non sarà il Natale e il Capodanno 2019 a renderci persone nuove e perfettamente aderenti ai nostri canoni di perfezione, tuttavia possiamo utilizzare questo periodo particolare per raccogliere i ricordi e trovare tutto ciò che di positivo abbiamo fatto e che ci è stato fatto, per impegnarci a fare ─ realisticamente ─ ancor meglio in futuro.

Leggi anche: Ansia da prestazione, cos’è esattamente?

di Tonia Samela

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1 Comment

  1. John Anxious
    17 Gennaio 2020 at 0:35 — Rispondi

    Il 1 Febbraio 2020 sarà la Giornata Mondiale dell’Ansia Sociale (World Social Anxiety Day). Un gruppo di persone affette da ansia sociale, ha deciso di attivarsi per l’istituzionalizzazione di tale evento. Sono attualmente in corso contatti con le associazioni di psicologi di vari paesi mondiali e si incoraggia l’organizzazione di seminari e conferenze in Italia su un tema che tocca il 7% della popolazione mondiale.

    Come scritto su Wikipedia, la fobia sociale, detta anche sociofobia o disturbo di ansia sociale, è la paura intensa e pervasiva di trovarsi in una particolare situazione sociale, o di eseguire un tipo di prestazione, che non siano, a chi ne è affetto, familiari e da cui possa derivare la possibilità di subire un giudizio altrui.

    Speriamo questa giornata serva per creare davvero una maggiore consapevolezza nei confronti di un tema di cui non si parla abbastanza.

    https://www.youtube.com/watch?v=DsabF4DGrvo

    p.s.
    la notizia è stata già pubblicata a questo link https://dedalomultimedia.it/notizie/ultime/15241-roma-giornata-mondiale-dell-ansia-sociale-1-febbraio-2020.html

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